Passo falso
Max Licari sul deludente pari interno con il Cerignola. Prestazione sotto tono e classifica in bilico. Mercato invernale bocciato?
Prestazione deludente, mentre i Sanniti provano la fuga...
La clamorosa battuta d'arresto di Potenza al cospetto del Sorrento, evidentemente, non rappresentava uno sgradevole episodio da cancellare immediatamente, ma un segnale, non sappiamo quanto preoccupante, di rallentamento nella corsa a due verso la promozione diretta in Serie B. Il deludente pari interno a reti bianche conseguito dai rossazzurri contro il coriaceo Cerignola, al termine di una prestazione non certamente brillante, certifica, infatti, un rilevante momento di stasi tecnica per gli uomini di un Toscano sempre più nell'occhio del mirino della critica da parte della tifoseria per tutta una serie di scelte rivelatesi, purtroppo, infelici. Non vogliamo giungere ad affermare che la lotta per il primo posto sia già chiusa, giacché oggettivamente mancano ancora tante gare, con tanti punti in palio, da qui alla conclusione del torneo, ma sicuramente l'improvviso stop del Catania, concomitante con l'accelerazione decisa da parte delle "streghette" giallorosse di Floro Flores, "azzoppa" fortemente le chance etnee di giocarsi la gloria del primato in questo rush finale di campionato. Otto punti di distacco, sebbene con un match interno da recuperare (contro il Trapani, mercoledì 18 febbraio alle 20.30), a questo punto della stagione pesano come un macigno sulle spalle di chi insegue, condannato a non poter sbagliare più nulla (in specie nello scontro diretto da giocare al "Vigorito") e a sperare in improbabili debacle della capolista. Il Benevento, sia che operi miracolose "accensioni" nei minuti di recupero come a Caravaggio contro l'Atalanta U23 o in casa contro il Picerno, sia che esprima dilaganti esibizioni tecniche come in quel di Trapani, sepolto da una devastante "manita", di questi tempi macina punti e gol (10 vittorie e un pareggio nelle ultime 11 gare), mentre i rossazzurri, pur mantenendo un ritmo da posizioni di vertice, soprattutto fuori casa "traballano", inanellando pareggi incredibili come quelli di Potenza o Foggia oppure sconfitte come, appunto, quella del "Viviani" contro il Sorrento. Un trend penalizzante che, poi, inevitabilmente, ti punisce al primo mezzo passo falso al "Massimino", dove ti trovi costretto a non poter lasciare spazio a nulla. Esattamente quanto accaduto in questo turno serale infrasettimanale, di fronte a una squadra di categoria, in grande forma, rognosa e decisa a vendere cara la pelle al cospetto dei 16.000 tifosi che, come di consueto, affollavano il glorioso impianto del quartiere Cibali. Che fosse una partita difficile lo si sapeva, in considerazione del momento dei pugliesi allenati da Maiuri (in tribuna, in quanto squalificato). Ciò che, di contro, ci si aspettava di conseguenza era una pronta e convincente reazione allo "scempio" perpetrato in terra lucana; cosa che, ahinoi, non si è materializzata.
Mercato invernale "bocciato"?
Ciò che spicca maggiormente all'occhio degli osservatori e dei tifosi, alla prima lettura della distinta di gara, è la bocciatura dei nuovi arrivati da parte di mister Toscano. Allegretto in campo da centrale nel ruolo di Cargnelutti (con Miceli squalificato), l'adattato Corbari preferito a Di Noia, Bruzzaniti ancora fatto accomodare in panchina a favore di un non certo scintillante D'Ausilio. Palesemente, non prendiamo nemmeno in considerazione Ponsi, acquisto effettuato in un ruolo coperto da Donnarumma (o Lunetta, in alternativa), ragazzo ancora probabilmente da far crescere fisicamente che, con tutta probabilità, toccherà pochissimo il campo con il tecnico calabrese. In special modo, da porre sotto attenzione il caso dell'esterno d'attacco di Melito Porto Salvo rilevato dal Pineto con le stimmate del capocannoniere predestinato a "miracol mostrare". Giunto come costoso "gioiellino" da utilizzare come sostituito di Cicerelli, il ragazzo, dopo 45' non brillantissimi giocati a Monopoli, non è stato più impiegato da Toscano tra i titolari, divenendo una sorta di "ruota di scorta" di lusso rispetto a D'Ausilio, Jimenez e Lunetta. Ebbene, non ci sembrava che fosse questo il "piano A"... Il giocatore era stato ingaggiato per consentirgli di provare a fare la differenza, non per fungere da spaesato "tappabuchi" in questa o quella fascia. Se ci punti, gli devi dare la possibilità, attraverso almeno tre o quattro gare di titolarità, di mostrare le sue qualità, altrimenti non lo acquisisci a quelle cifre a gennaio; se prevedi questi "chiari di luna", magari lo prendi e lo lasci in prestito al Pineto, consentendogli di giocare fino al termine del campionato. In questo modo, il rischio è quello di depauperare in pochi mesi un patrimonio iniziale importante per la categoria.
