Le "carte d’identità" dei Catania ’29, ’46 e ‘22

  Foto: CalcioCatania.com

Curiosità e aneddoti sugli elementi costitutivi delle tre società che si sono alternate a rappresentare il Catania.

Il logo del Catania SSD a r.l. rappresentava il tassello mancante per la definitiva ricostruzione dei connotati della neonata società calcistica cittadina e, con l’ufficializzazione da parte del club della relativa scelta, operata sulla base di un sondaggio aperto alla tifoseria, si è chiuso il cerchio. La “carta d’identità” del Catania ‘22 (che chiameremo così in questo pezzo per distinguerlo dai precedessori) è completa e possiamo confrontarla con quelle del Catania ‘29 e del Catania ‘46, cogliendone similitudini e differenze.

Denominazione
Il Catania ‘29, al momento della sua costituzione, adottò la denominazione Società Sportiva Catania. Tale società fu attiva fino al 1943 e venne soppressa a seguito del decreto luogotenenziale di Umberto di Savoia del 27 luglio 1944. Ciò perché nel 1936 aveva mutato la propria denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania. A tali aspetti dedicheremo presto un approfondimento ad hoc.
Il Catania ‘46 venne fondato nella veste di Club Calcio Catania. Nel corso dei decenni venne meno la dicitura “Club” e l’acronimo mutò da “C.C.C.” a “C.C.”, spesso accompagnato dall’anno di nascita, divenuto un’icona per la tifoseria a seguito dei fatti dell’estate 1993 e della contesa maturata con l’Atletico Catania negli anni successivi. Il Calcio Catania S.p.A. (ultima denominazione sociale del ’46), dichiarato fallito il 22 dicembre 2021 dopo oltre 75 anni di attività, ha chiuso definitivamente i battenti il 9 aprile 2022, a causa della cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo d’azienda sportivo disposta in tale data dal Tribunale di Catania. Sull’excursus delle varie denominazioni del ’46 che si sono succedute si consiglia di rileggere il nostro recente approfondimento sulla recente consulenza fornita dagli storici de “Tutto il Catania minuto per minuto” al gruppo Pelligra.
Il Catania ‘22, come noto, ha optato per la denominazione Catania Società Sportiva Dilettantistica, aggiungendo l’acronimo “a r.l.” per indicare il tipo di società (a responsabilità limitata). L’indicazione “Dilettantistica” è resa obbligatoria dalla partecipazione ad un campionato, appunto, non professionistico ma dilettantistico. Per il resto si è puntato sulla semplicità, indicando soltanto il nome della città, e la denominazione così come ricostruita appare un richiamo al “primo” Catania (quello del ’29).

Logo
Occorre premettere e precisare che, nella superiore grafica, abbiamo inserito il logo originario per quanto riguarda il Catania ‘29 ed il Catania ‘22, mentre con riferimento al Catania ‘46 abbiamo preferito l’ultima versione per esigenze di attualità e identificazione.
Il Catania ‘29 adottò uno stemma che riproduceva uno scudo contenente strisce rosse e azzurre, sovrastato da una testa di elefante e la dicitura della denominazione sociale.
Gli stessi canoni vennero mantenuti, ab origine, dal Catania ‘46 e furono presenti in linea di massima in tutte le successive versioni del logo, anche se in alcuni casi riproposti con un layout alternativo (come quello che prevedeva un elefante intero all’interno dello scudo). Negli anni ’60 venne introdotto l’elemento di novità, rappresentato dal pallone di cuoio aggiunto allo stemma. La versione finale, quella che raffigura il pallone affiancato allo scudo sovrastato dalla testa di elefante, comparve negli anni ’90 e venne definitivamente adottata a partire dal 2000.
Tale logo, essendo un bene riconducibile alla fallita Calcio Catania S.p.A., non poteva essere ripristinato nell’immediatezza dal nuovo Catania di Pelligra. Quest’ultimo, sin dal primo comunicato, ha espresso la forte volontà di recuperarlo, insieme alla denominazione, al fine di riutilizzarlo, ma nell’attesa ha commissionato lo stemma della nuova società al brand & graphic designer etneo Bob Liuzzo. Il primo logo del Catania ‘22 si distingue da quello della società precedente per l’eliminazione dell’elemento del pallone e per una rivisitazione grafica degli altri elementi storici, che sono stati invece mantenuti. La testa di elefante (proposta in versione stilizzata) continua a sovrastare le strisce rossazzurre, ma è ora inserita insieme alle stesse all’interno dello scudo. Ne è stato cambiato il colore (da grigio a nero) ed anche la direzione (da destra a sinistra). Quest’ultimo particolare è strategico e voluto perché consente di riprodurre, attraverso il movimento della proboscide, la forma della lettera “C” di Catania. Il nome della squadra è stato spostato al centro dello scudo, all’interno di una striscia orizzontale bianca appositamente realizzata, mentre al di sotto di quest’ultima è stata riportata in bianco la dicitura “1946”, con la seguente motivazione fornita dalla società: “Il 1946, nel progetto grafico così realizzato, funge da monito: non dimenticheremo il nostro impegno a recuperare, non appena giuridicamente e tecnicamente possibile, la disponibilità dello stemma e della denominazione che hanno caratterizzato il recente passato calcistico catanese”.

