Catanzaro-Catania 1-2: le dichiarazioni dei protagonisti

L'esultanza di Alex Marotta dopo la rete del momentaneo 1-1

L'esultanza di Alex Marotta dopo la rete del momentaneo 1-1  Foto: Nino Russo

Le parole di Alessandro Marotta e Matteo Di Piazza al termine della gara del Ceravolo

ALESSANDRO MAROTTA
“Oggi abbiamo fatto una grande partita, siamo scesi in campo col coltello tra i denti per via delle mille vicissitudini che abbiamo in questo periodo e, soprattutto, per la partita di andata che ci siamo legati al dito perché abbiamo preso una ‘bambola’. Volevamo vincere, anche perché sapevamo che fosse una partita cruciale, contro una squadra fortissima, dotata di una grande palleggio, che ci ha messo in difficoltà. Abbiamo fatto una partita da C, mettendoci dietro, ripartendo in contropiede, senza fare tacco e punta, ma correndo e prendendo falli. Così abbiamo conquistato una grande vittoria. L’allenatore nuovo non fa i miracoli, quando viene cambiato un tecnico la colpa non è solo sua ma anche dei calciatori. Chiaramente non possono mandare via venti giocatori ma l’allenatore, è una regola del calcio. L’esonero di Sottil ci ha fatto capire che stavamo fallendo, come squadra, ed è stata una scossa per noi. È arrivato un mister, Novellino, che ci ha dato tanta tranquillità, quell’umiltà che c’è mancata ultimamente, perché non si vince coi nomi ma correndo, insieme a quella compattezza ed equilibrio che mancavano. L’esultanza con le mani alle orecchie? Sono fatto così, non ci posso fare niente, o piaccio o non piaccio. Dopo la partita, quando si è più tranquilli, si capiscono i propri errori. Io sono grande e vaccinato, sono padre, so bene quando sbaglio. Mi dispiace per il gesto, ma quando scendo in campo e vengo insultato dall’inizio alla fine senza motivo mi dà fastidio e quindi posso reagire anche così, un pochino male. È stata un’esultanza ‘fastidiosa’, diciamo così, a me piace aizzare il pubblico, soprattutto quando c’è tanta gente. Palcoscenici così belli ce ne sono pochi in Serie C e quando capitano queste partite ti fa piacere giocarle e, tal volta, puoi reagire in maniera non idonea. Massimo rispetto per il Catanzaro e per Auteri, che tra l’altro è un mio ex allenatore, sono fatto così”.

MATTEO DI PIAZZA
“Probabilmente, rispetto a prima è cambiata la mentalità, il voler portare il risultato a casa ogni domenica. Nel primo tempo il vento ci ha messo in difficoltà. Nella ripresa i miei compagni mi hanno detto che avrei fatto un gol così, visto che la difesa del Catanzaro era molto alta e noi abbiamo sfruttato al meglio questo aspetto. Catania e Catanzaro sono due piazze importanti, ma nella vita bisogna scegliere. Marotta mi fa stare tranquillo, ha voglia di lavorare così come Curiale e Sarno, e siamo riusciti a raggiungere una sintonia molto importante. Sono giocate che facciamo durante la settimana, Alessandro sa bene che quello è il mio ‘pane’. Non c’è un modulo che preferisco più degli altri, l’importante è portare i tre punti a casa”.