Cosi di Catania (Calcio): Caro Pippo, sono il nipote di 'Quello'...
Nuovo appuntamento con la seguitissima rubrica del nostro Alessandro Russo
Buongiorno, buongiorno: rieccoci.
Buongiorno e benvenuti: shalom.
Di solito qui dentro si parla d’una sfera di cuoio dalla tonalità della lava dell’Etna e del nostro mare che ogni sette giorni, da un centinaio d’anni a questa parte, vien presa regolarmente a calci.
Questa volta però, dentro la rubrica online “Cosi di Catania (calcio)”, si omaggia un illustre catanese scomparso nella città di Roma il giorno dopo la festività del Ferragosto del duemilaventicinque. Era nato questi ottantanove anni prima nella Val di Catania, in un’area che è stata riconosciuta dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.
Sto parlando di colui il quale per quasi sessant’anni ha stanato una miriade di talenti musicali e artistici in giro per l’intero ex-Belpaese e li ha accompagnati uno per uno sotto le telecamere di mamma Rai e della Fininvest. Parlo dell’uomo che, architettando la cultura dello spettacolo nell’intrattenimento televisivo, ha di fatto inventato la tivù; insomma, per farla breve, d’uno dei più luminosi figli di questa città chiamata Catania.
Per i motivi sopra elencati, alle nove di sera di domenica diciassette agosto scorso, allo “Scida” di Crotone, la società con l’effigie dell’elefante ne onorò la memoria nella prima gara ufficiale della stagione facendo giocare la squadra di pallone rossazzurra col lutto sul braccio destro. A proposito di questo magnifico simbolo perpetuo di Catania, perché non fare ora, tutti insieme, un piccolo salto all’incontrario nel tempo alla ricerca di stuzzicanti aneddoti rossazzurri?
Era nel giugno duemilasei al "Massimino" il superPippo nazionale in carne e ossa insieme a Franco Battiato, a BriganTony e a Ciccio Famoso, allorquando, dopo ventidue stagioni di sofferto e prolungato allontanamento del club con matricola numero undicimilaesettecento dalla serie A, quindicimila concittadini matti di gioia festeggiavano il ritorno nell’Olimpo del football italico: olè, olè, olè.

Giugno 2006: Pippo Baudo insieme a Salvo La Rosa allo stadio "Massimino"
Era pure Pippo in prima fila, nel mese di maggio dell’anno del Signore duemila, con Luciano Moggi e qualche altro a sponsorizzare un gruppetto di imprenditori catanesi che dicevano di voler comperare il Catania, ma purtroppo eran tutti loro solo in cerca di pubblicità e così la società finì poi nelle mani dei Gaucci. E c’era pure domenica tredici settembre millenovecentonovantadue ancora una volta in piazza Spedini, al "Cibali", a incamerare una pioggia di applausi durante un pomposo e storico giro di campo insieme al presidente Massimino prima della partita persa poi per due a uno contro la Casertana.
«L’entrata è stata trionfale. -scrisse Umberto Teghini su “La Sicilia”- l’uscita a testa china ma con tanta rabbia dentro. Ieri il Cibali ha riabbracciato un ospite illustre: Pippo Baudo. Ma più che di ospite potremmo parlare di un tifoso. Baudo infatti non ha mai fatto mistero della sua grande passione per il calcio e per la causa rossazzurra.»
Dopo gli scellerati disastri perpetrati da Angelo Attaguile e la sua scalcagnata combriccola dirigenziale, super-Pippo dava il bentornato ad Angelo Massimino. Era, il vecchio presidente, lo stesso identico Angelo Massimino deriso e contestato da mattina a sera in città da ognuno dei compatrioti; era lo stesso identico Angelo Massimino che giorno trenta ottobre dell’ottantasette tutte cose aveva mollato nelle mani d’una infiorettata e osannata comitiva d’imprenditori nostrani.
«Sono molto contento che Massimino sia andato via. – dichiarò quel giorno Pippo Baudo a “La Sicilia” - Mi dicono che la nuova dirigenza sia composta da persone per bene che potrebbero portare il Catania al livello che la città e la gente dabbene merita.»
Il pomeriggio del venticinque giugno ottantatré a Roma s’accomodava Baudo in tribuna vip all’Olimpico con la sciarpa rossa e azzurra attorcigliata al collo per seguire l’epico spareggio contro la Cremonese. Al triplice fischio, poi, riuscì a forzare le porte dello spogliatoio e da lui arrivarono i primi complimenti a Di Marzio e a tutti i giocatori d’un Catania neopromosso in A.

«Questo – asserì - è il riscatto di una terra, di una città.»
«Il ‘sabato in’ di Pippo Baudo – così “La Gazzetta dello Sport”- è tutto rossazzurro. I suoi rapporti col Catania, durante l’anno, si svolgono per cenni. Durante la trasmissione della domenica, il più popolare Pippo d’Italia si informava continuamente sull’andamento della sua squadra.»
Adesso, prima di spostare verso il basso il telone con su scritto "Fine della sessantaquattresima puntata di Cosi di Catania (calcio)” proseguiamo il viaggio a ritroso nel tempo. Cercheremo di comprendere, una volta per tutte, come mai Baudo e Massimino, per molti anni della loro vita terrena, perdevano tempo a punzecchiarsi vicendevolmente. Diamo pertanto una scorsa al succulento articoletto di Franco Zuccalà dentro un ingiallito “Guerin Sportivo” del novembre del millenovencentottanta. S’intitola "Il presidentissimo" e lo si trova qui a corredo della nuova imbroccata di “Cosi di Catania (calcio)”.

I fatti.
Nell’autunno dell’ottanta, durante le interviste del dopopartita domenicale, Angelo Massimino non proferiva mai la parola “Baudo” ma etichettava Pippo col termine “u lattaru”. Il giorno dopo ad “Antenna Sicilia” Pippo Baudo non pronunciava mai il vocabolo “Massimino” e al presidente del Catania lo chiamava invece “Quello”.
Infine poi, una sera d’autunno di quarantacinque anni orsono, accadde un fatto stupefacente.
Seduto in salotto davanti alla televisione, uno dei nipotini di Angelo Massimino immensamente s’indispettì con il signor Pippo Baudo che gli ingiuriava ripetutamente il nonno.
Dunque il ragazzino, senza chieder permesso ai genitori, compì un gesto che potrebbe pure rientrare tra i famigerati “Cosi di Catania.”
Orbene, il giovanotto alzò la cornetta del telefono di casa, digitò rapidamente le sei cifre corrispondenti al centralino di Antenna Sicilia e in diretta televisiva si presentò così a Baudo: «Ciao Pippo, sono il nipote di ‘Quello’…»
Sipario.
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Il ritratto di Pippo Baudo firmato Santo Di Grazia,
pubblicato in "Siciliani Illustri"
17 Agosto 2025 Stadio “Ezio Scida” – Crotone
Coppa Italia serie C - Primo turno
FOOTBALL CLUB CROTONE 1
CATANIA FOOTBALL CLUB 0
Crotone: Merelli, Cocetta, Cargnelutti, Di Pasquale, Groppelli (81′ Guerra); Gallo (81′ Schirò), Vinicius; Zunno (81′ Sandri), Murano (58′ Piovanello), Maggio (70′ Stronati), Gomez.
Catania: Dini, Ierardi, Di Gennaro, Celli; Casasola (81′ Raimo), Corbari (45′ Aloi), Quaini (61′ Martic), Donnarumma, Jimenez (45′ Lunetta), Cicerell,; Forte (69′ D’Andrea).
Arbitro: Stefano Striamo da Salerno
Gol: 8′ Murano
