Stipendi, Catania Servizi, TdG: novembre mese centrale per il destino del Catania

Nicolosi e Ferraù

Nicolosi e Ferraù   Foto: CalcioCatania.com

Tra scadenze ormai imminenti, sentenze in arrivo e gestione degli asset, il club rossazzurro sembra giunto ad un vicolo cieco.

Per il Catania novembre sarà un mese infuocato. Tra scadenze ormai imminenti, sentenze in arrivo e gestione degli asset di proprietà, il club rossazzurro sembra giunto ad un vicolo cieco. Dalle risposte che arriveranno (o che non arriveranno) nelle prossime settimane, sembra dipendere molto del destino della società etnea.

La vicenda Calcio Catania Servizi
Una delle questioni probabilmente più spinose è quella che ruota attorno alla Calcio Catania Servizi. È attesa per giorno 9, infatti, l’udienza al cui termine il Tribunale si pronuncerà sulla richiesta di sequestro conservativo avanzata dalla curatela fallimentare. Dato il peso della richiesta – fino a tre milioni di euro – è chiaro come dal suo accoglimento passi, concretamente, il destino del club rossazzurro. Nella vicenda della Calcio Catania Servizi, dichiarata fallita nel settembre del 2020, sono inoltre coinvolti l’attuale amministratore unico della società (Le Mura) e gli amministratori delle precedenti gestioni (da Franco e Lo Monaco a Di Natale e Astorina).

La questione stipendi e lo stadio
Secondo il regolamento, nel momento in cui riceve dai suoi tesserati la lettera di diffida e messa in mora, una società ha venti giorni di tempo per assolvere ai pagamenti dovuti. Ciò significa che se il Catania non dovesse saldare le mensilità spettanti ai calciatori entro il 10-11 novembre (la data esatta dipende dal momento in cui il club ha ricevuto la lettera dalla squadra), questi avrebbero un mese di tempo a disposizione per ricorrere al Collegio Arbitrale allo scopo di richiedere lo svincolo. Al Catania è già accaduto, in passato, con un’altra gestione: era il maggio del 2020 (proprietà Pulvirenti, gestione Astorina), e, dopo la messa in mora da parte della squadra, l’attaccante Davide Di Molfetta richiese e ottenne lo svincolo. Alla squadra è stato corrisposto lo stipendio di luglio, ma non quello di agosto. E non soltanto. “Non solo non sono state rispettate le scadenze relative ai pagamenti della stagione sportiva in corso, ma restano ancora impagate retribuzioni relative al campionato 2020/2021", aveva precisato la squadra nella nota diffusa da AIC. Restano ancora pochi giorni di tempo per ovviare all’ordinario. E a proposito di ordinario: sembra in discussione anche il rapporto tra la World Service, società di sicurezza gestita da Arturo Magni, e il Catania. In ballo ci sono i servizi assicurati a Torre del Grifo e soprattutto allo stadio “Angelo Massimino”. Il pensiero corre a quando, nel novembre 2019, a causa dei mancati pagamenti a fronte dei servizi offerti, Catania-Casertana si disputò a porte chiuse. Un’altra questione da risolvere, e in fretta.

E Torre del Grifo?
Nessuna scadenza prevista, ma sono giorni fondamentali anche per Torre del Grifo. È nota, infatti, la volontà di Sigi – e in maniera particolare del suo azionista di maggioranza Gaetano Nicolosi – di cedere in affitto la struttura per fronteggiare le spese di gestione interna proprio con le entrate garantite dalla locazione. Un’operazione che si presta, però, a diversi punti interrogativi. Primo tra tutti: cosa succederebbe in caso di ingresso di un nuovo investitore? Quale sarebbe, a quel punto, il destino di Torre del Grifo? Non è un mistero che il polifunzionale etneo sia forse l’unico motivo di attrattiva che resta al club rossazzurro. “Sottrarlo” dunque alle mire di un nuovo possibile investitore potrebbe rappresentare un grosso errore. Insomma, l’affitto di Torre del Grifo sembra somigliare alla classica soluzione “tampone” che può aiutare nel breve ma che non risolve affatto nel lungo. E a Catania, da anni in cerca di certezze e stabilità, di queste continua a non vedersi neppure l’ombra.