Djordjevic a CC.COM: ''Il goal alla Virtus emozionante. Andai via per colpa di LM''

Stefan Djordjevic esulta dopo il gol segnato alla Virtus Francavilla nel 2017

Stefan Djordjevic esulta dopo il gol segnato alla Virtus Francavilla nel 2017 

Lunga intervista al calciatore serbo ex terzino sinistro del Catania

In vista della trasferta del Catania a Francavilla Fontana per la gara contro la Virtus, la nostra redazione ha intervistato l'ex rossazzurro Stefan Djordjevic, calciatore serbo ed autore di uno dei tre goal con cui il Catania sconfisse la Virtus Francavilla a domicilio nel match del 17 settembre 2017. Ecco le risposte dell'ex rossazzurro alle nostre domande:

Stefan, dal 2016 al 2018 hai vestito la maglia rossazzurra. 40 presenze in campionato ed una sola rete segnata proprio contro la Virtus Francavilla, prossima avversaria del Catania. Ci racconti l’emozione provata dopo quel goal?
«Fu un goal semplice perché Russotto mi fece un grande assist dalla destra ed io dovetti solo spingere il pallone in rete ma fu una grande gioia per me perché, finalmente, riuscì a segnare il primo goal con la maglia rossazzurra».

La tua seconda stagione in rossazzurra, vissuta sotto la guida tecnica di mister Lucarelli, fu un’annata importante. Si ottennero 10 vittorie in trasferta (tra le quali quella contro la Virtus Francavilla) e fino all’ultimo si sfiorò la promozione in Serie B. Che ricordi hai di quel gruppo?
«Mister Lucarelli è stato importante per me perché è un grande allenatore così come il preparatore atletico Bartali, ottimo professionista. Ma tutto il gruppo di ragazzi era eccezionale, a cominciare dal capitano Biagianti, un grande calciatore ma soprattutto un grande uomo. Perdere quella semifinale ai rigori contro il Siena fu un duro colpo perché Catania non merita di stare in Serie C ma, purtroppo, questo è un campionato troppo difficile e complicato».

Stefan Djordjevic in azione con la maglia rossazzurra 



Di quel gruppo faceva parte anche Andrea Russotto, calciatore che è tornato in rossazzurro dopo qualche anno. Cosa ci dici del numero 7 rossazzurro?
«È un giocatore con così tanto talento che gli dicevo sempre che lui doveva giocare con grandi squadre come Juventus o Milan. In quell’anno fece grandi cose in attacco e sono contento che sia ritornato a Catania per dare un aiuto ai rossazzurri».

Cosa porti dentro di te dell’esperienza catanese? E come mai sei andato via? Problemi con Lo Monaco?
«Catania è una città bellissima e io ogni anno torno in vacanza qualche giorno perché amo la gente catanese. I due anni in rossazzurro sono stati per me un periodo eccezionale e accettai di giocare nella terza serie italiana solo perché la proposta venne da una piazza come Catania. Il primo anno con mister Rigoli giocai tutto il campionato fino alla partita dei playoff contro la Juve Stabia. Poi in estate mi arrivò un’offerta dal Parma ma il DS Argurio mi convinse a restare perché l’arrivo di Lucarelli mi avrebbe permesso di crescere ancora. A gennaio, però, il direttore Lo Monaco voleva cedermi all’Alessandria ma io mi opposi perché volevo restare al Catania. Amavo questa maglia e non volevo andare via ma lui decise di mettermi fuori rosa. Fu un duro colpo per me anche perché Lo Monaco cominciò a non pagarmi più (affitto della casa, stipendio, premi) e fu un periodo molto triste per me. Penso che l’attuale situazione debitoria della società etnea sia figlia di quella gestione in cui tanti non vennero pagati ...»

Cosa auguri al Catania per il suo futuro?
«Ripeto Catania merita di stare in Serie A. Io seguo sempre i risultati della squadra perché sono rimasto legatissimo a questi colori e mi auguro che al più presto i tifosi possano tornare ad esultare e con loro anche io che resterò sempre un tifoso del Catania».