Pelligra e il tema arbitri: «Servono strumenti uguali in tutti i campi»

Il presidente del Catania non invoca favoritismi né scorciatoie

Il presidente del Catania interviene su equità, tecnologia e credibilità del campionato: “Non è una questione di errori, ma di condizioni di partenza”

L’intervista concessa da Ross Pelligra a La Sicilia nella giornata di oggi va ben oltre il perimetro del Catania e si inserisce in un discorso più ampio, quasi sistemico, sulla credibilità del campionato di Serie C. Tra i vari passaggi toccati dal presidente rossazzurro — infrastrutture, progettualità internazionale, Torre del Grifo e settore giovanile — uno emerge con particolare nettezza: la questione arbitrale non può essere separata da quella degli strumenti a disposizione.

Pelligra sceglie di non alimentare polemiche personali e chiarisce subito il punto:

«Non è un problema degli arbitri, ma della fornitura di strumentazioni uguali per tutti i campi».
Un’affermazione che sposta il fuoco dal singolo episodio alla struttura del sistema, evidenziando una criticità che da tempo attraversa la Serie C: l’assenza di standard tecnologici uniformi rischia di compromettere l’equità della competizione.

Equità prima ancora che tecnologia

Il presidente del Catania non invoca favoritismi né scorciatoie. Al contrario, richiama un principio basilare: la parità delle condizioni di giudizio.

«Altrimenti si rischia di rendere il campionato non equo».
Nel riferimento al FVS, Pelligra non contesta l’operato degli arbitri, ma sottolinea come uno strumento così delicato non possa essere applicato in modo disomogeneo. La tecnologia, se presente solo in alcuni stadi o con qualità differenti, finisce per diventare un fattore distorsivo, non correttivo.

È un messaggio che parla alla Lega, ma anche all’intero movimento: senza standard comuni, la percezione di giustizia sportiva viene inevitabilmente compromessa.

Un messaggio che nasce dal campo

Il richiamo all’equità arbitrale arriva in un momento tutt’altro che casuale. Il Catania è pienamente dentro la lotta di vertice e il presidente rivendica il diritto a un campionato deciso dal merito sportivo, non da contesti diseguali.

«In campionati come questo servono strutture uguali per tutti».
Il tema, dunque, non è la singola direzione di gara, ma la cornice complessiva in cui arbitri e squadre sono chiamati a operare. Un approccio che evita la scorciatoia della protesta e prova invece a incidere sul piano istituzionale.

Credibilità del torneo come obiettivo comune

Nel ragionamento di Pelligra, il tema arbitrale è parte integrante di una visione più ampia: la Serie C come prodotto credibile, capace di attrarre investimenti, pubblico e attenzione internazionale.
Se si chiede ai club di programmare, investire e strutturarsi, è necessario che anche il campionato garantisca regole chiare e uguali per tutti, a partire dagli strumenti di giudizio.

Il messaggio è netto, ma misurato. Non c’è attacco, bensì una richiesta di sistema: uniformità, trasparenza, affidabilità. Perché — come lascia intendere il presidente rossazzurro — senza queste basi, non può esistere vera competizione.

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