Catania, la forza di una difesa "SUPER-BAT"

  Foto: CalcioCatania.com

Analisi approfondita sul reparto arretrato dei rossazzurri di mister Cristiano Lucarelli

ACRONIMI 3.0
Nel linguaggio calcistico gli acronimi vanno che è una meraviglia. Il loro utilizzo, poi, è un fatto tutt’altro che recente. Scavando nel passato, quando ancora le immagini erano prive della lucentezza dei colori, salta fuor il famigerato Gre-No-Li, alias il glorioso trio svedese composto da Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm che fece grande il Milan e la Nazionale svedese (seconda nei mondiali casalinghi del 1958, piegata solo dal Brasile del giovanissimo Pelé) negli anni cinquanta. Dal rossonero milanese all’azzurro partenopeo il passo è breve. Sul finire degli anni ottanta si colloca il Ma-Gi-Ca del Napoli del primo scudetto, quello di Diego Armando Maradona, Bruno Giordano e del brasiliano Careca. Gol e spettacolo ma senza tricolore nell’intercambiabile Ma-Ma-Ma del Catania di Sinisa Mihajlovic, l’estro del Malaka Martinez, le follie di Peppe Mascara e le reti di Maxi Lopez.

Semplicemente "Ma-Gi-Ca" 



Un’esclusiva riservata ai tridenti offensivi? Macché! Gli acronimi di nuova generazione, o se preferite, gli acronimi 3.0, hanno aperto le loro porte anche ai terzetti difensivi. Linguisticamente più sintetici e snelli – via le sillabe, spazio alle sole iniziali – ma non per questo meno affascinanti ed incisivi dei precedenti. Simbolo di questa nuova tipologia è la BBC, ovvero Barzagli, Bonucci e Chiellini, muro invalicabile della difesa juventina nell’ultimo lustro, esclusiva della Nazionale italiana dopo il recente passaggio di Leonardo al Milan. Così come per l’attacco, con il già citato Ma-Ma-Ma, anche il Catania, con le dovute proporzione, ha dimostrato di essere a passo coi tempi con un reparto arretrato nuovo di zecca, affidabilissimo e linguisticamente idoneo. Tralasciando l’ordine con il quale vengono schierati in campo da mister Cristiano Lucarelli ecco in rapida seguenza: Luka Bogdan, Ramzi Aya e Luca Tedeschi. Una BAT difesa, degna dei fantasmagorici accessori dell’uomo pipistrello, completata da un altro SUPER eroe dei fumetti. Se non fosse per la “u” – tuttavia compensata da una doppia “i” – e per la mancanza di un’altra “s”, super potrebbe essere l’anagramma di Matteo Pisseri, portiere di un’altra categoria, rimasto in terza serie per fare il salto insieme all’Elefante. Sintetizzando: il Catania 2017-18 ha una SUPER-BAT difesa di nome e, numeri alla mano, anche e soprattutto di fatto.

Ramzi Aya, punto fermo del BAT difesa rossazzurra 



501 MINUTI SENZA SUBIRE RETI
Se dopo sette giornate di campionato il Catania di Cristiano Lucarelli (seppur in coabitazione del Lecce) guarda tutti dall’alto, nonostante il doppio passo falso nelle prime due giornate – pari interno contro il Racing Fondi, sconfitta a Caserta – grosso merito è da ascrivere proprio a un reparto arretrato che sembra venir fuori da fumetti tempestati da quei supereroi. Con appena due reti in sette gare (tra l’altro incassate nelle prime due giornate di campionato) la retroguardia del Catania è la meno perforata del raggruppamento meridionale della Serie C. Dal gol incassato dal casertano De Marco, al minuto 78 della gara del “Pinto” dello scorso 2 settembre, nei successivi 501 minuti di gioco (recupero compreso) la porta di Matteo Pisseri è rimasta inviolata. Un’imbattibilità degna di ben altre categorie, che si pone a soli 16 minuti dal record stabilito da Walter Zenga nel corso dei mondiali di Italia 90. Ma al di là dei numeri ciò che colpisce è la forza e la compattezza di un reparto arretrato capace di sterilizzare le punte avversarie, concedendo loro soltanto le briciole. In tal senso, contro il Monopoli, nonostante la buona prestazione fornita dagli uomini di Tangorra, Matteo Pisseri non ha effettuato neanche una parata. Un dettaglio tutt’altro che da sottovalutare.

