Catania: La vittoria del gruppo
Max Licari sul fondamentale successo di Picerno. Tre punti meritati, Jimenez e Di Tacchio sugli scudi. Testa a Crotone.
Sporchi e vincenti
Si trattava di uno snodo cruciale dopo i "fattacci" di Catania-Latina. I ragazzi di mister Toscano superano il cimento con la "garra" che richiedeva la situazione, la feroce determinazione che i tifosi si attendevano. Una vittoria "sporca", in un campo difficile, al di là del valore dell'avversario; tre punti d'oro che proiettano momentaneamente gli etnei al primo posto in solitaria in classifica, in attesa del big match di lunedì sera tra Benevento e Salernitana, oltre che della trasferta di Foggia cui è atteso il Cosenza. E, così, la pressione sarà tutta su giallorossi sanniti, "lupi" silani e granata, distanti rispettivamente cinque e tre lunghezze dai rossazzurri.
Il Catania, dunque, riesce a lasciarsi dietro il grave infortunio di Cicerelli, sbancando il "Curcio" con una zampata sotto porta di Forte, alla sesta rete stagionale. Una segnatura liberatoria, così come il gran gesto dello "squalo", commovente nel mostrare alle telecamere la maglietta proprio dello sfortunato "dieci" di San Giovanni Rotondo; un potente atto simbolico che testimonia la granitica compattezza del gruppo creato dal tecnico calabrese. Una solidità fondamentale se si vuole vincere in Serie C, una coesione plasticamente rappresentata dall'aneddoto raccontato da Allegretto ai colleghi di Telecolor. L'ex rossoblù rivela ai giornalisti di una videocall indirizzata da Cicerelli, Aloi e Ierardi, prima della partita, a tutta la squadra, al fine di incitare i compagni alla lotta. Segnali forti, segnali "giusti".
Certo, non tutto è andato liscio, soprattutto perché la troppa imprecisione davanti a Marcone, almeno cinque le palle gol clamorose fallite dai rossazzurri, genera un finale in affanno in cui si sarebbe anche potuta materializzare l'atroce beffa a seguito dell'unica vera occasione da rete prodotta dai padroni di casa e sciupata dall'ex Bocic. Ma la vittoria giunge meritatissima e, soprattutto, significativa del valore di una rosa ampia e certamente qualitativa per la categoria. Una vittoria accompagnata, ancora una volta, da un "clean sheet", il dodicesimo stagionale su 16 gare.
Commentare ulteriormente il rendimento difensivo di Di Gennaro e soci (il migliore del girone) ci sembrerebbe pleonastico... Del resto, si può tranquillamente affermare che questo sia il successo di Jimenez, fra i migliori in campo, di Allegretto, di Corbari, tanto per fare tre nomi di ragazzi che non sempre o quasi mai sono stati impiegati da titolari in questo girone d'andata ormai prossimo a concludersi. Purtroppo, non vivendo un momento "fortunatissimo", il sodalizio capitanato dal presidente Pelligra si porta dietro ancora una volta alcune negatività che dovranno essere valutate in settimana. In primis, il cartellino giallo subito dal sontuoso Di Tacchio (nettamente il migliore in campo), che ne sancirà la squalifica per una giornata, nonché l'infortunio occorso a Donnarumma nella ripresa, che si spera possa rivelarsi lieve, non avendo al momento il Catania alcun sostituto di ruolo sugli esterni di centrocampo, se non eventualmente Lunetta, oramai considerato però un trequartista/attaccante. In vista della cruciale sfida interna di venerdì prossimo, un bel problema potenziale per Toscano, che già in questo freddo pomeriggio lucano ha dovuto in qualche modo fare di necessità virtù, riproponendo per esempio nel finale Quaini in difesa. Tutte considerazioni, comunque, da proporre da lunedì in poi, per adesso pare doveroso godersi la vittoria e il primo posto in ogni caso confermato.
