Un Catania S...orrendo!

Max Licari sulla debacle di Potenza contro il Sorrento. Prestazione complessivamente deludente, scelte infelici.

A Potenza vincono solo i tifosi

Inutile girarci intorno, la peggior prestazione della stagione, perfino più "brutta" rispetto a quella, già disastrosa, di Cosenza. Un giudizio impietoso che, purtroppo trae alimento da una motivazione incontrovertibile: questa vera e propria "debacle" giunge in un momento del campionato assai più decisivo. La verità è che non ci si poteva consentire una sconfitta in questo frangente e la si percepisce, pertanto, quasi come un Tir che ti si abbatte contro in piena corsa. Una sconfitta fragorosa che giunge al cospetto di un avversario come il Sorrento di Serpini, certamente meritevole ma assai modesto, team proveniente non solo da risultati negativi, ma che, giocando suo malgrado sempre in trasferta, "in casa" sul neutro di Potenza aveva vinto una sola partita (a gennaio contro il Foggia). Un rendimento obiettivamente disastroso che, al cospetto del Catania, si è fantascientificamente tramutato in una prestazione sontuosa, quasi da "Mille e una notte".

Bisognerà analizzare molto, molto bene questa "scoppola", perché il Catania da trasferta, dispiace dirlo, non è (a differenza del Catania del "Massimino") da promozione diretta. Lo dicono i numeri da centro classifica, davvero troppo striminziti, numeri che non indicano una personalità sufficiente a imporsi su campi difficili come quelli del Girone C della Serie C, indipendentemente dal valore delle singole squadre.

Troppi duelli persi, troppe letture errate, troppe seconde palle concesse, troppa superficialità in generale. Una capolista non può permettersi partite similari, se vuole confermarsi al massimo livello. La speranza è che possa essersi trattato di uno spiacevole episodio da riscattare sabato prossimo al "Massimino" contro il Trapani, ma questa "bruttura" non potrà essere con leggerezza derubricata a "incidente di percorso".

Un Catania S...orrendo!

In buona sostanza, al "Viviani" a vincere sono stati solo i più di cinquecento tifosi etnei presenti, splendidi a sostenere fino al 97'. I ragazzi di Toscano hanno giocato in casa, altro che trasferta! Francamente, v'è da chiedere scusa, non meritavano assolutamente un pomeriggio del genere. Adesso, sarà necessaria mantenere la compattezza dell'ambiente, senza fare tragedie, ma allo stesso tempo proponendo analisi oggettive e puntuali, anche nel caso, molto probabile, in cui Benevento e Salernitana dovessero incamerare i tre punti. Il campionato non è certamente finito, ma ci si deve chiedere per quali ragioni accadano situazioni di questo tipo, in modo da riprendere la corsa e non ricadere più in tali errori. Anche perché il "bonus girone di ritorno" il sodalizio etneo pare esserselo già giocato...

Questa volta Toscano non azzecca le scelte. Le "novità" non pagano...

Il tecnico calabrese, nelle ultime gare, ha cominciato a sorprenderci in merito alle scelte iniziali. E anche a Potenza la distinta di gara ci ha proposto un undici non propriamente "toscaniano". Difesa inedita, con Cargnelutti braccetto di destra preferito ad Allegretto e Ierardi; Lunetta esterno sinistro di centrocampo al posto dell'affidabile Donnarumma; D'Ausilio e Forte in avanti, sostenuti dall'inamovibile Jiménez. Il solo Raimo, esterno destro alternativo allo squalificato Casasola, appare opzione rigorosamente "conseguente" rispetto alle consuete idee tattiche dell'allenatore. Sembrerebbe quasi che si voglia in qualche modo "rispondere" a determinate critiche che, sulla base di un organico "robusto" in fatto di uomini offensivi, vorrebbero uno schieramento più "coraggioso", imbottito di attaccanti anche sulle corsie laterali di centrocampo. Tuttavia, siamo sicuri trattarsi di una mera impressione di superficie, anche perché, considerati i risultati disastrosi, si tratterebbe di una "pensata" davvero improvvida. In ogni caso, esperimenti da non ripetere da inizio gara in futuro. Il Catania, infatti, ha ormai una sua fisionomia ben definita, una sua "razionalità", una sua solidità, tutte qualità strutturali che devono prescindere dalle elucubrazioni da bar di improvvisati, seppur "telematicamente" rumorosi, allenatori da Crodino bianco e stick di patate.

