Catania-Cavese, Toscano: “Conta solo come giochiamo noi”

Alla vigilia di Catania-Cavese, il tecnico rossazzurro tra crescita, pazienza e soluzioni

La prima conferenza interna del 2026 non ha avuto il tono delle svolte, né quello delle proclamazioni. Nella sala stampa dello Angelo Massimino, Domenico Toscano ha parlato come parla da mesi: riportando tutto dentro il perimetro del lavoro, della lettura lucida delle partite, della necessità di crescere ogni settimana senza farsi distrarre dal rumore esterno.

Domani, alla 21ª giornata, il Catania ospita la Cavese (ore 14.30). In classifica i rossazzurri sono secondi, a due punti dal Benevento, impegnato a Caserta contro la terza forza del campionato. Un contesto che esiste, ma che Toscano sceglie consapevolmente di non guardare.

La lettura del campionato

Il punto di partenza del tecnico è chiaro: le difficoltà non sono un’eccezione, sono la regola. Toscano respinge l’idea delle “sorprese” e riporta tutto alla realtà quotidiana di chi il campionato lo vive da dentro. Ogni partita, ribadisce, è complessa per chiunque. E proprio per questo il Catania non deve inseguire scorciatoie emotive, ma riprendere il proprio cammino attraverso l’analisi, anche quando il risultato non soddisfa.

Il riferimento a Foggia non è polemico, ma metodologico: lì sono mancati pazienza, qualità e determinazione nei momenti in cui la gara si era fatta più equilibrata. Un passaggio che introduce uno dei temi chiave del girone di ritorno: partite più bloccate, avversari più speculativi, punti che pesano di più. Serve maturità.

La Cavese e il tipo di partita

Sull’avversario, Toscano è netto. La Cavese è squadra organizzata, che corre, che battaglia. Non concede nulla gratuitamente e costruisce le proprie partite su intensità e ordine. È il genere di avversario che costringe il Catania a esprimere il proprio miglior livello, senza aspettarsi che la gara si apra da sola.

Qui entra la responsabilità tecnica dei rossazzurri: essere pronti a una partita dura, riconoscere le difficoltà, affrontarle senza ansia. Il Catania, dice Toscano, ha dimostrato nel tempo equilibrio mentale e capacità di leggere i momenti. Le volte in cui il livello prestativo è sceso sono state poche. Ed è su questa continuità che si costruisce l’obiettivo finale.

Scelte, assenze e nuove soluzioni

Ampio spazio, inevitabilmente, alle situazioni individuali. Alessandro Celli è un’assenza pesante per caratteristiche e piede, ma non un alibi. Allegretto è recuperato e ha già dimostrato di saper interpretare il ruolo anche da adattato. È una questione di sistema, non di singoli.

Buone notizie arrivano da Caturano, rientrato in gruppo dopo l’attacco influenzale, e dalla disponibilità di Giovanni Bruzzaniti, che Toscano descrive come un profilo funzionale e maturo: trequarti-ala, forte nell’uno contro uno e nella finalizzazione, inserito per colmare il vuoto lasciato da Cicerelli. Non un corpo estraneo, ma una risorsa che può convivere con qualsiasi attaccante nel sistema rossazzurro.

Sul fronte Ierardi, il tecnico fa chiarezza: il rientro non è imminente. C’è stato un intervento importante, il lavoro con la palla è iniziato, ma l’aggregazione al gruppo è ancora da costruire. Prudenza, senza forzature.

Il contesto e la scelta di ignorarlo

La classifica, il turno del Benevento, l’idea di una giornata “favorevole”: Toscano prende le distanze da tutto questo. Una squadra concentrata sugli obiettivi non deve farsi condizionare da ciò che non può controllare. Il Catania può determinare solo il proprio risultato. Il resto si guarda dopo.

È una posizione coerente con l’intero percorso: rammarico per ciò che si poteva fare meglio, ma consapevolezza di poter recuperare. In un girone C che Toscano definisce il più forte degli ultimi dieci anni, la crescita non è un’opzione, è una necessità. Per la squadra, per lo staff, per l’intero ambiente.

Una partita, non un simbolo

Catania-Cavese non è caricata di significati ulteriori. È una partita da giocare bene, con intelligenza, accettando le difficoltà e cercando soluzioni migliori rispetto alla settimana precedente. In un campionato così, ogni gara chiede qualcosa in più.

Il resto, come sempre, verrà dopo. Prima c’è il campo. E il campo, domani, dirà se il Catania avrà saputo crescere ancora.

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