Ieri, oggi e domani: Angelo Massimino, un ricordo sempre vivo

L'omaggio floreale della Comunità di CalcioCatania.Com

L'omaggio floreale della Comunità di CalcioCatania.Com  Foto: CalcioCatania.com

Ventitreesimo anniversario della scomparsa del Cavaliere Angelo Massimino

Per chi si mette Palermo alle spalle e procede lungo la A19, in direzione Catania, l’uscita di Scillato è una tappa obbligatoria. Bisogna transitare da lì, a poche centinaia di metri da quel paesino incastonato nel petto delle Madonie, per via del cedimento del viadotto Himera. Bisogna transitare da lì, giusto il tempo di aggirare i cantieri ancora aperti nel tratto di autostrada interessato dal crollo di cinque anni fa. Ma noi non proveniamo da Occidente, veniamo da Catania. Scillato è città dell’acqua e dei mulini, il cartello all’ingresso del paese parla chiaro. Siamo accolti da un vento sferzante di un giorno grigio d’inizio marzo. L’acqua è stipata nei nuvolacci neri ondeggiati dal soffio intenso di Eolo, appostato chissà sopra quale nuvola, invisibile ai nostri occhi, ma non al nostro udito che ne percepisce il suono, vibrante, di aghi di pino che sembran violini.



La giornata è uggiosa, di fine inverno, così come lo era ventitré anni or sono. Scillato, 4 marzo 1996. L’asfalto viscido di un’autostrada tortuosa, fatta di curve spigolose che ondeggiano fra le montagne circostanti, ha consegnato il Cavaliere Angelo Massimino all’immortalità del ricordo. Non passa anno, non può passare, senza che nuove parole possano ricordare quanto accadde quel giorno. Un incidente mortale lungo il tratto d’autostrada che va da Scillato verso Tremonzelli. Veniva da Palermo, il Cavaliere, accompagnato dallo ‘scudiero’ Pino Inzalaco, di rientro da una nuova battaglia al 'Palazzo del Calcio', l’ennesima dopo l’ingiusta estromissione dalla Serie C1 perpetrata con fin troppa leggerezza tre anni prima.

C’è un religioso silenzio, a Scillato. Si ode soltanto il soffio del vento e il cinguettio degli uccelli. ‘Arrivederci’ recita il cartellone sul quale abbiamo lasciato il nostro omaggio floreale, in memoria di colui che guidò l’Elefante per quasi un quarto di secolo, fra fortune alterne, fra istanti di gloria giornate nere, fra brevi esaltazioni ed intense contestazioni da parte di stampa e tifosi. C'è del rossazzurro, a Scillato. Si vede oggi, si sente da ventitré anni, ogni qual volta un catanese transita da quelle parti. Il tempo è andato, Catania ci aspetta. Palermo è alle spalle, ma non il tuo ricordo. Arrivederci, Presidentissimo. Sei sempre vivo nei nostri cuori. A Scillato, o dietro la porta di quel ‘Cibali’ che dal 2002 porta il tuo nome. Ieri, oggi e domani.