Più Forte di qualsiasi "svista"

Max Licari sul successo al cospetto del Latina. Vittoria di cuore, Forte sugli scudi, arbitraggio ancora punitivo.

Vittoria meritata e di cuore, un pizzico di imprecisione sotto porta, ma arbitraggio ancora una volta incomprensibile

Contavano i tre punti. Giungono meritatamente, grazie alla splendida quinta rete stagionale di Ciccio Forte, nettamente tra i migliori in campo. Tuttavia, questa gara interna con il Latina pericolosamente ripropone tematiche, purtroppo, già trattate nelle ultime settimane. In primis, dispiace ripeterci, quella arbitrale. E dispiace perché, strumentalmente, qualcuno potrebbe ancora interpretare un racconto di cronaca giornalistica assolutamente oggettivo e ineludibile come un tentativo di "sviare l'attenzione" o "creare alibi" non si sa a chi o a quale fine. No, qui si tratta unicamente di trarre conclusioni chiare da fatti incontrovertibili. Dopo lo scempio di Casarano, si è materializzata nel mitico impianto del quartiere Cibali un'altra direzione al limite dell'incomprensibile, una sconclusionata direzione sfortunatamente ancora punitiva nei confronti del Catania.

Eppure, ci era stato "ventilato" come la dirigenza rossazzurra, durante la scorsa settimana, si fosse fatta sentire "privatamente" con "chi di dovere", avendo deciso di tenere un profilo "british", in linea con la provenienza della proprietà. Ebbene, se questi sono i risultati, forse sarebbe stato meglio nemmeno protestare. Oppure, come avevamo consigliato noi, di farlo ufficialmente, perché in Italia chi sta zitto è sempre il più fesso. Ma tant'è. La realtà è che, esattamente sette giorni dopo i fatti del "Capozza", al primo minuto di Catania-Latina, Porro decide di togliere di mezzo il giocatore migliore degli avversari con un intervento scomposto che rischia di comprometterne la stagione (il sospiro di sollievo giungerà poi nel postgara, quando Toscano comunicherà la fondata speranza che per Cicerelli possa trattarsi di una botta dolorosa ma non grave). In settimana, il tecnico laziale Bruno aveva avvertito i suoi ragazzi in merito alla pericolosità del fantasista pugliese, attaccante da raddoppiare sistematicamente, ed evidentemente viene preso alla lettera fin da subito. Peccato che l'intervento, chiaramente da rosso, sia giudicato solo da ammonizione e il laterale destro del Latina, fra l'altro fra i migliori dei suoi, rimanga in campo fino alla (tardiva) sostituzione nella parte finale del match. In aggiunta, il "capolavoro" di fine prima frazione. Lunetta se ne va in ripartenza a campo aperto, Marenco, già ammonito, lo trattiene vistosamente. Fallo netto, secondo giallo ed espulsione che lascerebbe in dieci gli ospiti per tutto il secondo tempo. Tutto lapalissiano... ah, no! Il signor Zago, decide incredibilmente di fischiare un inesistente fallo allo stesso attaccante rossazzurro! Francamente, ci si sente presi in giro; non si pretende nessun favoritismo, ma stravolgere la realtà in questo modo ci sembra eccessivo. Significa, fra l'altro indispettire il pubblico e "accendere" ingiustificamente un match indirizzato verso una superiorità indiscussa da parte della squadra migliore. Di contro, l'altro fattore di "continuità" rispetto alla trasferta salentina risulta la difficoltà a mettere la palla dentro, a chiudere la partita.

