Caturano disperato

Meglio il barbecue….

Max Licari sulla sconfitta interna al cospetto del Picerno. Scelte errate e prestazioni insufficienti. Invertire la rotta…

Confusione ed errori

I (pochi) eroici tifosi che, nel giorno di Pasquetta, hanno avuto la brillante idea di preferire il “Massimino” al tradizionale barbecue, purtroppo, hanno “toppato” la scelta. Meglio arrostire la salsiccia e soddisfare gli appetiti gastronomici che assistere alla confusionaria e perdente esibizione degli uomini di Viali al cospetto di un Picerno motivato e desideroso di punti salvezza. Diciamolo subito, i ragazzi di mister De Luca, sebbene nella seconda parte della ripresa il Catania abbia fallito non meno di quattro, cinque palle gol, tornano in Lucania con il meritato guiderdone conseguente a una prestazione volitiva e mai ostruzionistica. Nessun alibi, quindi, a un Catania piuttosto “bislacco” nelle opzioni tecniche e nelle esecuzioni tattiche. E dire che la gara si era anche messa bene dopo la rete di D’Ausiilio al 15’, generata dalla caparbia di un Lunetta ispirato. Tuttavia, fin da subito si era compreso che le scelte tecniche e tattiche di Viali non fossero propriamente azzeccate e, pertanto, non sono apparsi sorprendenti i “buchi” a centrocampo e in difesa fatti registrare dal 24’ al 35’, “voragini” capaci di condurre prima al pari di Abreu (decimo gol stagionale per il centravanti lucano, doppia cifra non ancora toccata da alcun calciatore rossazzurro) su errore del duo Miceli-Cargnelutti, e poi al raddoppio di Bianchi, su azione susseguente a gran calcio di punizione di Franco miracolosamente deviato da Dini proprio sui piedi del centrocampista ospite. Che il Catania, pur avendo successivamente un’oretta complessiva per rimediare, sia uscito dal campo sconfitto fra i fischi risulta, in definitiva, logica conseguenza di una “pecca” strutturale cui nemmeno Viali sta riuscendo finora a porre rimedio ovvero la grande difficoltà a concretizzare le occasioni create. Nella ripresa più volte Casasola, Lunetta, Bruzzaniti, Jimenez, Corbari e Cicerelli si sono ritrovati nella possibilità di metterla dentro e non ci sono riusciti, in qualche caso a due passi da Marcone. Un problema assai rilevante che, non risolto in fretta (e non dipendente solo dalle assenze di Forte e Rolfini), potrebbe ridurre drasticamente le chance di successo ai playoff. Playoff, attenzione, che al momento non presuppongono un posizionamento certo degli etnei, giacché la prima sconfitta interna di questo campionato avvicina Cosenza e Casertana, ambedue vincenti, rispettivamente di cinque e sei punti a tre gare dal termine della “regular season”. Solo un dettaglio, ovviamente, che la contestuale vittoria del Benevento a Salerno consegni ai Sanniti la meritata ufficialità di una promozione inevitabile. Complimenti a Floro Flores e alla società giallorossa per il ritorno, dopo tre anni, tra i cadetti.


Domande “classiche” cui ancora non si trova risposta

Meglio il barbecue….

Un mezzo disastro, dunque. Una “defaillance” figlia, obiettivamente, di alcune scelte operate da Viali apparse poco felici. Non ci sembra, per esempio, che questa squadra possa fare a meno di gente come Quaini e Jimenez, non a caso nettamente i migliori quando inseriti nella seconda parte della ripresa. Il 4-2-3-1 iniziale, con il lento Cargnelutti al centro della difesa, la coppia Di Noia-Di Tacchio in mezzo e i quattro attaccanti tutto schierati in avanti, mostra certamente una configurazione più offensiva, anche in fatto di pressing alto, ma una fragilità a centrocampo abbastanza evidente. I due mediani fanno una fatica tremenda a far fronte alla disposizione a cinque del Picerno, dove Djibril (migliore de suoi), Franco, Bianchi, Pugliese e Gemignani trovano spazi sia al centro sia sulle corsie laterali, dove Casasola e Celli non trovano il supporto di D’Ausilio e Bruzzaniti. A questo, vanno aggiunte alcune deludenti prestazioni individuali come quelle di Di Noia, Cargnelutti e Caturano, sebbene si possa affermare come un po’ tutti i “titolari” non riescano a raggungere un rendimento sufficiente. La realtà dei fatti racconta di una ricerca “sperimentale” di Viali che, a oggi, non sembra aver trovato una “strada” vincente. La sensazione è che il tecnico lombardo stia cercando percorsi nuovi attraverso l’impiego di alcuni fra i giocatori meno utilizzati da Toscano (non a caso, alcuni “fedelissimi” del trainer calabrese come Donnarumma, Quaini o Jimenez cominciano dalla panchina), senza però trovare il bandolo della matassa. Le risposte, infatti, dei ragazzi precedentemente poco impiegati non appaiono convincenti, nemmeno nell’ambito di un nuovo modo di schierarsi in campo. A questo punto, una domanda aleggia fra tifosi, giornalisti e addetti ai lavori: esiste un motivo preciso per cui sia Toscano sia Viali, pur utilizzando moduli diversi, non abbiano fin qui mai pensato a un centrocampo a tre? Magari un 4-3-3 o un 4-3-2-1, moduli comunque abituali al nuovo tecnico rossazzurro? Fatto sta che questa squadra, indubbiamente dall’organico nutrito perla categoria, ha fin qui mostrato due importanti problemi: il centrocampo poco creativo e, in qualche caso, numericamente in difficoltà, e la poca concretezza sotto porta. Non ci sembra che le risposte finora “esperite” da entrambi gli allenatori abbiano risolto tali lacune. E il motivo per cui sia Toscano sia Viali non abbiano mai pensato, rispettivamente, a un 3-5-2 o a un 4-3-3, rinfoltendo la linea mediana e, magari, assegnando il sacrificato Corbari al ruolo naturale di mezzala, francamente ci sfugge. Il secondo tempo odierno, però, qualcosa la dovrebbe dire. Dopo essersi, a sorpresa, schierato subito con un inedito 4-1-4-1, inserendo Jimenez al posto dell’ammonito Di Noia, gli ingressi di Quaini e Corbari, con l’utilizzo di una sola punta fra Lunetta e Caturano (assai indispettito all’atto della sostituzione), certamente portano benefici alla manovra, “liberando” Jimenez, Cicerelli (subentrato nel finale a D’Ausilio) e Bruzzaniti, nonché facilitando Casasola sulla corsia laterale destra, tanto da garantirgli una spinta prima limitata. Il gol del pareggio, anche per un pizzico di malasorte (l’ex Ternana si vede respinta sulla linea di porta una conclusione a colpo sicuro) non giunge, tuttavia l’espressione di gioco risulta migliore. Ma insufficiente, che sia chiaro. Un Catania del genere non avrebbe chance negli spareggi di fine stagione; quindi, alla società, che si è assunta responsabilità importanti, e al tecnico è demandato il compito di fornire le risposte finalmente adeguate che tutta la piazza attende con ansia. Anche perché la prossima trasferta di Crotone incombe e ripetere una prestazione del genere significherebbe consegnarsi ai calabresi. Let’s go, Liotru, let’s go!

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