Serie C - Girone C 2018/19: istruzioni per l’uso

Serie C 2018/19: il girone del Catania (grafica a cura di Bruno Marchese)

Serie C 2018/19: il girone del Catania (grafica a cura di Bruno Marchese)  Foto: CalcioCatania.com

L'analisi delle possibili avversarie del Catania, dei vantaggi degli etnei e dei rischi a cui possono andare incontro.

Se non fosse per il VERGOGNOSO sviluppo che ha avuto la faccenda dei ripescaggi, che darà sicuramente adito a pesanti conseguenze sotto il profilo risarcitorio e penale nei confronti di chi se n’è reso protagonista, alla fine della fiera si potrebbe anche affermare che in fin dei conti è meglio così. Il ripescaggio in cadetteria avrebbe esposto a notevoli difficoltà sia il Catania che le altre pretendenti, le quali, a metà settembre, dopo aver costruito le loro squadre rispettando i parametri della C, avrebbero dovuto correre ai ripari in tempi strettissimi, potendo attingere soltanto al mercato degli svincolati ed ai pochi fuori lista rimasti in A e B. Tutto ciò mentre le altre concorrenti hanno già da diverse settimane approntato le rose ed iniziato la stagione agonistica, con un vantaggio anche sul piano atletico e mentale.
In Serie C, invece, tutte partono alla pari, avendo vissuto i medesimi disagi. Nel corso dell’estate, mentre l’attenzione della città dell’Elefante era integralmente rivolta ai giudizi in corso, le altre società di terza serie si sono mosse parecchio, rivoluzionando le possibili gerarchie del prossimo campionato.

LE SQUADRE MEGLIO PIAZZATE LA SCORSA STAGIONE
Partendo dalla classifica della scorsa stagione, si potrebbe affermare che la vera grande rivale del Catania nel 2018/19 dovrebbe essere il Trapani. In realtà, il club del comandante Morace ha vissuto un’estate tribolata, con un passaggio di proprietà sfumato ed un ridimensionamento tecnico al quale ha tentato di ovviare il neo ds Rubino, che è riuscito a consegnare al tecnico Italiano alcuni ottimi colpi (su tutti Costa Ferreira e Nzola) e forgiare un mix tra pochi esperti riconfermati (ma di spicco, come Pagliarulo, Corapi ed Evacuo) e una lunga serie di giovani e scommesse. Nel complesso, però, non sembra una squadra attrezzata per puntare a vincere il campionato, anche se potrebbe dire la sua in zona playoff.
In ottemperanza agli annunciati criteri di suddivisione geografica, da quest’anno la Viterbese è stata inserita, suo malgrado, nel girone meridionale. Si tratta di un team competitivo, che già l’anno scorso ha disputato un buon campionato nel girone A, concludendo al 5° posto nella regular season ed arrivando sino ai quarti ai playoff, venendo eliminata dal Sudtirol. Inoltre, è giunta in finale di Coppa Italia di Serie C, dove è stata sconfitta dall’Alessandria. Oltre al girone, i gialloblù hanno cambiato diverse cose: in panchina adesso c’è Giovanni Lopez, mentre nella rosa, che ha perso alcuni elementi come Celiento, Calderini e Jefferson, trovano posto giocatori di spessore per la categoria come Andrea Bovo, Pacilli e Saraniti. Inoltre, sono stati riconfermati alcuni pilastri come Sini, Vandeputte, Baldassin e Cenciarelli. Se Lopez farà un buon lavoro, potrà dare parecchio fastidio ai rossazzurri.
Scorrendo dall’alto verso il basso la graduatoria del girone C 2017/18, dopo il Trapani troviamo la Juve Stabia. I campani sono una delle poche squadre che hanno confermato la conduzione tecnica (affidata nuovamente alla coppia Ferrara-Caserta). Sono arrivati diversi giocatori d’esperienza (Troest, Vitiello, Di Roberto), ma è partito bomber Simeri, rimpiazzato da El Ouazni, scommessa proveniente dalla Serie D. L’organico sembra adeguato per lottare a lungo nella parte alta della classifica, ma anche qui non ci troviamo di fronte ad una corazzata.
Un’altra compagine che punta sulla continuità è il Monopoli. I pugliesi, che con una sana programmazione anno dopo anno lanciano talenti e migliorano il proprio rendimento, ripartono dal bravo Scienza e dal blocco che ha fatto bene lo scorso anno, dal quale sono stati “scippati” Sarao, Genchi e Salvemini, adeguatamente rimpiazzati con Mendicino e Gerardi.

