Catania-Latina: 1-0: il Latina picchia, l’arbitro sbaglia

Catania in vantaggio nel primo tempo

Ci sono giornate in cui il Massimino diventa più di uno stadio. Una camera di risonanza emotiva, un luogo dove la partita non la fanno solo i ventidue in campo ma anche i sedicimila che la respirano. Catania-Latina, quindicesima di campionato, nasce così: spalti pieni (16.286 presenze), clima elettrico, promesse di calcio.


Dura poco, però, il piano costruito da Toscano. Al terzo minuto Cicerelli parte in conduzione, palla protetta sul lato forte, quando Porro gli piomba addosso con un intervento fuori tempo e fuori misura. Per metà Serie C è rosso diretto; per Zago di Conegliano è appena un giallo. Cicerelli resta a terra, poi deve lasciare il campo. Dentro Jimenez, e la gara cambia volto.

Il giovane spagnolo impiega sei minuti per lasciare il segno: contrasta, ruba il tempo, scippa un pallone sanguinoso e innesca Forte con un passaggio verticale che sembra tracciato col compasso. L’attaccante apre il piattone e firma un rasoterra perfetto: 1-0, Massimino in apnea.

Il Latina non trova linee di gioco e si aggrappa all’agonismo. Al 20’ il Catania sfiora il raddoppio: angolo di Jimenez, Casasola impatta forte, Mastrantonio è battuto ma Calabrese salva sulla linea con un colpo d’anca che vale un gol. Poi, al 27’, la partita esce dal seminato. De Ciancio colpisce Lunetta con una gomitata a palla lontana. L’arbitro vede, gesticola, ammonisce… nessuno. Ancora richiamo verbale. Il Massimino insorge, Toscano si contorce: la sensazione è che la gara sia stata consegnata all’improvvisazione.

Il primo tempo scivola via così: un Catania superiore nella lettura degli spazi, un Latina che prova a interrompere con i falli ogni tentativo di verticalità. E un arbitro che sembra non avere la fermezza per reggere il ritmo emotivo del pomeriggio.

La ripresa si apre con l’episodio che segna la partita. Minuto 48: contatto in area, braccia addosso, deviazione che altera la corsa di un rossazzurro pronto al tap-in. Toscano chiede il check, il direttore di gara va a rivedere. Il Massimino trattiene il fiato. Ma Zago conferma la scelta iniziale: niente rigore. È qui che la partita si spacca.

Il Latina, rinfrancato, alza il baricentro. Ekuban gioca di sponda, Parigi attacca la profondità, e il Catania arretra qualche metro. Toscano interviene: fuori Lunetta e Forte, dentro D’Ausilio e Caturano. Serve esperienza, serve ordine

I rossazzurri riprendono campo e costruiscono l’occasione più pulita del secondo tempo: minuto 70, angolo dalla sinistra. Di Gennaro prende il tempo a tutti, stacca forte e indirizza basso sul palo lontano. È una frustata perfetta, destinata all’angolo. Mastrantonio si allunga con un riflesso che sa di miracolo e tiene in piedi il Latina

Il finale è un assedio ordinato, mai isterico. Corbari spinge fino all’ultimo metro utile, Di Tacchio regge la struttura, Jimenez accende ogni combinazione possibile. Ma contro un avversario chiuso, e dentro una partita rallentata dai falli e dalla gestione arbitrale, il Catania non trova il secondo colpo.

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