E' un Catania ridimensionato

Il riepilogo della sessione estiva di mercato 2021/22

Il riepilogo della sessione estiva di mercato 2021/22  Foto: CalcioCatania.com

L'analisi del mercato del Catania e delle prospettive della rosa a disposizione di Baldini nel campionato appena iniziato.

Alla vigilia del primo impegno ufficiale della stagione (il match di coppa con la Vibonese), mister Baldini, rispondendo ad una nostra domanda, evidenziava come la rosa del Catania fosse ancora incompleta: "mancano l'attaccante, un difensore centrale, un centrocampista, ma ci sono ancora 10 giorni e mi è stato assicurato che la rosa sarà completata e sarà una rosa di qualità". Dieci giorni dopo è evidente come le aspettative del mister non siano state propriamente soddisfatte. Il difensore centrale non è arrivato, mentre sia a centrocampo che in attacco Pellegrino ha seguito il solco della "linea verde", coi vari Greco, Biondi (gradito ritorno) e Moro, con quest'ultimo che fungerà da alternativa all'altro baby Sipos e con ogni probabilità sostituirà un altro "giovanotto", quel Felipe Estrella il cui tesseramento dovrebbe saltare per problemi fisici (si attende una comunicazione ufficiale della società al riguardo). In mezzo, l'ingaggio di nonno Izco, giusto per presentarsi a Monopoli con un centrocampo numericamente accettabile. Proprio la partita in terra pugliese ha evidenziato grossi limiti dell'organico, che si sperava potessero essere sanati durante le ultime ore della sessione di mercato, pur nella consapevolezza del budget praticamente nullo a disposizione di Pellegrino. A bocce ferme, si può dire che ciò non sia avvenuto. Ma prima di addentrarci nell'analisi del mercato del Catania, osserviamo di seguito l'elenco di calciatori della prima squadra a disposizione di Baldini, con la precisazione che anche i baby Borriello (terzo portiere) e Flavio Russo (attaccante) sono per il momento aggregati al gruppo.

Portieri: SALA, STANCAMPIANO.
Difensori: Calapai, Albertini, Pino, ERCOLANI, Claiton, MONTEAGUDO, Zanchi, Pinto.
Centrocampisti: Maldonado, CATALDI, Rosaia, Frisenna, IZCO, PROVENZANO, GRECO, BIONDI.
Attaccanti: CECCARELLI, BIANCO, Piccolo, RUSSINI, ESTRELLA (non confermato, ndr), SIPOS, MORO, Russotto, Gatto.

Portieri: reset col quale si spera di migliorare
Il reparto è stato caratterizzato da un reset totale. Via tutti i protagonisti della scorsa stagione, con Confente e Martinez che avevano alternato buone prestazioni ad altre meno positive, dentro due nuovi guardiapali: Sala e Stancampiano. Il titolare dovrebbe essere il primo, che però a Monopoli è rimasto in panchina. Stancampiano ha colpe relative sulla disfatta maturata al "Veneziani", ma osservando la sua carriera, trascorsa prevalentemente in Serie D, non si può dire che possa dare ampie garanzie per un campionato competitivo, essendo più adatto ad un ruolo da secondo. Sala ha molta più esperienza nella categoria, ha giocato anche in Serie B, per le referenze raccolte nelle sue precedenti piazze non sembra un fenomeno, ma neanche un profilo che possa far rimpiangere i predecessori, anzi. Ad ogni modo, sarà il campo a dirci qualcosa in più.

Difensori: grande scelta sulle fasce, grandi incognite al centro
Un settore che condivide la medesima anomalia che caratterizza l'attacco: al centro il piatto sulla carta piange, mentre sugli esterni il Catania si concede il lusso di avere tra i titolari profili top per la Serie C e come alternative giocatori che sarebbero titolari in buona parte delle altre squadre di terza serie. Il reparto risulta fortemente indebolito dalla partenza del suo leader, l'ex capitano Silvestri, che è stato rimpiazzato con un giovane tutto da scoprire, Ercolani, e con una scommessa sudamericana, Monteagudo. Alle volte le scommesse riescono (vedi Bogdan qualche anno fa), ma se così non dovesse essere il Catania si ritroverebbe ad avere grossi problemi, essendo quella di Baldini una squadra che gioca a viso aperto e che dunque necessita di giocatori particolarmente affidabili nel reparto arretrato. In quest'ottica, potrebbe non essere peregrina l'idea di affiancare uno dei due nuovi arrivi a Claiton in avvio di stagione, in modo da poter contare sull'esperienza del brasiliano. La quarta scelta dovrebbe essere il giovane professionista Pino, per il quale si rinnova l'interrogativo che ha coinvolto la maggior parte dei prodotti del settore giovanile degli ultimi anni: perché trattenerlo, se poi non gli si dà spazio e si rischia di bruciarne l'ascesa? Felici di essere smentiti se il ragazzo si ritaglierà il proprio spazio.

