Il Catania non s...Foggia il suo abito migliore...
Max Licari sul pari di Foggia. Risultato giusto, Catania in tono minore. Serve più qualità a centrocampo.
Catania in tono minore, giusto il pari
I ritorni dalle vacanze natalizie e dai botti di fine anno, storicamente, risultano alquanto indigesti ai rossazzurri e la prima gara del girone di ritorno e del 2026 non costituisce l'auspicata eccezione. Un Catania in tono minore, fra l'altro privo di alcuni elementi portanti come Allegretto (lievemente acciaccato), Lunetta (squalificato) e Caturano (influenzato), si fa imporre il pareggio da un Foggia battagliero e volitivo, senza mostrare mai la forza "mentale" di voler o poter vincere. Troppe le prove sotto standard dei giocatori in maglia rossazzurra per poter accampare rimpianti o scusanti.
L'arbitraggio del signor Angellilo di Nola, pur con la sbavatura dell'incomprensibile ammonizione di Quaini dopo 9', non ha assolutamente inciso sul risultato finale, meritato da parte dei "satanelli", di certo inferiori al sodalizio etneo sotto il profilo tecnico, ma tutta un'altra squadra rispetto alla raccogliticcia banda di figuranti presentatasi al "Massimino" in occasione della gara d'esordio in questo torneo.
Ed è proprio perché in questa stagione il Catania dispone di un organico importante, come evidenziato dal primo posto temporaneo in classifica, alla fine non si è tornati dal desolato "Zaccheria" con una pesante sconfitta sul groppone. Questo è l'unico elemento positivo da trarre dal "lunch match" pugliese, giacché in altri tempi e in altre situazioni questa partita la si sarebbe certamente persa. Pertanto, accogliamo a denti stretti questo punto, nella consapevolezza assoluta che, se Di Tacchio e compagni vorranno vincere questo difficilissimo (basti guardare al disastro della Salernitana a Siracusa) e combattutissimo campionato, in trasferta si dovrà fare di più, molto di più. Questo trend non basta per distanziare una squadra come il Benevento che, al momento, "corre" anche fuori dalle mura amiche.
In trasferta manca ancora quel pizzico di sfrontatezza in più...
L'andamento della partita, ovviamente adducendo un ragionamento "a posteriori" sempre alquanto facile da dipanare, dimostra come il Catania, con tutta probabilità, avrebbe dovuto giocare dall'inizio con la verve e, soprattutto, con l'assetto tattico adottato dopo aver subito il gran gol del vantaggio da parte di Bevilacqua nella ripresa. La disposizione a due punte con Jimenez a supporto, come anche nell'ultima parte dell'ultimo match interno del 2025 al cospetto dell'Atalanta U23, si dimostra talora più " ficcante" e coraggiosa, consentendo al Catania una pericolosità più evidente. Considerata anche la non elevatissima cifra tecnica dell'avversario, forse sarebbe stato il caso di proporla dall'inizio, come ipotizzato alla vigilia e non riscontrato poi nelle scelte iniziali di mister Toscano? Fatto sta che il classico 3-4-2-1, impostato sulla coppia di trequartisti Jimenez-D'Ausilio a supporto di Forte, non riesce a far breccia con continuità nella munita retroguardia rossonera, ben aiutata dai centrocampisti (bravissimi Garofalo e Oliva), fornendo la consueta impressione "esterna" di scarsa convinzione nel voler "far esplodere" in campo tutto il potenziale realmente disponibile contro avversari nettamente alla portata. E, alla lunga, determinati "passi falsi", certe mancate vittorie potrebbero risultare esiziali ai fini della vittoria del campionato.
Certo, se nell'ambito di un primo tempo piuttosto bloccato, complice il gran correre di Castorri e D'Amico a tamponare Donnarumma e Casasola sulle fasce, unito alla capacità di tenere la posizione dei già citati mediani di casa, Jimenez avesse tramutato in rete l'assist prezioso fornitogli a centro area da D'Ausilio, forse la partita si sarebbe sviluppata in modo diverso, ma con i "se" e i "ma" non si fa la storia. La realtà è che, soprattutto in trasferta, il Catania contro queste squadre a blocco basso, chiuse e aggressive, indipendentemente dal valore tecnico di ciascuna di esse, fa fatica a proporre gioco, in specie con i mediani, bravissimi a tamponare ma meno bravi a costruire.
E se l'allenatore avversario, come nel caso del bravo Barilari, riesce a trovare il modo di bloccare le corsie laterali dove si sovrappongono gli esterni di centrocampo e i trequartisti, cioè gli uomini più tecnici della squadra etnea, allora si trovano chiaramente parecchie difficoltà a creare azioni fluide e pericolose. Proprio a tal proposito, sarebbe necessario al più presto trovare un centrocampista con caratteristiche differenti rispetto a quelle di Quaini, Di Tacchio o Corbari, un uomo magari più "di fioretto e ragione" che "di randello e istinto", un giocatore in grado di "cantare e portare la croce", capace di verticalizzare o inserirsi in situazioni "bloccate" come quelle di Casarano, di Potenza o di Foggia.
L'allenatore calabrese, infatti, a inizio ripresa, a sostituire l'ammonito Quaini (ma con un "giallo" a carico vi era anche Di Tacchio...) è costretto a inserire Corbari, nell'intento di non sbilanciare la squadra con l'eventuale precoce utilizzo di Rolfini (in questo caso, si materializzerebbe il conseguente arretramento di Jimenez in mediana). In questo modo, il Catania rimane praticamente invariato a livello di caratteristiche, facendo ugualmente fatica a creare gioco in mezzo.
Da segnalare solamente, sullo 0-0, l'incredibile zuccata fallita da Di Gennaro, a un metro dalla porta di Perucchini; un'occasione monumentale che, a giochi fatti, avrebbe potuto dare al Catania la vittoria finale (considerata la rete del pareggio siglata successivamente), ma che nulla toglie ai meriti dei padroni di casa, "sul pezzo" fino al 97' e oltre. Difatti, immediatamente dopo aver preso il gol di Bevilacqua (57'), peraltro splendido ancorché estemporaneo, Toscano decide di virare sulle due punte, inserendo Rolfini al posto di D'Ausilio e aumentando sensibilmente la forza d'urto. Tanto che giunge al 66' il pareggio, propiziato proprio dallo stesso ex vicentino (autorete dell'ex rosanero Buttaro) e una ultima parte di match comunque giocata in proiezione offensiva (negli ultimi minuti, dentro dopo tanto tempo anche Stoppa), seppur sterile in fattodi conclusioni realmente pericolose.
A Pastore, dunque, la palla. Un Pastore che, comunque, ha già messo a segno un colpo importantissimo, quel Bruzzaniti che allo "Zaccheria" non si è voluto rischiare, non avendo effettuato nessun allenamento con i nuovi compagni. Attendendo il match dei sanniti di Floro Flores contro il Crotone di Longo, il Catania dovrà fare tesoro di questa difficile trasferta di Foggia e proiettarsi con la testa giusta verso l'importante match interno di domenica prossima al cospetto della Cavese, una gara da non sbagliare.
Let's go, Liotru, let's go!!!
