Kaleb...ravissimo!!!

Max Licari sul successo al cospetto del Cosenza. "Masterclass" di Jiménez, buon esordio dei nuovi acquisti. Testa a Sorrento...

Una "masterclass" targata Jiménez

Sarà perché ormai appare acclarato, sebbene non ufficializzato, il rinnovo con il sodalizio rossazzurro; sarà perché Cosenza gli evoca ricordi non propriamente felici, considerato il "naufragio" dell'andata; "sarà perché ti amo", come cantavano qualche tempo fa i "Ricchi e poveri", fatto sta che la gara del "Massimino" al cospetto dei "lupi" silani assume quasi l'aspetto di un'autentica "sacra rappresentazione" a contenuto laico avente un protagonista assoluto, il "beatificato" Kaleb Jiménez. Il fantasista d'origine iberica, toccato veramente dalla "grazia" pallonara, detta legge in campo dal primo all'ottantaduesimo minuto, quando lascia il posto, tra fragorosi applausi, a Bruzzaniti. Un'esibizione fatta di tecnica, creatività, posizione e quel pizzico di "cattiveria" in più, condite in aggiunta da un gol importantissimo che contribuisce a sbloccare un match difficile, in opposizione a un degno avversario.

Attenzione, non che il Catania non meriti pienamente il successo, anzi! Diverse le occasioni da rete confezionate dagli etnei, al di là dei due gol segnati, a fronte praticamente di un solo tiro in porta insidioso da parte del Cosenza, a confermare un dominio chiaro rappresentato dall'ennesimo "clean sheet" interno, un record che, in futuro, sarà probabilmente da annoverare fra le meraviglie della Fantascienza. Un risultato giusto, dunque, perfino troppo "striminzito" in rapporto a quanto creato dal Catania. Tuttavia, il valore del team rossoblù, in cui alcuni giocatori come Kouan (molto forte e grintoso questo mediano ivoriano, diremmo tipicamente "toscaniano") e Ricciardi confermano la propria bravura, unito all'aver mantenuto il match in bilico fino al magnifico raddoppio siglato al 77' dal subentrato Lunetta, fotografa in ogni caso il grado di insidiosità di questa cruciale sfida che, alla fine, consente ai rossazzurri di mantenere il passo del Benevento in testa alla classifica. Inoltre, certifica, qualora ce ne fosse ulteriore necessità, la bontà del mercato invernale fin qui effettuato.

Impeccabile la prova dell'ex delle giovanili etnee Miceli, al debutto al centro della difesa a sostituire un "mostro sacro" quale Di Gennaro, così come "robusti" gli ingressi del centrocampista Di Noia e del trequartista Bruzzaniti, già decisivo quindici giorni fa contro la Cavese. Segnali importanti, attesi da tutta la tifoseria, un tantino preoccupata per le sfortunate defezioni di lunga durata occorse ad autentici pilastri fondanti dello scacchiere rossazzurro tra il girone d'andata e l'inizio di quello di ritorno. In un torneo così equilibrato, ogni dettaglio diventa cruciale, ogni evento, ogni decisione possono risultare "orientativi". Sarà certamente una lotta strenua quella con giallorossi beneventani e granata salernitani, squadre entrambe rafforzate da nuovi innesti di grande qualità, ma il Catania c'è. Con i ragazzi lasciati in panchina, Toscano oggi avrebbe potuto mettere in campo un'altra formazione in grado di concorrere per la vittoria finale in tutti e tre i gironi della Serie C. Giocatori come Cargnelutti, Ierardi, Ponsi, Di Noia, Bruzzaniti, Lunetta, Caturano, Forte sarebbero titolari ovunque, ovunque! E Senza dimenticare gli assenti, ovviamente... dall'ultimo, capitan Di Tacchio (un problema alle costole che dovrà essere approfondito attraverso esami strumentali) allo squalificato Pieraccini fino ai lungodegenti Di Gennaro, Cicerelli e Aloi. Tutti "top player" di categoria che testimoniano come la società capitanata da Ross Pelligra, da elogiare per la decisione di devolvere l'incasso della gara alla campagna di ricostruzione susseguente al ciclone "Harry" abbattutosi sulla città dell'Elefante negli scorsi giorni, non stia lesinando alcuno sforzo ai fini di approntare un organico in grado di primeggiare.

