Il ballo delle incertezze

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Focus sui vari aspetti da cui dipende il futuro del Catania: esercizio provvisorio, asta, nuova proprietà e mercato.

Il rischio che il campionato del Catania si concludesse anticipatamente è (al momento) scongiurato, a seguito del provvedimento del Tribunale di Catania del 5 gennaio. Provvedimento di cui è circolato sui social, in questi giorni, il dispositivo, che riportiamo di seguito:

"Visti gli artt. 104, 104 ter, comma 7°, e 105 e ss. L.F.
Proroga, in via funzionale al mantenimento dell’asset e alla successiva attività di liquidazione dello stesso, sino al 28/2/2022, alle condizioni tutte meglio specificate in parte motiva, l’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistica della Calcio Catania s.p.a., con la prescrizione del rispetto della disciplina di settore anche in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e di adempimento degli obblighi fiscali e contributivi, salve ulteriori proroghe e modifiche.
Prescrive, in particolare, ai curatori:
1) di depositare ogni 10 giorni relazione sull’andamento della predetta attività con dettagliata rendicontazione;
2) di segnalare, in ogni caso e senza dilazione, ai sensi del comma 5°, secondo periodo, dell’art. 104 L.F., al comitato dei creditori (ove costituito) e al Giudice delegato, che se del caso riferirà al Collegio, tutte quelle circostanze che dovessero modificare le condizioni come sopra segnalate in parte motiva, soprattutto avuto riguardo al margine di sostenibilità finanziaria che impone la necessità di uno stringente e costante monitoraggio dei flussi da parte degli organi della procedura;
3) di dedicare un rapporto di conto corrente presso un istituto di credito di sicura affidabilità funzionale ai flussi attinenti al superiore esercizio provvisorio, dovendo gli stessi, contestualmente al conseguimento dell’autorizzazione ex art. 104 ter, comma 7, L. F., specificare il dettaglio degli oneri di gestione ordinaria e indicare i rapporti oggetto di prosecuzione, quelli sospesi e quelli dai quali intendano sciogliersi”.


Purtroppo non siamo in possesso del provvedimento integrale, comprendente la motivazione, essenziale per sciogliere diversi dubbi e per meglio comprendere le prossime tappe, comunque intuibili. Uno dei principali dubbi è relativo alla stessa proroga dell’esercizio provvisorio, che sulla base della sentenza di fallimento il Tribunale avrebbe dovuto concedere nel caso in cui gli organi della procedura avessero riscosso il credito di 600.000 euro vantato dal Catania nei confronti di Sigi (ciò era posto come “condizione imprescindibile"). Al riguardo malauguratamente non vi è stata alcuna comunicazione ufficiale e, secondo le indiscrezioni raccolte dagli organi di stampa, la Sigi avrebbe raccolto e messo a disposizione dei curatori una somma pari a circa la metà di quella richiesta. Per tale ragione, prima che intervenisse la proroga del Tribunale, nel tourbillon di ipotesi formulate dagli addetti ai lavori, circolava anche quella relativa ad una proroga ridotta ad un mese.

Proroga “traballante”
Nell’attesa e speranza di poter consultare la parte motiva della sentenza (nella quale, con ogni probabilità, si dovrebbe ricavare il dato certo della somma versata da Sigi e degli eventuali ed ulteriori impegni assunti), ci sentiamo di poter dire che il Tribunale ha dato priorità all’esigenza di assicurare il mantenimento del ramo d’azienda sportiva in vista della sua cessione, assicurandolo, però, in modo “condizionato”, visto l’obbligo di rendicontazione costante posto a carico dei curatori. Al riguardo giova sottolineare che, laddove questi ultimi dovessero rilevare circostanze che impediscano la regolare prosecuzione dell’esercizio provvisorio, hanno l’obbligo di segnalarlo immediatamente al Giudice delegato, il quale a sua volta riferirebbe al Collegio che, a quel punto, potrebbe revocare la proroga (anche prima del 28 febbraio) e porre la parola fine al mantenimento dell’asset e alla possibilità di salvare il titolo sportivo del Catania, con conseguente stop anticipato del campionato dei ragazzi di Baldini. Pertanto è opportuno monitorare l’evolversi della situazione, che è suscettibile di continue variazioni.