PRESENZE: PISSERI E TEDESCHI STAKANOVISTI
Matteo Pisseri: 7 presenze, 675 minuti giocati (recupero compreso)
Luca Tedeschi: 7 presenze, 675 minuti giocati (recupero compreso)
Ramzi Aya: 7 presenze, 612 minuti giocati (recupero compreso)
Luka Bogdan: 6 presenze, 558 minuti giocati (recupero compreso)
Edoardo Blondett: 3 presenze, 56 minuti giocati (recupero compreso)

Matteo Pisseri, un portiere davvero...Super! 



UN CATANIA DA…PROMOZIONE
Dal 1946 ad oggi il Catania ha conseguito nella sua lunga e travagliata storia 12 promozioni, in tutte le categorie: dal CND alla C2, dalla C2 alla C1, dalla C1 alla B, dalla B alla A. Gran parte di queste vittorie sono state costruite sull’apporto di una difesa granitica: 15 reti incassate nell’intero campionato 1994-95 con mister Busetta in panchina, 19 nelle annate 1969-70 e 1998-99 e le 21 dei campionati 1974-75 e 1982-83. L’eccezione è rappresentata dalle 42 reti beccate dal Catania 2005-06 di Pasquale Marino, formazione sicuramente più portata ad offendere che a difendere. Analizzando le prime sette giornate di queste dodici stagioni d’oro del calcio catanese emerge un dato confortante: i numeri del Catania di Cristiano Lucarelli sono sulla stessa linea. Con 5 vittorie, un pareggio e una sconfitta l’avvio di campionato dei rossazzurri è inferiore soltanto a quello del Catania 1947-48 (6 vittorie, un pareggio e una sconfitta) ed a quello della stagione 1974-75 (5 vittorie e 2 pareggi). Per quanto riguarda il rendimento del reparto arretrato, invece, la SuperBat difesa si deve inchinare al Catania di Gianni Di Marzio, capace di beccare una sola rete (tra l’altro su calcio di rigore) nelle prime sette giornate del campionato 1982-83 poi concluso con i vittoriosi spareggi di Roma: a perforare il muro eretto da Roberto Sorrentino un tiro dagli undici metri del milanista Franco Baresi. Se è vero che i campionati si vincono con una buona difesa la strada imboccata sembrerebbe proprio quella giusta. Appuntamento per la fine del girone di andata per un bilancio ancor più indicativo e maturo. Nel frattempo, testa bassa e pedalare: la montagna è ancora tutta da scalare.

Nel dettaglio i numeri delle prime sette giornate di tutte le stagioni che hanno visto il Catania conquistare una promozione al termine del campionato:

1947-48 (Serie C): 6 vittorie, una sconfitta e nessun pareggio (4 reti subite nelle prime 7 giornate, 26 totali al termine delle 30 giornate di campionato)

1948-49 (Serie C): 3 vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte (6 reti subite nelle prime 7 giornate, 27 totali al termine delle 34 giornate di campionato)

1953-54 (Serie B): 3 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta (9 reti subite nelle prime 7 giornate, 31 totali al termine delle 34 giornate di campionato)

1959-60 (Serie B): 3 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta (5 reti subite nelle prime 7 giornate, 38 al termine di campionato)

1969-70 (Serie B): 3 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta (4 reti subite nelle prime 7 giornate, 19 totali al termine delle 38 giornate di campionato)

1974-75 (Serie C): 5 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta (3 reti subite nelle prime 7 giornate, 21 totali al termine delle 38 giornate di campionato)

1979-80 (Serie C1): 2 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta (6 reti subite, nelle prime 7 giornate, 23 totali al termine delle 34 giornate di campionato)

1982-83 (Serie B): 3 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta (una rete subita, nelle prime 7 giornate, 21 totali al termine delle 38 giornate di campionato più le 2 degli spareggi promozione)

1994-95 (CND): 3 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta (4 reti subite nelle prime 7 giornate, 15 totali al termine delle 34 giornate di campionato)

1998-99 (Serie C2): 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte (6 reti subite nelle prime 7 giornate, 19 totali al termine delle 34 giornate di campionato)

2001-02 (Serie C1): 4 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta (7 reti subite nelle prime 7 giornate, 27 totali al termine delle 34 giornate più le 4 degli spareggi promozione)

2005-06 (Serie B): 4 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta (6 reti subite nelle prime 7 giornate, 42 totali al termine delle 42 giornate di campionato)

2017-18 (Serie C): 5 vittorie, un pareggio e una sconfitta (2 reti subite nelle prime 7 giornate…)*
*Campionato in corso