Centrocampisti: addii dolorosi, lacune evidenti
Forse il reparto maggiormente indebolito, almeno sulla carta, dalle entrate e dalle uscite. Dall'Oglio e Welbeck erano due titolari, avevano caratteristiche che si sposavano perfettamente con Maldonado e rendevano funzionale l'idea di gioco predicata da Baldini. Sono stati rimpiazzati da giocatori dalle caratteristiche differenti, oppure di livello inferiore. Quanto alla sostituzione di Welbeck, nell'attesa di vedere all'opera Greco (presentato come mezzala in grado di fare anche l'esterno), non è arrivato nessun incontrista, tant'è che è stato promosso titolare Rosaia, un giocatore che fin qui ha dimostrato di essere un onesto pedatore di categoria e nulla più, ed è poi stato riesumato Izco, al quale però alla sua età non si possono chiedere miracoli. Quanto a Dall'Oglio, il giocatore che più gli somiglia è Provenzano, che però non ha il suo stesso pedigree. L'altro nuovo acquisto, Cataldi, è un play che potrà rimpiazzare all'occorrenza Maldonado ed essere utilizzato alla bisogna come mezzala. Lui e Greco sono alla prima vera occasione nel professionismo: per loro (e per Frisenna) vale il medesimo discorso sulle scommesse fatto per i difensori centrali. Poi c'è la questione Biondi: il ragazzo ha già dimostrato il proprio valore e sarebbe una sicurezza. Se non fosse che ha dato il meglio di sé quando è stato impiegato come esterno offensivo. Ruolo che a Catania è saturo (ne riparliamo più avanti). E' probabile, dunque, che verrà impiegato come mezzala o come jolly, ma nelle sporadiche occasioni in cui ha occupato quel ruolo non ha mai convinto a pieno. Speriamo vada meglio stavolta...

Attaccanti: Ceccarelli e Russini, acquisti frettolosi; manca il 9 d'esperienza
Col senno di poi, considerando che Ceccarelli e Russini sono stati acquistati nelle prime battute e verosimilmente hanno eroso buona parte del budget ingaggi, considerando altresì le lacune già analizzate negli altri reparti alle quali va aggiunta quella del centravanti, perché ingaggiarli? Come dicevamo a proposito dei terzini, anche qui il Catania si ritrovava già in casa profili top come Piccolo e Russotto. Certo, entrambi di una certa età e con le relative incognite fisiche, ma si poteva sopperire inserendo qualche giovane, nell'ottica di un'ottimizzazione della rosa. Evidentemente avranno inciso anche le indicazioni del mister, per il quale gli esterni rappresentano la principale arma per scardinare le difese avversarie. Il problema sarà quello di bucare la rete, se le altre giovani scommesse sulle quali si è puntato in attacco non dovessero adattarsi alla categoria.

La possibilità teorica di rinforzare la rosa c'è. Ma i soldi?
Apparentemente, comunque, non tutto è perduto. Il Catania al momento ha tutti i 24 slot occupati, ma uno dovrebbe essere liberato da Estrella ed un altro si potrebbe ottenere liberando Gatto, che da inizio mercato è stato messo ai margini del progetto. In tal modo ci si potrebbe fiondare su un difensore centrale ed un centravanti di maggiore esperienza e spessore, sempre che la proprietà metta a disposizione di Pellegrino risorse adeguate. E' questo il vero problema, non il malcontento che filtra dall'ambiente, che secondo qualcuno frenerebbe giocatori e procuratori ad accettare la destinazione Catania. Se c'è stata qualche titubanza, non è stata certo la conseguenza di semplici voci ma di fatti, come quello, grave, del ritardo nel pagamento degli stipendi di giugno. Per aumentare la forza contrattuale basterebbe mostrare i muscoli, sotto forma di pecunia. Ma in questo momento le difficoltà societarie sono evidenti ed occorre prenderne atto, ammesso che ci sia qualcuno che non l'abbia ancora fatto.

E' un Catania da metà classifica
Dunque con quali ambizioni il Catania può approcciare questo campionato? Ferraù parlava - seppur metaforicamente - di obiettivo promozione, Pellegrino puntava a migliorare il 5° posto dello scorso anno. Ma i fatti dicono altro. Dicono che ci sono almeno quattro squadre (Avellino, Bari, Catanzaro, Palermo, in rigoroso ordine alfabetico) decisamente più attrezzate del Catania. E che molte altre squadre al Catania invidiano poco (quel lusso in settori concentrati del campo) e non sono afflitte dai medesimi problemi societari ed ambientali. Attualmente, alle falde dell'Etna, non pochi dubitano sulla capacità dell'attuale proprietà di finire la stagione. Ma anche se ciò dovesse avvenire, dal punto di vista tecnico è difficile ipotizzare un piazzamento nella parte alta della zona playoff. Ad oggi, sulla carta, il Catania è una squadra che può lottare per il 7°-8° posto e che nella peggiore delle ipotesi dovrebbe essere in grado di conquistare una tranquilla salvezza. Se poi gli eventuali svincolati ingaggiati alzassero il tasso tecnico; se le tante giovani scommesse spiccassero il volo; se Baldini riuscisse a compiere un miracolo sulla falsa riga del Trapani di Italiano; se nel frattempo, magari, anche le magagne societarie dovessero almeno in parte rientrare; ecco, se tutti questi "se" si convertissero in epiloghi positivi, allora si potrebbe addirittura sognare in grande. Ma occorre guardare in faccia la realtà e constatare che i "se" sono troppi ed è meglio non farsi troppe illusioni.