Primo gol in Casa…rano!
Max Licari sul pari interno al cospetto del Casarano. Prima di Viali “double face”, ma troppo presto per giudicare. Ok Cicerelli.
Presto per poter giudicare
Sarebbe poco onesto giudicare il lavoro di un tecnico alla prima partita, dopo cinque giorni di allenamenti condivisi con la nuova squadra. Non lo faremo, ovviamente, neppure di fronte a un pareggio amaro accompagnato dal primo gol subito in casa nel finale di gara. Appare possibile, al massimo, cercare di intravedere “in nuce” i prodromi di un percorso tecnico-tattico figlio delle idee di William Viali, di cui apprezziamo, innanzitutto, il coraggio. Cominciare l’avventura in una piazza come Catania imponendo subito le proprie idee è sintomo di personalità. Non credevamo, davvero, che potesse presentarsi ai 15.500 del “Massimino” cucendo alla squadra una veste tattica completamente nuovo. L’ha fatto, assumendosene il patrocinio. Il 4-2-3-1 con cui ha schierato Di Tacchio e compagni era uno dei moduli “auspicati” da chi, come anche lo scrivente, pensava (e pensa) che ci fossero le risorse umane per proporre un calcio più propositivo. Non si poteva certo pensare che andasse tutto bene fin dai primi minuti e, infatti, così non è stato. Il primo tempo ha visto una squadra in comprensibili difficoltà tattiche rispetto al passato. Il “salto” filosofico e pratico da un modo di intendere il calcio a quasi il suo esatto opposto deve essere introiettato con la giusta tempistica e, “ex abrupto”, si è presentato in maniera traumatica. Il Catania si è trovato comprensibilmente spaesato, contratto, poco coeso, in balia delle folate dei vari Ferrara, Chiricò e Grandolfo. In particolare, si è notato a centrocampo proprio un buco che Quaini e Di Tacchio non riuscivano a colmare, poco aiutati dai tre trequartisti Lunetta, Jimenez e Bruzzaniti. Le due o tre occasioni, condite da qualche buona parata di Dini, confezionate nella prima mezzora dal Casarano indicano proprio questa difficoltà a trovare le spaziature e le posizioni, anche perché per i due esterni difensivi Casasola e Donnarumma passare dal sistema a tre a quello a quattro non deve essere stato semplice.
Primo tempo un difficoltà, ripresa in crescendo
I rossazzurri, ben pressati da Maiello e soci, impostati con un un 3-4-3 molto mobile, non riuscivano né a trovare le giocate “pulite” per uscire in transizione e produrre gioco offensivo né a difendere in modo compatto, facendosi speso prendere in mezzo. Le occasioni di Chiricò e Grandolfo (almeno un paio) prodotte nella prima parte della gara appaiono chiari segnali di tali ambasce, evidenziati ancor di più dalle ammonizioni rimediate dai due mediani Di Tacchio e Quaini, sovente in ritardo nelle chiusure e poco lucidi in impostazione. L’unica occasione del Catania, giunta allo scadere della prima frazione, una girata di Lunetta da buona posizione neutralizzata da Bacchin, esprime palesemente il disagio complessivo di una compagine ancora un po’ “frastornata” dal mutamento sostanziale di indirizzo voluto dal nuovo allenatore. Tuttavia, il merito di Viali sta nell’aver saputo, con un paio di accorgimenti tattici (in particolare l’avvicinamento di Jimenez a Caturano e una migliore spaziatura tra i due esterni difensivi e i corrispettivi offensivi), cambiare le carte in tavola, pur non proponendo sostituzioni immediate. Il Catania della ripresa è squadra diversa, più compatta, più propositiva, meno sfilacciata. Con un grosso, risaputo, problema: il gol. Una lacuna, ingigantita dall’indisponibilità di Forte e Rolfini, che sta in questo momento tarpando le ali alla classifica degli etnei. La squadra del secondo tempo riesce a confezionare non meno di cinque o sei palle gol, con un migliore sfruttamento delle corsie laterali, dove Casasola sulla destra cresce di rendimento e Bruzzaniti trova maggiori possibilità di uno contro uno. Purtroppo, la scarsa mira e qualche buona parata di Bacchin (sopraffatto nel finale su Lunetta) condannano il Catania a dover subire il gran pari di Ferrara al minuto 83’, un tiro a giro di ottima fattura al termine di una grande azione personale, sostanzialmente l’unica vera occasione creata dai rossazzurri salentini nell’ambito di un secondo tempo di grande sofferenza. Paradossale, difatti, che il Catania trovi la rete del vantaggio a seguito di un tiro cross di Bruzzaniti, al primo sigillo alle falde dell’Etna, in modo quasi causale, a fronte delle tante occasioni create e non trasformate in area pugliese, compreso un gol annullato a Caturano per un presunto fallo sul difensore avversario, una interpretazione del “fischietto” pisano designato che genera più di qualche perplessità. Così come altrettanto paradossale appare la considerazione che il Catania subisca il pari proprio quando inserisce un difensore in più, Pieraccini, con conseguente avanzamento di Casasola. Come nota a margine, si può aggiungere come le cinque sostituzioni di Viali, di cui tre contemporanee, siano apparse logiche (Quaini, ammonito e stanco, andava avvicendato certamente, così come Bruzzaniti o Donnarumma), sebbene non tutte proficue. Per esempio, mentre gli ingressi di D’Ausilio e Celli risultano efficaci, quelli di Di Noia e Pieraccini producono risultati meno tangibili. La grande notizia di giornata, però, è l’aver ritrovato dopo quattro mesi Cicerelli, inserito in lista al posto del misterioso acquisto invernale Ponsi e messo in campo negli ultimi dieci minuti. Un ritorno cruciale in vista di questo finale di stagione e in prospettiva playoff. Il nodo principale rimane, comunque, Caturano, anche nella prima uscita in questa nuova veste tattica apparso poco brillante, tanto che il Catania genera le occasioni più grosse nel finale con Lunetta centravanti. Un problema, come accennato sopra, che Viali dovrà risolvere al più presto, anche perché è stato chiamato a sostituire Toscano proprio per trovare soluzione alla sterilità offensiva e alla scarsa capacità di riempire l’area avversaria. E, contestualmente, mantenere il secondo posto, preparando al meglio playoff da affrontare da favoriti e protagonisti. Inutile ricordare, a questo proposito, come i contemporanei successi di Cosenza e Salernitana avvicinino al rossazzurri rispettivamente di sei e cinque punti sia i calabresi sia i campani, seppur a sole cinque giornate dalla conclusione della “regular season”. Rimanere in campana e ricominciare a vincere, mostrando progressi nella “comprensione” delle nuove istanze tattiche, a cominciare dalla prossima difficile trasferta di Latina, rimane l’imperativo categorico cui votarsi in questa ulteriore settimana di lavoro. Let’s go, Liotru, let’s go!
