Tre Pontini di sospensione…

Max Licari sul successo di Latina. Cantiere ancora aperto, , ma il “Viale” si intravede. Tre punti cruciali per la classifica.

Una vittoria fondamentale

Consolidare il secondo posto, diciamocelo chiaramente, rimaneva l’unico obiettivo credibile di questa ostica trasferta pontina. Missione compiuta, dunque, seppur con una buona dose di sofferenza, al cospetto di un avversario “tosto”, come dimostrato dalle statistiche relative all’impermeabilità interna, eloquenti nell’attestarlo in quarta posizione generale nel nostro girone. Al momento, pertanto, andare troppo sul sottile sarebbe ingeneroso, soprattutto per mister Viali, da più o meno dieci giorni alla guida del Catania. Obiettivamente, troppo esiguo il tempo avuto a disposizione per poter incidere in profondità su una squadra da un anno e mezzo impostata, in specie sotto il profilo dell’approccio mentale alla gara, in modo completamente diverso. A nostro avviso, però, è necessario riuscire a coltivare positività, così da allontanare inutili negatività che non condurrebbero a nulla. In questo senso, il cosiddetto “bicchiere mezzo pieno” risulta rappresentato da una considerazione oggettiva emergente dal raffronto fra le prime due partite gestite dal nuovo allenatore. Entrambe le prestazioni, difatti, hanno mostrato  un trend nettamente in crescendo tra primo e secondo tempo. Un fattore sicuramente positivo che racconta, comunque, di una volontà da parte di questi ragazzi di progredire nella conoscenza di un diverso modo di intendere il calcio, pur con tutte le difficoltà del caso. Soffermarsi, quindi, solo sulle due prime frazioni significherebbe voler a tutti i costi tirar fuori unicamente il negativo da un processo in corso, così come del resto puntare l’attenzione esclusivamente sul risultato finale, senza analizzare le problematiche ancora evidenti “, non andrebbe in direzione del bene della squadra.

Onestà e positività

Onestà e positività, dunque, saranno le stelle comete della nostra disamina relativa a questo successo di misura ottenuto dai rossazzurri al “Francioni”. Partendo, tuttavia, dal dato più importante: la classifica. I “maccarruni”, in buona sostanza. Otto punti di distanza dalla Salernitana di Cosmi, in crisi e sommersa dalle critiche a seguito della pesantissima “manita” subita a Potenza, e nove sul Cosenza, atteso alla riprova del “Vigorito”, al cospetto della capolista Benevento, non sono poca cosa a quattro partite dal termine, fra l’altro con l’incognita della possibile esclusione del Trapani, ancora capace di ulteriori sconvolgimenti in graduatoria. Dire che la piazza d’onore, importantissima sotto tanti punti di vista in prospettiva playoff, sia “in ghiaccio” non sarebbe tecnicamente corretto, ma affermare come, alla luce di questa cruciale vittoria, sia molto vicina ci sembra, come minimo, aderente alla realtà delle cose. E, in fondo, come sottolineato dallo stesso Viali, conta principalmente il risultato. Poi, ci sono le considerazioni tecnico-tattiche, che devono essere inserite nell’analisi complessiva…