CASERTANA E CATANZARO, REGINE DELL’ESTATE
Chi invece prova a voltare pagina dopo due annate deludenti è la Casertana, la vera e propria protagonista del mercato di terza serie. Dopo aver affidato la panchina a Fontana, reduce dalla delusione di Cosenza ma artefice del buon campionato della Juve Stabia nel 2016/17, il presidente D’Agostino ha ricapitalizzato la società e poi attinto a piene mani dal mercato degli svincolati, portando a Caserta nomi di un certo pedigree come Floro Flores e gli ex Avellino D’Angelo e Castaldo. Altro gran colpo quello del regista Vacca, ex Foggia, esubero del Parma. Secondo molti addetti ai lavori i “falchetti” potrebbero essere la vera spina nel fianco del Catania: la qualità media dell’11 titolare è altissima, quella dell’intero organico un po’ meno. C’è anche da considerare che in C, quando schieri diversi ultratrentenni, hai bisogno di altrettanti giovani che corrano per loro.
Un’altra squadra particolarmente accreditata come possibile protagonista è il Catanzaro, che ha puntato sul “mago” Auteri per assecondare i propositi di competitività auspicati dal presidente Noto. Molto attivo a inizio estate con gli arrivi, tra gli altri, di Statella e Giannone, il mercato giallorosso si è poi un po’ appiattito, se escludiamo un paio di colpi (come quelli di Fischnaller e Kanoutè), ed ha anche registrato nelle ultime battute un addio pesante come quello di Zanini. Il tecnico di Floridia ci ha abituato ai miracoli, ma deve pagare lo scotto del tempo necessario a plasmare una squadra con un organico rivoluzionato: insomma, il suo Catanzaro va tenuto d’occhio, ma non appare all’altezza di una lotta al vertice.

LE POSSIBILI SORPRESE E LE PERICOLANTI
Tra le outsider della scorsa stagione, si sono mosse bene Virtus Francavilla, Sicula Leonzio e Reggina, che hanno aumentato – sulla carta – la competitività delle loro rose e si sono affidate a volti nuovi in panchina (rispettivamente Zavettieri, Bianco e Cevoli). Da questo trio potrebbe uscire la rivelazione di stagione, coi bianconeri in pole position, forti di un tridente offensivo davvero niente male: Juanito Gomez-Ripa-Sainz Maza.
Altra possibile sorpresa è il neopromosso Potenza, che ha rafforzato un organico composto perlopiù da “matricole” con giocatori di spessore come i vari Emerson, Strambelli, Genchi e Salvemini.
In apparente involuzione, invece, Matera e Siracusa, entrambe alle prese con svolte societarie che hanno determinato una rivisitazione al ribasso degli obiettivi. Nella parte bassa della classifica, si preannuncia una lotta tra Rende (difficile ripetere l’exploit dell’anno scorso), Paganese, Bisceglie (logorato dal disimpegno di Canonico), le neopromosse Rieti e Vibonese e la ripescata Cavese.

I VANTAGGI DEL CATANIA
Dall’analisi delle concorrenti del girone C emerge che per il Catania vincere il campionato non sarà facile, ma neanche proibitivo. Due i vantaggi che i ragazzi di Sottil hanno rispetto alle altre formazioni di categoria.
Il primo riguarda la completezza d’organico, che consentirà all’ex tecnico del Livorno di poter alternare in quasi tutti i ruoli giocatori di analoga competitività (a puro titolo di esempio, si richiamano i casi di Calapai e Ciancio nel settore difensivo destro e di Curiale e Marotta nel ruolo di centravanti). Un aspetto che, come già emerso nella scorsa stagione, fornisce una marcia in più grazie alla (riconfermata) regola delle cinque sostituzioni.
Il secondo “privilegio” l’ha lasciato in eredità proprio lo scorso campionato. Il Catania ha riconfermato buona parte dei protagonisti che sul campo hanno conquistato 70 punti, giungendo secondi alle spalle del Lecce. I salentini ed il Cosenza, promossi in B, non ci sono più; il Trapani, che ha chiuso due punti sotto gli etnei, come dicevamo si è ridimensionato. Tutte le altre concorrenti partono da un gap di almeno quindici punti (Juve Stabia) da colmare rispetto al 2017/18. E l’anno scorso proprio il gruppo di Lucarelli ha vissuto sulla propria pelle quanto sia difficile tenere il passo di una squadra che la stagione precedente ha totalizzato un considerevole bottino di punti in più. Al Catania, che nel frattempo si è anche rinforzato, basterebbe dunque “fare il Catania” e far sì che siano le altre squadre a rincorrere (e non viceversa).

I RISCHI DA EVITARE
L’unico vero avversario del Catania potrebbe essere…sé stesso. L’estate 2018, sotto il profilo mentale, è stata piuttosto pesante e l’ingiustizia del mancato ripescaggio potrebbe incidere sul morale della truppa di Sottil, che dovrà essere bravo a gestire questo delicato passaggio. In teoria, le motivazioni non dovrebbero mancare, poiché, repetita iuvant, tanti di coloro i quali hanno ingoiato il boccone amaro lo scorso 10 giugno contro il Siena sono ancora a Torre del Grifo a sognare una rivalsa (i senatori Biagianti e Lodi in testa).
C’è poi un secondo aspetto che società e addetti ai lavori dovranno tenere in considerazione. I fatti di quest’estate hanno aiutato a ricompattare le “componenti”, ma la tifoseria rossazzurra difficilmente manterrà la pazienza se non dovessero arrivare immediatamente i risultati sperati. Non l’ha fatto nelle prime due stagioni di Lega Pro, quando difficoltà oggettive hanno ostacolato il cammino della squadra, con lo stadio parzialmente disertato in momenti delicatissimi. Non l’ha fatto neanche l’anno scorso, quando a dispetto di competitività ed entusiasmo ritrovati e di un cammino per certi versi da record, buona parte dell’ambiente si è concesso il lusso di non tollerare il tecnico che ne era stato l’artefice. Dirigenti, allenatore e giocatori ne siano consapevoli: i tifosi non accetteranno nient’altro che vincere.