CATANIA 0 PALERMO 0 CATANIA (442) - Iezzo, Paris, Onorato, Napolioni, D'Angelo, Recchi (13 st Manca), Matzuzzi, Marziano, Passiatore, Battaglia, Marzio (13 st Santarelli). In panchina: Artich, Bennardo, Ripaldi, Sbaccanti, Califano. All: Simonelli.
PALERMO (352) - Sicignano, Montalbano, Cicchetti, Puccinelli (25 st Elia), Taccola, Furiani, Bombardini, Suppa, Mastrolilli, Olivari (31 st Martusciello), Lugnan (35 st Illario). In panchina: Aprile, Frau, Clemente, Lisuzzo. All: Sonzogni
Arbitro: Dondarini di Finale Emilia
Ammoniti: Marziano, Bombardini, Lugnan, Marzio, Cicchetti Angoli: 5 - 3 Recupero: Primo tempo 2',
Cronaca della partita
Il racconto della gara
Il primo Palermo di Sonzogni è diverso dall'ultimo di Morgia. Così come aveva anticipato il tecnico bergamasco non fa una rivoluzione, ma le sue modifiche sono sostanziali. Innanzitutto si passa dal 343 di Morgia al 352 di Sonzogni. Bombardini, in pratica, viene retrocesso sulla linea di centrocampo con l'opportunità di pungere. Rispetto alla gara con il Castel di Sangro mancano Antonaccio, Fortini, Bevo e Elia. I primi tre sono assenti per infortunio mentre Elia viene spedito in panchina per scelta tecnica. Al suo posto Sonzogni concede fiducia all'ex della gara Luca Lugnan, molto motivato alla vigilia. Un altro ex, Alessandro Cicchetti, prende il posto di Antonaccio alle prese con una distorsione al ginocchio. In difesa un'altra novità tattica è costituita da Montalbano che viene sistemato al centro mentre Taccola va a destra. Viene rispolverato Olivari e Furiani, che Sonzogni conosce bene per averlo avuto a Cosenza, si schiera a centrocampo. Va inizialmente in panchina Giovanni Martusciello che alla vigilia della gara sembrava potesse scendere in campo dall'inizio. Per l'ex genoano esordio in rosanero a quindici minuti dalla fine della gara. Un ex di lusso anche nelle file del Catania. Lorenzo Battaglia che con la maglia del Palermo ottenne la promozione in serie B nell'anno di Angelo Orazi. Va in panchina il palermitano d'origine Bennardo. L'atmosfera al Cibali è degna di un derby che, una volta tanto, vale anche per la classifica e non solo per il campanile. Ventimila gli spettatori per quello che, tra Coppa Italia e campionato, è il quarto confronto diretto tra rossoazzurri e rosanero. Nella curva nord, che in una sua porzione ristretta ospita i tifosi del Palermo, i sostenitori del Catania espongono un enorme striscione con tanto di Etna in eruzione. All'ingresso in campo delle squadre il Cibali s'illumina di mille fiammelle e decine di fumogeni. Prima che l'arbitro dia il fischio d'avvio esplodono anche fuochi d'artificio degni della festa della santa patrona. Il fumo che avvolge il terreno di gioco costringe Dondarini a ritardare l'inizio della partita di sei minuti rispetto all'orario previsto. In apertura il Palermo parte senza timori. È il Catania a farsi pericoloso al sesto con Passiatore che sfugge a Cicchetti ma tira debolmente. Il Palermo risponde un minuto dopo con una combinazione SuppaLugnanSuppa. Il tiro del centrocampista è però fuori. Nel Palermo c'è una frattura evidente tra centrocampo e attacco. Troppa distanza tra i reparti che non consente alla formazione di Sonzogni che tiene di più la palla di farsi pericolosa. I problemi arrivano invece dalle parti di Sicignano al 23' con una mischia su azione di calcio d'angolo con tito finale di Marziano ribattutto da Montalbano. Il Palermo pareggia il conto delle occasioni al trentunesimo con una punzione di Bombardini che Paris devia in calcio d'angolo. Lorenzo Battaglia è l'ispiratore di tutte le manovre catanesi e dal suo piede al trentaseiesimo parte un calcio d'angolo velenoso che colpisce in pieno la traversa con Sicignano battuto. Il Palermo c'è e si rende pericoloso ad inizio di ripresa con la palla gol più nitida della gara. Cross di Puccinelli, torre di Mastrolilli per Lugnan che da un paio di metri si fa ribattere il tiro da Iezzo. È l'unico botto di una ripresa che il Palermo conduce in porto senza affanni con il Catania che soffre invece nel finale.