Asta in tempi brevi? Si può fare
L’aspetto più importante è chiaramente legato all’indizione della procedura competitiva per la cessione del ramo d’azienda (e del titolo sportivo) ed in particolare ai relativi tempi. Di sicuro c’è che dovrà avvenire entro il 28 febbraio, attesa la condizione di incertezza che permea la proroga dell’esercizio provvisorio (è molto difficile, ad oggi, ritenere che possa essere ulteriormente prorogato). L’ideale sarebbe che lo svolgimento della procedura avvenisse entro fine gennaio, anche per consentire all’eventuale nuova proprietà di avere un minimo di tempo per intervenire sul mercato (aspetto, questo, non di poco conto, come esaminiamo più avanti). Ma ci sono i tempi tecnici? In linea di massima, la risposta è sì. La legge prescrive ai curatori di adottare forme di pubblicità adeguate per assicurare massima informazione e partecipazione degli interessati. E tale prescrizione può essere rispettata anche fissando una data relativamente vicina. Non mancano esempi calzanti: nel caso dell’Ascoli (2013/14) il bando d’asta venne pubblicato il 13 gennaio, con procedura fissata per il 6 febbraio. Ancor più illuminante il precedente che il Catania si ritrova in casa. La procedura competitiva del 23 luglio 2020 venne indetta con un bando pubblicato il 2 luglio. Bando che rischiò di essere compromesso dalla dichiarazione di fallimento di Finaria, avvenuta il 16 luglio, poiché era stata quest’ultima, nella qualità di debitore insolvente, a presentare l’istanza per l’avvio della procedura. La “palla” a quel punto passò ai curatori fallimentari di Finaria che immediatamente reiterarono l’istanza e il Tribunale di Catania, già l’indomani, rettificò il bando consentendo il regolare svolgimento della procedura competitiva a meno di una settimana di distanza dall’udienza fissata. Certo, in quel caso fu una sorta di “miracolo” procedimentale dettato dai tempi stringenti per il passaggio di proprietà e la successiva iscrizione al campionato. Ma anche adesso di tempo per salvare capre e cavoli ce n’è poco. Tocca ai curatori presentare quanto prima l’istanza (ovviamente, dopo aver accertato la sussistenza di tutti i presupposti) e a quel punto è ragionevole prevedere che il Tribunale fisserà un’udienza abbastanza ravvicinata.

Ma chi rileva il titolo sportivo?
Ogni approfondimento, come potete notare, pone spontaneamente nuovi ed ulteriori interrogativi: ammesso che la procedura competitiva si tenga, ci sono imprenditori interessati? Altrimenti tutto quel che sta accadendo in questi giorni verrà derubricato a mero ed inutile, seppur doveroso, tentativo. Anche qui non possiamo che basarci su indiscrezioni, secondo le quali più di un soggetto è alla finestra. E la cosa non ci sorprende, perché se il Catania attirava imprenditori come Tacopina nonostante l’ingente massa debitoria (e ricordiamo che l’americano avrebbe accettato di accollarsi un debito di 15 milioni), figuriamoci adesso che residuano “soltanto” i debiti sportivi (circa 3 milioni). Ma le dolorose esperienze del passato devono pur insegnarci qualcosa ed occorrerà accertare, oltre all’identità dei gruppi interessi, anche le relative e reali potenzialità economiche. Molto dipenderà dai requisiti del bando che dovranno ad ogni modo essere aderenti a quelli previsti dall’art. 52, comma 3 delle NOIF della Figc. Che però, come nel caso dell’acquisizione del Catania da parte della Sigi, possono garantire per l’immediato, ma non per il futuro. Meglio chiarirlo subito a scanso di equivoci: senza un piano industriale che attesti pubblicamente una solvibilità a lungo termine, occorrerà accendere cerini e ricorrere a verifiche periodiche.

Una squadra da ricostruire, con la salvezza come obiettivo
In tutto questo ambaradan non si può e non si deve dimenticare la situazione di precarietà che stanno vivendo squadra ed area sportiva del club. Non è da escludere che nell’ottica di assicurare l’esercizio provvisorio i curatori, di concerto coi dirigenti sportivi, possano dettare una “spending review” con la cessione o la rescissione contrattuale di alcuni giocatori. Ceccarelli si è da tempo messo al di fuori del progetto e sarà uno dei primi a partire, ma potrebbero esserci tanti altri che, di fronte all’incertezza in merito alla salvaguardia del titolo sportivo, potrebbero essere indotti ad accasarsi altrove, ove abbiano delle richieste. E di certo giocatori appetibili nel roster rossazzurro non ne mancano. Proprio per questo motivo sottolineavamo in precedenza l’opportunità che la nuova proprietà si possa insediare prima che si chiuda gennaio e, con esso, il mercato di riparazione. L’organico etneo, al completo, ha sin qui garantito sul campo 26 punti, che varrebbero l’11° posto, a -3 dalla zona playoff e + 5 su quella playout. Se le prestazioni della squadra di Baldini lasciavano intravedere ottime possibilità di salire sul treno degli spareggi-promozione, adesso è opportuno rimarcare che i discorsi cambiano. La penalità già arrivata e quella che deve ancora arrivare (da 2 a 4 ulteriori punti) avvicinano sensibilmente il Catania alla zona playout, con l’aggravante del probabile indebolimento dell’organico, che consegnerebbe ai nuovi proprietari l’obiettivo salvezza, da inseguire mediante immediati rinforzi. Poi, nel calcio, tutto è possibile. Se si insedia una proprietà solida e competente, con pochi ma importanti ritocchi questa squadra potrebbe tranquillamente raggiungere i playoff anche con la mannaia della penalizzazione. Ma la mazzata, freschissima, del fallimento, ci impone di mettere da parte i “se” e ragionare passo dopo passo. D’altronde, i passi da compiere per arrivare a destinazione sono ancora parecchi…