La forza del gruppo, la rilevanza delle individualità

Toscano può permettersi tanto in questo momento e il bello è che comincia a farlo con una certa disinvoltura... Le scelte "a sorpresa" di inizio gara ne sono una plastica dimostrazione. Il tecnico calabrese mette dentro D'Ausilio per Lunetta e Rolfini per Forte (o Caturano), mentre Corbari va a sostituire l'infortunato Di Tacchio. Il 4-3-2-1 di Buscè, privo di elementi importantissimi come Florenzi e Mazzocchi, decisivi all'andata, si dispone in modo da coprire soprattutto le corsie laterali grazie ai raddoppi delle mezzali Kouan e Garritano, non disdegnando comunque una propositiva propensione alla costruzione del gioco. Come da caratteristiche, il Cosenza non si propone certo come una squadra "catenacciara". Il Catania tenta subito un pressing un po' più alto, cercando la profondità con il mobile Rolfini e gli inserimenti su entrambe le fasce di D'Ausilio, Donnarumma e Casasola. Ma è Jimenez, praticamente da "creatore di gioco" a tutto campo, a prendere in mano le redini dell'incontro, disegnando traiettorie o affidandosi a inserimenti efficaci.

Durante tutta la prima frazione, il Catania comunque soffre pochissimo in difesa, anche grazie al lavoro da schermo operato da un Quaini ancora una volta "sontuoso", contestualmente "pungendo" con una certa continuità negli ultimi trenta metri. Dopo essersi fatto annullare un gol di Casasola per offside, i rossazzurri al 34' vanno in vantaggio con una splendida azione in percussione: D'Ausilio innesca Donnarumma sul fondo, cross basso al centro e ottima volée di Jiménez che fa esplodere i 17.000 del "Massimino". Una rete meritata. A inizio ripresa, il tecnico silano sostituisce Garritano con l'ex siracusano Ba per fornire maggior forza propulsiva alla propria mediana, ma è il Catania a mantenere saldo il controllo della partita, tanto che al 52' il bravo Rolfini, con una botta a colpo sicuro da favorevolissima posizione, non trova il primo gol in campionato per una fortuita deviazione di un difensore rossoblù. Vicino al gol ancora Casasola al 60', imbeccato dallo scatenato Jiménez, autentico dominatore della gara.

Le successive sostituzioni di Toscano, che mette dentro prima Lunetta e Caturano e poi il ritrovato Ierardi insieme al debuttante Di Noia, accrescono le soluzioni offensive del Catania. Di contro, le mosse di Buscè, che in panca dispone di poca qualità (a parte il promettente Achour, impiegato al 73'), non sortiscono effetto, se non l'unico tiro in qualche modo pericoloso di tutto il match, scagliato al 68' su punizione da posizione defilata sulla sinistra dall'ex Emmausso, peraltro autore di una prestazione assolutamente deludente. Il raddoppio trovato da Lunetta al 77', una vera e propria "bomba" mancina su assist dell'onnipresente Casasola, ottava "perla" stagionale del capocannoniere etneo, sancisce una vittoria inequivocabile che nemmeno il clamoroso errore sotto porta di Caturano al 79', su generosa concessione di Casasola (che salterà il prossimo impegno di Sorrento in quanto squalificato), può in qualche modo sminuire. Cose che capitano... La già accennata uscita dal campo di Jiménez in favore di Bruzzaniti, con annessa "standing ovation", avvenuta a una decina di minuti dal termine, pone il sigillo a una prestazione complessivamente maiuscola che conferma la forza di un gruppo di grande qualità costruito sapientemente dalla società e gestito da un tecnico di sicuro affidamento per la categoria.

Adesso, imperativo categorico sarà non mollare un centimetro e rimanere concentrati in ogni situazione, a cominciare da una gara "trappola" come potrebbe rivelarsi quella prossima di Sorrento, al cospetto dell'unica squadra in grado fin qui di non perdere al "Massimino", un undici battagliero che necessita di punti dopo aver ceduto le armi, sempre a Potenza (ancora per questa stagione la "casa" dei campani), alla Salernitana di mister Raffaele. Testa "fredda" e piede "caldo"!

Let's go, Liotru, let's go!!!

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