Eppure, l'inizio della partita pareva dare ragione a questa nuova impostazione, sicuramente dettata dalla considerazione dell'innegabile superiorità tecnica dei rossazzurri. Il gol di Forte, l'ottavo stagionale, giunto già al sesto minuto, su assist di Lunetta, poteva far presupporre un pomeriggio in discesa e, invece, la squadra si è sciolta come neve al sole di fronte alla maggior veemenza, grinta, presenza fisica e mentale dei ragazzi di Serpini, schierati "a specchio" con un 3-4-2-1 in cui il playmaker Capezzi,  affiancato da Cuccurullo e ben supportato dagli esterni Paglino e Crecco, mette in gravi ambasce il deludente Corbari e l'affannato capitan Quaini. Proprio in mezzo si perdono tante palle che pongono in grave difficoltà in specie sulla destra il rientrante Raimo e il debuttante Cargnelutti, messi in croce dal promettentissimo ragazzino Esposito.

Un Catania S...orrendo!

Il sollecito pareggio, una situazione già accaduta per esempio ancora sullo stesso campo ma con i padroni di casa del Potenza, colto dal centravanti Sabbatani, protagonista di una prestazione maiuscola, al 13' su sbavatura di Cargnelutti (che lascia scoperta la sua fascia di competenza, peraltro non aiutato dal fragile Raimo) e Celli (assolutamente fuori posizione sul cross proveniente dalla destra), doveva costituire un campanello d'allarme per Miceli e soci, ma così non è stato. Ancora al 26', questa volta dalla sinistra, sfonda Cuccurullo e mette al centro un traversone che Crecco appoggia facilmente in porta. Un vantaggio meritato che certifica una "bambola" complessiva di tutta la squadra, compresi i trequarti Jimenez e D'Ausilio, questa volta troppo leziosi e compassati per far male in un contesto così contrassegnato da agonismo e pressing in spazi stretti.

La botta segna il Catania, che fa fatica a rispondere, soffocato dell'aggressività dei rossoneri campani. Solo un'occasione da registrare, una girata sotto porta di Forte, alta sopra la traversa, sulla quale francamente il centravanti ex Venezia avrebbe potuto fare di più. Nella ripresa, Toscano cerca subito di fornire più raziocinio alla mediana, sostituendo (con scarsi risultati) Corbari con Di Noia, ma l'auspicata "scossa" non si materializza. Il Sorrento continua a macinare chilometri, il Catania tenta di costruire, andando puntualmente a sbattere contro il muro difensivo comandato dall'ottimo Di Somma. Nemmeno i cambi di Toscano, Ierardi (per l'ammonito Miceli, anche lui in regresso rispetto all'ottimo esordio interno contro il Cosenza), Donnarumma, Bruzzaniti, Caturano, addirittura con D'Ausilio a fare l'esterno destro in mediana e, nel finale, con il doppio centravanti strutturato, sortiscono gli effetti desiderati. Grande qualità in campo, unita però a molta confusione tattica, tanto che la foga di raggiungere il pari non produce praticamente nessun tiro pericoloso verso la porta di Del Sorbo.

Strano, per esempio, che uno degli uomini più in forma del momento, Rolfini, un attaccante che ben si sposa alla punta centrale "fisica", non venga impiegato neanche per pochi minuti... Così come chiaro appare che Cargnelutti sia un centrale difensivo classico, meno un "braccetto" da schieramentoa tre, considerato come si sia espresso meglio all'atto dell'uscita di Miceli e del contestuale ingresso in campo di Ierardi a destra. Il terzo gol di Ricci, un altro fra i migliori in campo, giunto al 91', non fa altro che certificare una interpretazione della gara assolutamente deludente da parte di allenatore e giocatori. Un "buco" prestazionale che si spera possa essere colmato già dal prossimo match al cospetto del Trapani. Nessuna "depressione", ovviamente, ma una richiesta chiara di immediato riscatto.

Un Catania S...orrendo!

Mancano ancora quattordici partite, niente è deciso... Let's go, Liotru, let's go!!!

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