Toscano alla vigilia di Catania–Latina: “Gli interpreti cambiano, l’identità no"
Vigilia della sfida con il Latina
Alla vigilia della sfida con il Latina, Domenico Toscano respira l’aria concentrata di chi ha già definito la temperatura emotiva della partita. Le defezioni non sono poche, ma l’allenatore rossazzurro non concede spazio a lamenti o alibi. L’attenzione è tutta sul contesto, sui dettagli, sulle risposte mentali da dare dopo un periodo segnato da risultati alterni e da decisioni arbitrali difficili da digerire.
La conferenza parte dall’attualità più delicata: la situazione di Mario Ierardi.
Toscano non si sottrae: «Mario è stato monitorato settimana dopo settimana. Si è provato in ogni modo a evitare l’intervento, ma alla fine era inevitabile. Adesso conta rimetterlo nelle migliori condizioni per tornare con noi». Un passaggio che chiude la discussione senza creare frizioni narrative, riportando tutto nell’alveo della gestione medica e della tutela del calciatore.
Il tema arbitrale, inevitabile dopo le ultime settimane, viene affrontato con la calma necessaria. Toscano non drammatizza, ma riflette: «Mi sono fatto le mie valutazioni, ma non puoi vivere di amarezza. Parlando con alcuni ex arbitri ho maturato una convinzione: devono allenare anche la loro condizione mentale. Quando vanno al monitor spesso sembra cerchino un appiglio per confermare la decisione iniziale. Servirebbe più oggettività».
Una lettura lucida, che evita lo scontro diretto, ma evidenzia con nettezza un nodo della categoria.
Il focus poi scivola sul campo, dove il Latina si presenta con un profilo tutt’altro che semplice.
Toscano smonta l’idea di una partita “facile”: «Il Latina ha battuto il Benevento e pareggiato con la Salernitana. Ha identità e atteggiamento ben definiti. Dovremo leggere bene le situazioni e rispondere con scelte precise». Le molte assenze non lo preoccupano: «Avremo interpreti diversi, ma non è quello il problema. Ognuno dovrà dare il massimo secondo le sue caratteristiche».
Il discorso si allarga al rendimento esterno, uno dei temi ricorrenti della stagione. L’allenatore non accetta la semplificazione che vuole un Catania fragile lontano dal Massimino: «La differenza, per me, è solo nei punti. A Trapani e Caserta avremmo meritato di vincere. A Cosenza abbiamo sbagliato, a Cerignola sono successe tante cose. In trasferta devi essere al 100% mentalmente: per provare a vincere devi anche saper perdere e capire perché una gara va storta».
Un passaggio che scava nella parte più profonda del lavoro settimanale: la gestione delle aspettative e delle emozioni dopo una prestazione negativa.
«Le aspettative su di noi sono alte. Ho visto molta amarezza dopo l’ultima partita, ma non puoi portartela dietro. Devi analizzarla, accettarla e ripartire. I giocatori non sono robot».
Sono parole che raccontano un Catania consapevole, dentro un campionato che richiede equilibrio, lettura dei momenti e disponibilità al sacrificio.
Contro il Latina servirà tutto: identità, coraggio, lucidità.
Il resto lo dirà il campo, come sempre.
