Fermo sui propri passi

L'ad del Catania Pablo Cosentino oggi in conferenza stampa.

L'ad del Catania Pablo Cosentino oggi in conferenza stampa.  Foto: CalcioCatania.com

Nella conferenza odierna l’ad Cosentino difende il proprio staff, le proprie scelte, e conferma la propria fiducia nella squadra

La scorsa stagione, in tempi di bufera come quello che sta attraversando attualmente il Catania, il presidente Pulvirenti era solito concedersi ai microfoni dei giornalisti per cercare di calmare le acque e saziare la fame di risposte dell’ambiente sul momento critico della squadra. Adesso, però, risultati del Catania a parte, le cose sono cambiate: non esiste più quella struttura societaria priva di un riferimento centrale come quella dell’anno scorso, che quasi “obbligava” il presidente a metterci la faccia in prima persona. Adesso c’è un ad, plenipotenziario a tutti gli effetti, a cui spetta il delicato compito di chiarire il momento negativo. Proprio sul silenzio di Pulvirenti, da più parti sottolineato come un segno di allontanamento, Pablo Cosentino ha voluto precisare: ”Col presidente ci confrontiamo tutti i giorni, se poi decide di non presentarsi alla conferenze è una sua decisione e va rispettata”.

Cosentino fa quadrato intorno al proprio staff: nessuno è in discussione
Ciò che colpisce in particolar modo dell’atteggiamento e delle risposte dell’ad in conferenza stampa, è la fermezza con cui difende, insieme alle proprie scelte, anche i propri collaboratori. ”Non ho mai pensato di dimettermi. Qui c’è un progetto e intendo portarlo avanti”. Sul direttore sportivo Diego Caniggia: ”Mai pensato di cambiarlo”. Sul responsabile della preparazione atletica Ventrone, poi, la difesa è netta. In molti puntano l’indice nei confronti dell’ex preparatore atletico di Juventus e Nazionale, ma l’ad è irremovibile: ”Finché sarò qui lui non andrà mai via, è un lusso per il Catania. Sono sicuro della strada intrapresa sul versante della preparazione atletica”. Incalzato sui possibili motivi del gran numero di infortuni per la seconda stagione di seguito, Cosentino non si sbilancia, non riuscendo sostanzialmente a dare una risposta, ma svela i problemi dei singoli giocatori:
Su Rinaudo: ”si è fatto male nel sintetico di Vercelli, rientrerà entro 15 giorni”.
Su Rolin: ”aveva subito un intervento non grave in estate che non presupponeva successivi problemi, avremmo dovuto recuperarlo alla quinta giornata quindi in tal senso non è stato rischio inserirlo in lista, essendo un potenziale titolare. Purtroppo nei primi allenamenti dopo il rientro ha subito una distorsione che ha determinato una nuova operazione, inattesa: adesso ne avrà per altri 40 giorni”
Su Almiron: “è stato uno dei giocatori più attivi e propositivi del ritiro, mi ha detto che era dai tempi della Juventus che non riusciva a raggiungere il peso forma attuale; ha fatto bene la prima di Coppa Italia, poi dopo il Cagliari ha avuto un problema muscolare. Anche per lui non potevamo permetterci di rinunciare a un giocatore del suo livello per un campionato come quello di B”.
Su Frison: ”già questa settimana contiamo che torni a disposizione”.

"Non guardiamo al mercato, fiducia nelle scelte di quest'estate"
Alla difesa dello status quo societario si accompagna la difesa del modus operandi sul mercato in estate: ”Rifarei le scelte di quest’estate. I cattivi risultati determinano l’ansia della stampa che a sua volta condiziona i tifosi: l’anno scorso Tachtsidis venne bacchettato subito e dopo due partite già l’intero stadio lo fischiava, adesso vediamo tutti dove sta. Quest’anno ho puntato su giocatori che ritengo validi, il fatto che alcuni come Calaiò e Rosina siano abituati alla B e altri no è relativo. Siamo vigili sul mercato, adesso come tutti i giorni dell’anno, se a Gennaio avremo l’occasione di acquistare un giocatore più forte di quelli che abbiamo lo faremo ma al momento non penso al mercato. Rimpianti per non aver preso Ragusa? Non posso averne perché spesso per le trattative serve più tempo di quello che si ha: il Vicenza ha sfruttato i 15 giorni extra, noi volevamo prendere Babacar ma non abbiamo avuto il tempo di concludere l’affare. Basha lo stimiamo ma è ancora infortunato.”

"Confermo, la squadra è competitiva, non possiamo non puntare al ritorno in A"
E, soprattutto, si accompagna la conferma delle convinzioni già espresse sulla squadra e sull’obiettivo di stagione: "Non cambio idea sulla squadra, penso ancora che sia molto competitiva. Se si fa male Rinaudo contiamo su Calello, che ancora deve raggiungere la forma migliore; a centrocampo puntiamo su Chrapek; come vice-Peruzzi non è vero che non abbiamo nessuno, possono giocarci sia Gyomber che Rolin come hanno già fatto in passato; stiamo aspettando Leto, l’anno scorso dopo il buon finale di stagione abbiamo voluto dargli un altro anno per vedere se potesse tornare ai suoi livelli, lui come Barrientos ha qualità fuori dalla portata di un club come il Catania, ma si giudica troppo in fretta, Barrientos è stato dato per finito e poi quando è stato ceduto si è scritto che è stato svenduto. In generale posso dire che l’obiettivo non cambia: dopo 8 anni di Serie A è normale che puntiamo a ritornarci, e sono convinto che lavorando come stiamo facendo ci possiamo riuscire”.

Quell’evidente differenza con il “Sannino style”
Partendo proprio dalle ultime battute, emerge con grande evidenza la differenza di vedute, o di strategia comunicativa, con quella adottata nelle ultime settimane dal nuovo tecnico Sannino, il quale, già nel post-partita col Pescara (unico successo della gestione) cercava di ridurre la pressione sui suoi ragazzi: ”stiamo attraversando un momento difficile, è giusto che si sappia e che si dica e che si smetta di parlare di Serie A, per il momento”. Cosentino non si adegua alle dichiarazioni del mister, anzi rilancia, difendendo i collaboratori, le scelte, e confermando l’obiettivo di stagione della società, che ribadisce manifestando fiducia nel proprio progetto. E’ evidente che per la prima volta da moltissimi anni a questa parte, e forse per la prima volta in assoluto, Catania abbia scelto un tecnico non solo “non aziendalista”, ma anche dotato di una schiettezza tale da permettersi di manifestare le sue impressioni con nettezza, nonostante siano in evidente contrapposizione con le pubbliche esternazioni dei vertici societari. Il che induce a pensare che, in assenza di risultati che ci si augura arriveranno, alla lunga potrebbe nuocere ai rapporti tra società e allenatore, sebbene lo stesso Cosentino si affretti a chiarire: ”anche se abbiamo cambiato la guida tecnica, il progetto è sempre lo stesso”. Sannino annuirà? Ai posteri l’ardua sentenza.