Sempre sul pezzo, ma servirà in futuro un pizzico di "cattiveria" in più sotto porta
Che Toscano potesse scegliere la soluzione più ovvia, quella già esperita nel match interno vinto contro il Latina, quasi nessuno tra gli osservatori, anche fra i più distratti, poteva nutrire soverchi dubbi. Dentro, quindi, Jimenez per Cicerelli e conferma per la coppia di mediani Corbari-Di Tacchio, con il rientrante Quaini pronto alla bisogna a subentrare dalla panchina o in difesa o in mezzo, data la preziosa duttilità tattica dello stesso. Mister Bertotto risponde con il 4-2-3-1 atteso alla vigilia, quello per intenderci capace di "sbancare" Monopoli. I padroni di casa, pur in condizioni di classifica precaria, possono schierare elementi esperti come Marcone, Esposito, Maiorino o il portoghese Abreu, accanto a ragazzi di gamba come Cardoni, Djibril o Pistolesi. Il gol precocissimo di Forte sicuramente indirizza la gara verso la compagine meglio attrezzata, ma comunque al Picerno va attribuito il merito, in virtù di grande caparbietà e capacità di corsa, di rimanere a galla pure nei frangenti più delicati. Al Catania, come già accennato, nell'ambito di una prestazione fin da subito gagliarda, il demerito di non riuscire a chiuderla, pur potendo disporre di diverse occasioni, anche importanti, per lo più frutto di ripartenze ben condotte da uno Jimenez in grande spolvero, bravo a galleggiare tra mediana e trequarti, e agevolate dal gran lavoro in interdizione di un incredibile capitan Di Tacchio e di un tonico Corbari.
Obiettivamente, rilevanti gli errori a tu per tu con Marcone di Lunetta (uno "scavetto" che non ci sta, considerato che, con un comodo servizio al centro, avrebbe trovato Forte da solo, pronto ad appoggiare facilmente in rete) e Casasola, mentre sfortunato è Donnarumma a centrare in pieno il palo con un tiro-cross dalla sinistra. Il Picerno fa quello che può, non trovando quasi mai la via della porta di Dini, se non con uno sporadico tiro dalla distanza, piuttosto centrale, di Cardoni. Nella ripresa, il copione della partita non cambia, con i locali, seppur più pimpanti grazie all'ingresso di Energe sulla corsia laterale destra, sempre a rincorrere i break a centrocampo generati da Di Tacchio e Corbari, poi sviluppati in ripartenze pericolosissime da Jimenez, Lunetta e Forte.
Il Catania, però, continua a "perdonare" i lucani, specialmente ancora con Lunetta (sinistro a lato) e Jimenez (bravo Marcone di piede a negare il raddoppio allo spagnolo), fin quando, purtroppo, al 65' non si infortuna Donnarumma e Toscano è costretto a fare di necessità virtù. Il tecnico rossazzurro mette dentro D'Ausilio e Caturano per Lunetta e Forte, mentre Quaini va sul centrodestra difensivo, con la conseguente traslazione di Allegretto sul centrosinistra. Ovviamente Celli occupa la posizione dell'ex cesenate sull'out mancino. Il Catania comincia a perdere campo, ad abbassarsi troppo e a soffrire il pressing avversario, alimentato dall'ingresso di alcuni ragazzi giovani e freschi come Bocic, Marino e Pugliese. Proprio, come già detto sopra, l'ex etneo produce nel finale l'unica vera chance da rete per i rossoblù, mentre il Catania, sebbene soffrendo, con determinazione riesce a portare a termine la partita senza subire il pari.
Una vittoria essenziale per il prosieguo del campionato. Giusta l'esultanza finale della squadra e del medesimo staff tecnico, che attutisce il rammarico per l'ennesimo infortunio e per il cartellino giallo comminato dal signor Pezzopane a Di Tacchio, un'assenza rilevante in vista della prossima gara i programma al "Massimino" al cospetto del forte Crotone.
Ma ci sarà tempo di parlarne abbondantemente in settimana. Per adesso, testa sulle spalle e umiltà da parte di tutti. Si pensi, come priorità assoluta, a riempire con un meritato "sold out" lo stadio, i ragazzi ne avranno un gran bisogno Let's go, Liotru, let's go!!!