Questa volta le occasioni arrivano, almeno cinque clamorose, un paio delle quali disinnescate da ottimi interventi da parte di Basti, ma non si riesce a concretizzarle. Un problema che, in un momento del genere, caratterizzato da tanti inconvenienti e, soprattutto, infortuni, potrebbe inficiare il percorso di testa dei rossazzurri, in specie in trasferta, dove il rendimento rimane ancora inferiore rispetto alla striscia quasi perfetta di vittorie del "Massimino", condita dall'ennesimo "clean sheet", ottavo consecutivo, un record storico ancora aperto difficilmente battibile in futuro. In ogni caso, la risposta del gruppo, il segnale atteso, la reazione di forza arrivano ben percepibili, tanto che il pubblico, a fine gara giunge ad assegnare il giusto tributo a questi ragazzi, un atto di sostegno assolutamente meritato per impegno e determinazione. E quando meriti, poi arrivano anche buone notizie, come quelle provenienti da Cosenza, dove cade il Benevento, e dall'Arechi, dove il Potenza strappa un punto prezioso. Così, gli etnei riconquistano il primo posto, in condominio proprio con i campani di mister Raffaele, a quota 31. Ci sarà da lottare fino alla fine, con i calabresi di Buscè, rientrati pienamente in corsa per la promozione diretta, e i sanniti a soli due punti di distanza. Ci sarà da combattere tutti insieme, remando verso la stessa direzione. Tutti.

Più Forte di qualsiasi "svista"

Davvero "Forte"

Le assenze di Ierardi e Pieraccini per infortunio, unitamente a quella per squalifica di Quaini, vengono "rattoppate" nel modo più logico e semplice da Toscano: dentro Allegretto in difesa e Corbari in mezzo al campo. Per il resto, solito 3-4-2-1, con il rientro di Forte al centro dell'attacco. Bruno risponde con il 3-5-2 di prammatica, impostato su gente d'esperienza come Parodi, Marenco, De Ciancio e Parigi, oltre che su ragazzi di buona gamba come Porro, Ercolano, Riccardi o Di Giannantonio. L'entrata da rosso di Porro su Cicerelli al primo minuto, già descritta sopra, fa comprendere che tipo di gara vuole impostare il Latina, mentre Toscano è costretto immediatamente a rinunciare alla sua stella, sostituendola con Jimenez. Il Catania non si fa intimidire e reagisce con veemenza, grazie alla buona verve di Casasola e Donnarumma sulle corsie laterali.

Il gol di Forte al 9', a seguito di un'azione tambureggiante condotta in ultimo da Jimenez, risulta il primo vagito di un pomeriggjo tutto giocato all'insegna della volontà di riscatto, anche se poi in modo poco preciso. Due le grandi occasioni per il raddoppio, una con Lunetta, poco efficace nella conclusione proprio a due passi da un reattivo Basti, e l'altra con Casasola, il cui destro viene salvato sulla linea di porta da un difensore, a fronte di una sola chance per i laziali, una bella stoccata di Parigi sotto la traversa, ben deviata da Dini. La mancata espulsione di Marenco conclude un primo tempo ben giocato dagli etnei.

Nella ripresa, il Latina tenta, anche attraverso i cambi più offensivi di Bruno, di alzare il baricentro, ma è sempre il Catania ad avere le migliori occasioni in ripartenza, con Di Gennaro, la cui zuccata trova un riflesso straordinario del portiere ospite; con Forte, ancora in solitaria davanti a Basti; e ancora con Casasola, che reclama un presunto rigore non rilevato dall'arbitro e dal FVS (la decisione, a nostro parere, risulta giusta). Inoltre, diverse opportunità vengono sviluppate a campo aperto, senza trovare l'ultimo passaggio, in specie con i neoentrati D'Ausilio e Caturano, oltre a un paio di punizioni di Jimenez dal limite, di poco a lato. Insomma, poca lucidità ma tanta veemenza. E cuore. Il cuore giusto. Per il Latina, al contrario, tanta spigolosità, ma scarsa pericolosità. In definitiva, una vittoria fondamentale in vista della trasferta di Picerno, un cimento difficile comunque da non fallire, indipendentemente da assenze o squalifiche. "Testa o funnu" e spingere, spingere fino in fondo! Let's go, Liotru, let's go!!!

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