Potenza-Catania 1-1 Due punti lasciati al Viviani

Vetta solida, rabbia forte, la sensazione netta di un’occasione mancata.

Il Viviani restituisce al Catania un punto che pesa più per ciò che non è arrivato che per quello che muove in classifica. Finisce 1-1 contro il Potenza, al termine di una partita che i rossazzurri hanno preso in mano quasi subito, indirizzato, controllato a lungo e mai davvero chiuso. E quando non chiudi, il calcio ti presenta il conto.

L’avvio è intenso, quasi feroce. Il Potenza ha la prima palla gol al 2’, con Mazzeo che spreca da pochi metri, ma è un lampo isolato. Dal 5’ in poi il campo racconta un’altra storia: il Catania aggredisce alto, recupera palloni nella metà campo avversaria, gioca con ritmo e convinzione. Jimenez scalda subito Cucchetti, poi all’11’ arriva il meritato vantaggio: corner di D’Ausilio, Forte attacca lo spazio da centravanti vero e firma l’1-0, il settimo centro stagionale. È la fotografia di una squadra che sa cosa vuole.

La gioia dura pochissimo. Alla prima vera sortita, il Potenza pareggia con Bruschi, sfruttando una disattenzione collettiva. È una doccia fredda, ma la partita cambia volto definitivamente pochi minuti dopo: lo stesso Bruschi entra con la gamba alta e i tacchetti sul volto di un avversario. Rosso diretto, sacrosanto, dopo revisione FVS. Dal 17’ il Potenza è in dieci.

Da lì in avanti, il copione è chiaro. Il Catania spinge, costruisce, assedia. Casasola segna ma l’arbitro aveva già fermato il gioco, Di Tacchio sfiora di testa, ancora Casasola va vicino al gol su angolo, D’Ausilio e Quaini triangolano nello stretto, Jimenez inventa. È un forcing continuo, ma senza il colpo definitivo. Il Potenza, pur in inferiorità, resta vivo, sporca il ritmo, spezza il gioco, si aggrappa al cronometro.

La ripresa riparte con la stessa inerzia. Lunetta ha una doppia occasione clamorosa al 55’, Cucchetti salva e poi la sforbiciata finisce alta. Entrano energie fresche, rientra Donnarumma, si moltiplicano i corner. Il portiere lucano diventa protagonista, più per la gestione dei tempi che per le parate, fino al giallo per perdita di tempo. Il Catania ci prova anche da fuori: Corbari sfiora il palo con una conclusione violenta. All’82’ Rolfini segna, ma il fuorigioco – confermato dall’FVS – spegne l’urlo rossazzurro.

Solo sei minuti di recupero, pochi per quello che si è visto. Il finale lascia addosso una sensazione amara, quasi fisica. Non di paura, non di fragilità. Di incompiutezza. E' c'è ancora spazio per un ultimo gol anullato. 

La classifica dice che il Catania sale a 38 punti, resta primo e mantiene la vetta anche in caso di vittoria del Benevento. Ma il campo racconta altro: questi sono due punti persi, non uno guadagnato. Una squadra matura, dominante, che però deve imparare a essere anche spietata.

Il cammino resta solido. La leadership pure. Ma certe partite chiedono di essere chiuse, senza appello.

A testa alta. Sempre.
Seduti dalla parte del torto.

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