Conferenza stampa pre-match di Toscano

Nella sala stampa si respira un’idea chiara: non basta essere primi, bisogna restarci

Alla vigilia della trasferta del “Capozza”, la settimana del Catania scorre dentro un equilibrio nuovo: quello di una squadra che guarda la classifica dall’alto, senza smarrire la misura conquistata passo dopo passo. La conferenza di oggi al “Massimino” arriva così, in uno snodo che somiglia più a una verifica di maturità che a un semplice appuntamento mediatico.

La settimana è stata scandita da una sensazione nuova. Non entusiasmo leggero, non euforia: piuttosto una compattezza tra club, squadra e città che Toscano sottolinea senza cercare effetti speciali.
“Mi piace come siamo tutti uniti, parlo del club, dell’ambiente. Ho visto le immagini dello store, i ragazzi felici dell’affetto ricevuto. Questo ci ha portato a occupare quella posizione.”
Il riferimento non è alla classifica in sé, ma al percorso che l’ha generata. “Arrivare in vetta ci puoi arrivare, ma il nostro modo di affrontare le partite non cambia, neanche se giochiamo quasi sempre in anticipo rispetto agli altri.”

Il Catania ci arriva senza Ierardi, ancora squalificato, e senza Aloi e Martic. L’architettura tattica dovrà adattarsi, ma il tema non è l’emergenza. Il tema è il miglioramento. Toscano lo mette sul tavolo con naturalezza: “Ai giocatori ho chiesto cosa potevamo migliorare: tutti mi hanno detto la circolazione di palla. Su questo stiamo lavorando.”
Un punto tecnico che riecheggia nelle ultime partite, dove il Catania ha trovato solidità, ma non ha ancora espresso tutto ciò che può nella gestione del ritmo. Il mister sposta il focus sulla crescita mentale, ancora prima che calcistica: “Abbiamo grandi margini di miglioramento, mentali soprattutto. A me il compito di farli crescere come giocatori e come uomini.”

Il Casarano arriva da quattro sconfitte consecutive e tredici gol subiti, peggior difesa del campionato. Ma Toscano si rifiuta di leggere la partita attraverso il filtro più comodo.
“In settimana non abbiamo parlato delle loro sconfitte. Li abbiamo analizzati come tutti gli altri: nelle loro peculiarità e nelle loro lacune. Nonostante le sconfitte, hanno sempre creato molte occasioni. Non prepariamo la gara guardando alle loro quattro sconfitte, ma alle loro caratteristiche.”
La chiave, dunque, non è “approfittare della crisi altrui”, ma non farsi ingannare da una classifica che fotografa solo una parte del quadro. “Si appoggiano molto su Chiricò, ma non solo su di lui.”

La lettura è lineare: il Catania dovrà governare la partita, non subirne le onde emotive. Stabilire il ritmo attraverso la palla, evitare corse disordinate, gestire gli spazi con lucidità. Una gara che richiederà più maturità che brillantezza.

Toscano parla anche di Dini, protagonista nelle ultime uscite: “Le sue prestazioni sono figlie anche dell’aiuto di Bethers, che si allena come se fosse sempre titolare. Si allena con una continuità incredibile.” È un dettaglio che racconta la cultura interna del gruppo: la competitività come motore, non come frizione.

Sullo sfondo, la questione Ierardi: “La società sta guardando gli atti per fare ricorso contro le quattro giornate. Non sono al corrente della decisione finale.” Senza vittimismo, senza polemica. Il discorso torna subito sulla squadra, su ciò che può essere controllato.

La parte più intensa della conferenza arriva quando gli chiedono quali siano le sue paure. La risposta è quasi un manifesto:
“Temo solo il Catania, non le altre squadre. Dobbiamo creare il feeling giusto, l’unione tra club e giocatori. Il campionato è lungo, ma se costruisci queste basi riesci ad affrontare ogni partita dandole il giusto peso.”
È una frase che misura il momento: nessun avversario più grande del rischio di uscire dal proprio sentiero. L’identità prima di tutto.

Verso Casarano, dunque, il Catania non cerca conferme: cerca continuità. La vetta non è un traguardo, è un equilibrio da difendere con sobrietà, con ordine, senza mai perdere di vista i principi che hanno guidato la scalata.

Domani non sarà un esame di forza, ma un esercizio di misura.

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