Catania, ripartire in 40 giorni: ecco come...

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Il precedente dell'Ascoli (stagione 2013/14) insegna che ripartire dalle proprie ceneri è possibile.

Il 22 Dicembre 2021 il Calcio Catania S.P.A è stato dichiarato fallito dalla sezione fallimentare del Tribunale di Catania e all'interno della sentenza si è posta una condizione necessaria ed indispensabile per poter proseguire l'esercizio provvisorio e consentire alla società di mantenere il titolo sportivo e proseguire l'attività agonistica, ergo la conclusione del campionato in corso. In attesa che la SIGI provveda ad ottemperare alle richieste del Tribunale (è stata concessa una proroga di 48 ore) un precedente storico ci fa capire quale potrebbe essere lo scenario per consentire al Catania di ripartire immediatamente con un nuova proprietà che possa davvero rilanciare il calcio a Catania.

Il 17 Dicembre 2013 l'Ascoli Calcio fu dichiarato fallito dal Tribunale per bancarotta e la società venne affidata ad una curatela fallimentare.
Il 13 Gennaio 2014 venne firmato il bando d'asta con i dettagli sul procedimento per l'acquisto della società, fissando per il 6 Febbraio il termine del pagamento della somma per rilevare il sodalizio marchigiano.
Nel tardo pomeriggio del 6 Febbraio venne aperta l'unica busta pervenuta, contenente l'offerta d'acquisto dell'imprenditore italo-canadese Francesco Bellini che sancì la nascita dell'Ascoli Picchio F.C 1898.
Successivamente la F.I.G.C trasferì il titolo sportivo del fallito Ascoli Calcio 1898 al nuovo soggetto societario.

Ecco come, quindi, nel giro di quasi 40 giorni nel capoluogo marchigiano si passò dal fallimento della vecchia società alla nascita di un nuovo club che ripartì con un piano triennale che consentì alla formazione ascolana di tornare in Serie B dopo solo 2 anni.

Insomma, il Catania può e deve ripartire dalle proprie ceneri!