Primo tempo con il freno a mano tirato, ripresa più volitiva ma poco qualitativa.
In ogni caso, al di là delle scelte conservative all'interno del suo classico 3-4-2-1, Toscano non riesce a trovare fin da subito il bandolo della matassa a centrocampo, dove Quaini e Corbari non possono avere le caratteristiche per scardinare il meccanismo difensivo ben oliato rappresentato dal 3-5-2 pugliese, imperniato su mediani ed esterni di gamba e buona categoria come Vitale, Cretella, Paolucci e Russo, ben coadiuvati dalla mezzapunta D'Orazio, miglior marcatore dei suoi, e dal mobile centravanti Gambale. Risalta in maniera sempre più evidente il "buco" del mercato (estivo e invernale) del Catania: la mancanza di un centrocampista di riferimento in grado tecnicamente di "governare" il gioco, un giocatore con qualità diverse rispetto ai pur ottimi mediani difensivi a disposizione, compreso il neoarrivato Di Noia, un ragazzo d'esperienza che può assolutamente "starci" in organico se, però, considerato come buon alter ego di Quaini e Di Tacchio (non consideriamo Corbari, ottima mezzala di inserimento "costretta" a fare un lavoro non suo, altro acquisto per certi versi "strano" effettuato in quel reparto con l'avallo del tecnico). Contro la compattezza del Cerignola era evidente la mancanza di un "cervello" in grado di verticalizzare per esterni e attaccanti, tanto che, quando la palla stazionava fra i piedi dei due mediani, pur mostrandosi evidenti a tutti i "corridoi" in cui imbucare velocemente la palla, la stessa stagnava invariabilmente fra i loro piedi, rallentando inevitabilmente i tempi di gioco e consentendo alla difesa ospite, ottimamente comandata da capitan Ligi, di posizionarsi con tutta comodità. In tutta la prima frazione, il solo Jimenez riusciva a creare qualcosa in fatto di gioco, consentendo ai compagni di confezionare qualche occasione. Difatti, D'Ausilio falliva prima una conclusione facile da centro area, sparando alto, e poi non arrivava d'un soffio a spingere in porta una palla imbucata a due passi da Iliev, in entrambi i casi su invenzioni del giovane spagnolo. Assai strano che Toscano, nella ripresa, dopo aver subito messo dentro Di Noia e Lunetta per Corbari e D'Ausilio, lo sostituisca al 56' con Bruzzaniti (stessa sorte per Forte, rilevato da Caturano), spegnendo totalmente la luce in mezzo al campo. Certo, la partita, con la forza della disperazione, la si sarebbe potuta vincere (Casasola e Lunetta proprio al fotofinish fallivano occasioni clamorose), ma anche perdere, dato che Dini si produceva nell'intervento più importante della gara su di un tiro a botta sicura di D'Orazio. A nulla serviva l'ingresso di Rolfini nel finale, così come sostanzialmente nulla appariva la presenza di un Caturano davvero troppo isolato e mal servito. Insomma, anche al netto delle immancabili perdite di tempo "crampistiche" tipiche della categoria, delle "incavolature" da Var, dell'indisponenza di un arbitro, il signor Di Loreto di Terni, non certamente da annoverare fra i "Principi del Fischietto" (a match concluso, arrivava anche l'espulsione per proteste di Lunetta), di quel pizzico di malasorte che, per la famosa "Legge di Murphy", in tali frangenti non manca mai di accanirsi sui malcapitati di turno, i tre punti si sarebbero potuti pure incamerare. Ma non sarebbe cambiata la sostanza del giudizio complessivo, chiaramente non positivo. Il campanello d'allarme diventa ora "campanone" da cattedrale. Tuttavia, a frittata fatta, non bisogna adesso incorrere in un duplice errore: sottovalutare le motivazioni di questo momento negativo o, contestualmente, abbandonarsi al tragico fatalismo da disfatta caporettiana. Rimanere lucidi, trovare rimedi e mostrare compattezza sarà fondamentale; ovviamente ciò è richiesto a tutto l'ambiente, non solo alla squadra o alla società rossazzurra. Lottare fino alla fine, non mollare la presa e non scoraggiarsi le parole d'ordine per tutti, a cominciare dalla breve trasferta di sabato a Siracusa, un gara che nasconde tante insidie, al di là del valore dell'avversario, in piena lotta per evitare la retrocessione. Animo! Let's go, Liotru, let's go!!!
