Catania in campo con Sant'Agata per le strade

Sant'Agata in processione, Mascara esultante a Bergamo: sacro e profano, semplicemente Catania!

Sant'Agata in processione, Mascara esultante a Bergamo: sacro e profano, semplicemente Catania!  Foto: CalcioCatania.com

Il 4 febbraio 2006, in pieno giro esterno della Santa, il Catania espugna Bergamo e vola in vetta alla B. All'interno le immagini

TRA SACRO E PROFANO
Catania, 4 febbraio 2006. La città è in fermento, il popolo è riversato per le strade, come api attratte dal miele. È pomeriggio inoltrato, anche se non è ancora l’ora del vespro. La lunga processione del giro esterno della città, quella che attraversa i luoghi legati al culto e alla storia della Santuzza, partita alle prime luci del giorno dalla Piazza Duomo, è ormai arrivata nei pressi della Via Grotte Bianche, una viuzza che collega la Via Umberto a Piazza Carlo Alberto. Siamo nel cuore di Catania. Sant’Aituzza è supra ‘a vara, tra centinaia di garofani rossi (quelli del martirio), ceroni accesi e migliaia di cittadini col sacco bianco e scurzitta di velluto nero d’ordinanza. Tutti insieme, attaccati ai cordoni che traino il fercolo d’argento rinascimentale, con la Santa nel cuore e con un pensiero profano che si mescola alla sacralità del momento, così come fa l’odore del torrone con l’incenso. Nella lontana Bergamo, da qualche minuto, il Catania di Pasquale Marino è sceso in campo. Dopo ventisei giornate del campionato cadetto 2005-2006 i rossazzurri sono al terzo posto, a sole due lunghezze dalla coppia Mantova ed Atalanta. La sera prima, mentre in Piazza Duomo si ammiravano i fuochi da sira o tri, il Vicenza quint’ultimo aveva espugnato a sorpresa il “Danilo Martelli” di Mantova. Un passo falso inatteso, un assist da cogliere al volo dall’Elefante reduce dalla scoppola rimediata dal Bari sul neutro di Reggio Calabria. In caso di vittoria contro la Dea, infatti, i rossazzurri balzerebbero da soli al primo posto, dopo una lunga rimonta avviata a Rimini, a novembre. Un partitone, trasmesso a singhiozzo da Rai Sport, interrotto spesso e volentieri dai collegamenti dagli altri campi cadetti, che nessuno può perdersi. Forse. Ma è il 4 febbraio e Sant’Agata è tra noi. Bisogna scegliere. C’è chi sceglie il profano della partita, c’è chi sceglie il sacro della processione. Io sono tra questi ultimi, così come tanti altri. Tantissimi. Col sacco bianco e la sciarpa rossazzurra idealmente al collo, la decisione è presa. Confuse, arrivano notizie da Bergamo. Alla fine del primo tempo il Catania è sotto di una rete, immeritatamente. Dopo aver giocato una buona prima parte di gara, con diversi pericoli creati alla porta bergamasca, è giunta inaspettata la rete della Dea con tale Marino Defendi, abilissimo a ribadire in rete una conclusione ciabattata di Riccardo Zampagna.

Sant'Agata nel cuore di Piazza Carlo Alberto 



Bevo un sorso d’acqua, nella fontana di Piazza Stesicoro. Via dei Cappuccini, la strada adiacente al sacro carcere, è gremita all’inverosimile in attesa della caratteristica salita. In tutta fretta ritorno al mio posto, tra i cordoni. La Santa è in piena Piazza Carlo Alberto, poco distante dalla Chiesa della Madonna del Carmelo, tra il fragoroso scoppio di fuochi d’artificio che faticano ad illuminare un cielo ancora alimentato dagli ultimissimi raggi di sole. Parallelamente, a Bergamo, sta per iniziare il secondo tempo. Ondeggianti, stretti l’uno a l’altro, si prova ‘timidamente’ a prendere le distanze dal devoto che precede. Addirittura, qualcuno si tira su anche il sacco, arrotolandolo stretto all’altezza della vita. È ancora presto per la salita, ma c’è chi prova a ritagliarsi lo spazio utile per affrontarla con la speranza di farla di corsa, anche se da un paio di anni non è più così. Dalla morte di Roberto Calì, scaturita da una tragica caduta nel corso della salita di Via di San Giuliano, la mattina del 6 febbraio 2004, le corse sono state bandite dalla processione. All’improvviso una voce incontrollata rimbalza tra i cordoni e le ali di folla poste ai margini della strada: il Catania ha pareggiato!

Ha segnato Mattia Biso, proprio lui, l’ultimo arrivato. L’avevamo intravisto a Reggio Calabria, la settimana prima, nelle fasi di riscaldamento, seminascosto dalla sua inconfondibile zazzera. A Bergamo esordisce, segna e completa una mediana che fino a quel momento era priva di quel faro capace di dettare i tempi. Con le progressioni e la grinta di Davide Baiocco, l’esuberanza e gli inserimenti di Fabio Caserta non manca più nulla al nostro centrocampo per volare. Pochi minuti più tardi, con le due squadre in dieci per via delle espulsioni del rissoso Riccardo Zampagna e del nostro Rocco Sabato (insieme a quella di mister Pasquale Marino), arriva anche il raddoppio. Assist sontuoso di un monumentale Davide Baiocco, piatto destro di prima intenzione di Giuseppe Mascara, respinta del portiere nerazzurro Calderoni, palla che rimane lì, scavetto del folletto calatino e pallone che carambola in rete nonostante l’intervento disperato di un Simone Loria che finisce impigliato nella rete come un tonno.

Atalanta 1, Catania 2. È il trionfo del profano. Tra i sacri cordoni viene fuori qualcosa di mai visto prima. Devoti con il volto pieno di gioia faticano a trattenere la voglia di esultare così come fanno abitualmente in Curva, al “Massimino”. La felicità è troppa, sgorga copiosa come un fiume in piena. Bianco, con tanti pesci rossazzurri che saltano gioiosi. La gioia profana si tramuta in invocazione alla Santa. È un susseguirsi. Sant’Agata è là, In Via San Gaetano alle Grotte. La chiesetta suona all’impazzata per salutare le reliquie della Patrona. Il Catania ha espugnato Bergamo ed è per la prima volta nella stagione in vetta al campionato di Serie B, da solo. Cittadini, evviva Sant’Agata! Carusi, Forza Catania!





Bergamo, 4 febbraio 2006 “Stadio Atleti Azzurri d’Italia”

ATALANTA (4-4-2): Calderoni; Adriano, Terra (dall’80’ D’Agostino), Loria, Bellini; Ariatti, Bernardini, Centi (dal 67’ Marcolini), Bombardini; Zampagna, Defendi (dal 73’ Soncin). A disp.: Ivan, Tiboni, Capelli, Campisi. All: Stefano Colantuono

CATANIA (4-3-3): Pantanelli; Silvestri, Bianco, Cesar, Sabato; Caserta (dal 71’ Brevi), Biso, Baiocco; De Zerbi (dal 63’ Marchese), Spinesi (dall’89’ Dall’Acqua), Mascara. A disp.: Polito, Russo, Del Core, Lucenti. All: Pasquale Marino

ARBITRO: Dondarini di Finale Emilia

RETI: Al 37’ Defendi, al 52’ Biso, al 66’ Mascara

AMMONITI: Bombardini, Ariatti, Caserta, Pantanelli, Brevi, Silvestri.

ESPULSI: al 57’ Zampagna, al 59’ Sabato, al 60’ Marino