Il coraggio di Viali

Come sottolineato nell’editoriale precedente, ci piace il coraggio del tecnico lombardo, subito “caterpillaresco” nell’imporre il proprio “credo”. Il 4-2-3-1 di partenza, riproposto anche a Latina, ne è plastica dimostrazione. Rivisto in alcune scelte, però. Il più difensivo Celli per Donnarumma sull’out mancino arretrato; Di Noia in mediana per Quaini; Lunetta al centro dell’attacco, con Caturano in panca e D’Ausilio sulla trequarti. Soprattutto, la scelta di riservarsi uno dei due attaccanti centrali (di cui uno, come si sa, assolutamente adattato) come alternativa “fresca” per la ripresa ci è parsa felice e auspicabile, considerata l’indisponibilità di Forte e Rolfini. In tutta onestà, non si può dire che il primo tempo si sia configurato come una “rivelazione”. Stesso copione della prima frazione giocata al “Massimino” lunedì scorso. Contro una squadra meno qualitativa ma disposta alla corsa e alla copertura degli spazi, peraltro “mixata” da mister Volpe tra titolarissimi e qualche ragazzo di riserva in vista della finale di ritorno di Coppa Italia Serie C in programma mercoledì prossimo, gli etnei mostrano le medesime difficoltà a creare gioco con fluidità, in special modo in mediana, dove Di Noia e capitan Di Tacchio vengono soffocati dal pressing avversario (gran partita di Pellitteri, De Ciancio, Tomaselli e Cioffi), non trovando il necessario supporto dei trequartisti, troppo “piatti” rispetto al compatto blocco pontino. Solito lento giro palla incapace di innescare in verticale Jimenez, D’ausilio e Bruzzaniti, con Lunetta “ingolfato” fra i marcatori centrali di casa. Sostanzialmente, quasi nessun tiro in porta per i rossazzurri, se non un tentativo da buona posizione di Jimenez alto sopra la traversa dopo una decina di minuti, mentre addirittura sono un paio le occasioni importanti in ripartenza del Latina, capace con il “famigerato” Porro di fallire un tocco a tu per tu con Dini e con una zuccata del cannoniere Parigi di impegnare in una gran deviazione lo stesso estremo difensore rossazzurro. A inizio ripresa, dentro il redivivo Cargnelutti per l’ammonito Ierardi e Caturano per il deludente Jimenez, con traslazione di Lunetta accanto al centravanti ex Potenza, a disegnare una sorta di 4-3-1-2. Viali ordina un pressing più alto, in grado di coinvolgere anche i due esterni bassi Casasola e Celli. Complice il calo dei padroni di casa, come accaduto anche al Casarano a Catania, gli etnei riescono a proporre qualche transizione in verticale in più, rendendosi pericolosi dalle parti del giovane Mastrangelo. A partire dal 51’, fioccano le occasioni per il Catania. Di Tacchio, con un gran tiro a fil di palo dal limite, Lunetta con una deviazione aerea di poco a lato e  D’Ausilio con un tiro a giro bloccato nei pressi della linea da un difensore locale precedono l’acuto di Bruzzaniti, alla seconda rete consecutiva, che al 66’ (complice una deviazione) spiazza il portiere del Latina, portando in vantaggio i suoi. Da sottolineare, l’efficacia delle sostituzioni di Viali che, via via, inserisce Corbari per Di Noia, Cicerelli (dal Latina a…Latina) per Lunetta e Quaini per D’Ausilio a fornire più sostanza, con un centrocampo a tre, nell’infuocato finale, dove il Latina, inserendo molti titolari come Riccardi, Fasan, Pace e Sylla, spinge per trovare il pari, sfiorandolo all’ultimo minuto proprio con l’attaccante “colored” con un colpo di testa a due passi da un incerto Dini. C’è da lavorare certamente, ancora si può dire che il Catania sia un cantiere aperto. È necessario soprattutto insistere sulla “sostanza”, dato che Di Tacchio e compagni fanno fatica a concretizzare e a chiudere le partite. Tuttavia, si riscontra una maggior duttilità tattica, unita a una maggiore adattabilità alle caratteristiche degli avversari e alle stesse circostanze contingenti, anche a gara in corso d’opera, che costituisce una modalità diversa (evidentemente più elastica) di gestione del match rispetto alla “rigidità” precedente “sigillata” dalla quasi esclusività dei cambi “ruolo per ruolo”. Insomma, questo successo può aiutare in termini di autostima e in funzione di una maggior tranquillità nell’impostare il training settimanale. I playoff possono sembrare ancora lontani, ma in realtà risultano terribilmente vicini per una compagine che deve assorbire quanto più velocemente le indicazioni del nuovo “condottiero”. Il prossimo lunedì di Pasquetta, in cui al “Massimino” sarà di scena il pericolante Picerno, affamato di punti, dirà se il “Viale” solo intravisto nelle prime due uscite ascrivibili al rinnovato corso tecnico è da considerarsi percorribile, scorrevole e direzionato verso la meta da tutti noi agognata. Let’s go, Liotru, let’s go!

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