Data e luogo di costituzione
Il Catania ‘29 venne fondato a Catania dal cavaliere Ruggero Albanese, dal barone Saverio Gravina e dal dottor Alberto Pappalardo, i quali il 27 giugno 1929 annunciarono la costituzione della Società Sportiva Catania, con sede in Piazza Duomo n. 3. I tre promotori erano i maggiori responsabili dell'“Ente Sportivo della Federazione Fascista”, che era stato appositamente costituito per riordinare l'attività sportiva in tutto il territorio provinciale e portare a termine, tra l’altro, il compito assegnato dalla Figc a seguito della riforma dei campionati: costituire squadre principali in rappresentanza delle città che ne erano sprovviste, al fine di una loro partecipazione ai tornei federali.
-> Va al riguardo precisato che, prima del 1929, non si era affermata a Catania nessuna squadra pienamente rappresentativa. La prima società sportiva fondata fu la Pro Patria nel 1908, ma né essa, né molte altre società catanesi del periodo, parteciparono a competizioni federali. Le uniche eccezioni, ma solo in via sporadica e non continuativa, furono l’Unione Sportiva Catanese e la Società Sportiva Juventus Catania. La Società Sportiva Catania del 1929 fu dunque la prima vera e propria squadra a rappresentare nel panorama calcistico nazionale la città di Catania. Peraltro, come evidenziato, ebbe una matrice istituzionale e non privata e non fu un caso che il club adottò quali colori sociali quelli del gonfalone cittadino. La stessa maglia rossazzurra, uno dei principali simboli d’appartenenza della tifoseria, ebbe origine proprio col Catania ‘29.
--> Si tratta di precisazioni importanti, in quanto in questi giorni, a seguito delle legittime recriminazioni degli storici avverso l’inserimento della dicitura “1946” nel nuovo logo societario, qualcuno ha posto in dubbio le radici legale al 1929 o sminuito la valenza delle stesse, facendo riferimento ad altre società preesistenti che però, per i motivi anzidetti, non possono essere considerate come “progenitrici” del Catania, a differenza del Catania ‘29 che, al di là degli aspetti iconici e degli aneddoti storici più volte sottolineati, è considerato dalla stessa Figc, ai fini della tradizione sportiva (palmares, partecipazione a campionati, ecc.) quale “primo” Catania esistito.
Il Catania ‘46 fu costituito alle ore 21.00 del 24 settembre 1946 a Catania, in Via Costarelli n. 8, presso quella che all’epoca era la sede provinciale del C.O.N.I. Padrone di casa il presidente provinciale Gianni Naso, suoi ospiti i nove soci fondatori, tra i quali spiccavano il ragionier Angelo Vasta e l’imprenditore Santi Manganaro-Passanisi, presidenti rispettivamente della Virtus Catania e della Catanese Elefante: dalla fusione di queste due società, sorte nell’intermezzo della fine della Seconda Guerra Mondiale, nacque in quella serata d’inizio autunno il Club Calcio Catania, con sede in Via Etnea 298.
Il Catania ‘22 è stato costituito alle ore 9.30 del 13 luglio 2022 a Venezia, presso lo studio del notaio Stefano Bandieramonte in Corte dell'Orologio n. 1, alla presenza del vicepresidente ed ad del Catania SSD a r.l. Vincenzo Grella, che ha firmato l’atto costitutivo, e dell’advisor del Pelligra Group, il commercialista veneziano Dante Scibilia. L’insolito “luogo di nascita” è dovuto alle esigenze di celerità sottese alla costituzione del club, che hanno indotto Scibilia a rivolgersi ad un professionista della propria città al quale si era già rivolto in passato per esigenze simili. La sede sociale è stata invece fissata a Catania, in Via Musumeci 171, dove ha sede lo studio dell’Avv. Dario Motta, consulente legale della società.

Matricola federale
La matricola è un elemento che contraddistingue le società di calcio a seguito della riforma federale che nella seconda parte degli anni ’60 del secolo scorso impose ai club professionistici di adottare la veste di società per azioni. In particolare, rappresenta il codice di affiliazione di ogni società alla Figc. Un dettaglio trascurato pressoché ovunque, tranne che a Catania, laddove il numero di matricola, a seguito dei fatti del ’93, è stato elevato a segno d’identità ed orgoglio. Perché quel Catania non era mai fallito e rappresentava una delle poche eccezioni del calcio nazionale, che nel tempo ha visto revocare l’affiliazione (e perdere il relativo numero di matricola) a società ben più blasonate, come ad esempio Torino, Napoli e Fiorentina. Prima del fallimento del 2021/2022, il Catania era l’unica società di spicco in Sicilia (e tra le poche del sud Italia) ad aver mantenuto l’affiliazione originaria. Faceva parte di un club ristretto, formato, in ordine di fondazione delle rispettive società, da: Genoa, Juventus, Milan, Lazio, Atalanta, Inter, Bologna, Cremonese, Brescia, Udinese, Empoli, Roma, Lecce, Cagliari e Sampdoria. Non aveva particolari trofei in bacheca per i quali vantarsi, ma l’aver preservato l’identità originaria costituiva un motivo di vanto e di sfottò nei confronti delle tifoserie rivali, soprattutto quelle siciliane. Tutto questo, oggi, non esiste più.
Tornando alle differenze tra “i tre” Catania sul punto, si evidenzia che il Catania ‘29 non ebbe alcuna matricola in quanto nato in epoca antecedente all’introduzione della stessa; al Catania ‘46 fu attribuita la mitologica matricola 11700, nel tempo divenuta simbolo d’appartenenza dei tifosi prima e oggetto di marketing societario (mal riuscito, a dire il vero) poi; al Catania ‘22 è stato invece assegnato il nuovo numero di matricola 955017.