Un Catania da "secondo tempo" come quello del 1998/99...

Una formazione del Catania 1998/99

Una formazione del Catania 1998/99  Foto: CalcioCatania.com

Approfondimento dettagliato fra il Catania di oggi e quello di vent'anni fa, quante analogie...

L’8 e il 9…
Se la mattina del primo dell’anno, nonostante sei andato a letto a notte ampiamente inoltrata, ti trastulli per un’oretta abbondante fra le lenzuola a girarti e rigirarti, pensando che il Catania attuale abbia alcune analogie con quello di vent’anni fa, non puoi far altro che alzarti, prendere il primo foglio che ti passa fra le mani, la penna (anche rossa va bene) e scrivere. Non puoi far altro, devi essere talmente veloce, perché il flash di Costa che danza sul malconcio terreno di gioco del Casarano (vittoria rossazzurra per 2-0) ti ricorda il campo gibboso di Matera e il gollonzo di Calapai giunto in pieno recupero così come allora. Devi fare presto, perché se non riesci a ricordare dove hai abbandonato (o chi per te nascosto) l’alimentatore, che stranamente non si trova vicino al portatile che ha passato la notte in cucina, fra una fetta di pandoro e le stoviglie lasciate ad asciugare, rischi seriamente di dimenticare tutto. Forse. Perché, in verità, è un pensiero che balena in mente già da qualche tempo. Da questa estate. Esattamente da quando Didier Deschamps alzava al cielo di Mosca la coppa del mondo, la seconda vinta dalla nazionale transalpina proprio a vent’anni esatti dalla prima sollevata in quel di Parigi, quando l’attuale C.T. era il capitano dei blue. Francia campione del mondo e parallelamente Catania costruito per conquistare, al quarto tentativo, la promozione, ieri (1998-99) in C1 oggi (2018-19) in B. Altri tempi, altri personaggi, altro calcio, ma qualcosa comincia a tornare…

4 Novembre 2001: Una formazione del Catania 2018/19 



ANALOGIE… VINCENTI
Vent’anni fa, di questi tempi, il Catania di Pierino Cucchi viaggiava in vetta al girone C di Serie C2 - categoria che a livello tecnico non aveva nulla a che invidiare all’attuale C unica - dopo aver disputato un girone di andata dai numeri simili a quello attuale: 9 vittorie (quelle dell’attuale Catania sono 10, senza considerare la gara col Monopoli) e 5 pareggi al cospetto dei quattro dei rossazzurri di mister Sottil. Identico il numero delle sconfitte, 3: ieri Castrovillari (in casa), Chieti e Juveterranova Gela, oggi Catanzaro (in casa), Potenza e Bisceglie. Certo, vent’anni fa non c’era la Juve Stabia di Fabio Caserta che viaggia a velocità stratosferica, ma un estremo equilibrio con Messina, Benevento, Turris, Catanzaro e Cavese a dare del filo da torcere a Marziano e compagni. Già, la Cavese, avversario al quale il Catania di oggi ha realizzato tutte quelle reti divorate vent’anni fa dai Manca, Passiatore e Tarantino… Così come allora l’Elefante ha una difesa granitica (ieri 10 gol al passivo in 17 gare, oggi 12 in 18) e un attacco nel quale fanno tutti la propria parte: ieri 10 uomini in gol al termine del girone di andata (Passiatore, Lugnan, Manca, Costa, Tarantino, Marziano, Monaco, Furlanetto e Rossi), altrettanti adesso (Marotta, Lodi, Biagianti, Curiale, Calapai, Manneh, Aya, Silvestri, Angiulli e Vassallo). Nel 1998-99, al giro di boa, il capocannoniere della squadra era Ciccio Passiatore con 7 reti (a fine campionato saranno 8) una in più rispetto alla coppia partenopea formata da Lodi e Marotta. Ma il dato che mi ha catapultato fuori dal letto, più degli altri, è un altro ed è ancora più interessante: anche il Catania di Gennaro Monaco ed Umberto Brutto aveva la capacità di andare in rete nei secondi quarantacinque minuti di gioco così come il Catania di oggi. Al termine della stagione, sulle 40 reti segnate in 34 giornate, 24 furono segnate nella ripresa, molte delle quali al fotofinish. Tutto d’un fiato: Passiatore (al 71’) e Manca (al 74’) alla Turris; Lugnan (al 92’) a Benevento; Passiatore (al 78') al Frosinone; Tarantino (all’87’) a Giugliano; Lugnan (al 70’) contro L’Aquila; Lugnan (all’88’) e Costa (al 91’) nel 2-0 di Casarano; Tarantino (all’84’) al Trapani; Manca (all'84') all'Astrea; Margheriti (al 70’), Marziano (al 76’) e Lugnan (al 92’) al Chieti; Marziano (al 75') al Giugliano; Brutto (al 70’ e all’83’) in quel di Trapani e, dulcis in fundo, Roberto Manca al minuto 92 di quel Catania-Messina 1-0 del 25 aprile 1999. Tra qualche mese ricorrerà il ventesimo anniversario, ma, per adesso, concludiamo questo sfacinnamento da primo dell’anno con un propiziatorio “Buon 2019!”

25 aprile 1999: l'esultanza liberatoria di Roberto Manca 



I gol segnati dal Catania 1998/99 negli ultimi 20 minuti di gara
Catania-Turris 2-0: Passiatore (su rigore) al 71’
Catania-Turris 2-0: Manca al 74’
Benevento-Catania 0-1: Lugnan al 92’
Catania-Frosinone 5-2: Passiatore al 78’
Giugliano-Catania 1-1: Tarantino (su rigore) all’87’
Catania-L’Aquila 1-0: Lugnan al 70’
Casarano-Catania 0-2: Lugnan all’88’ e Costa al 91’
Catania-Trapani 1-1: Tarantino (su rigore) all’84’
Catania-Astrea 3-0: Manca all’84’
Catania-Chieti 3-1: Margheriti al 70’
Catania-Chieti 3-1: Marziano al 76’
Catania-Chieti 3-1: Lugnan al 92’
Catania-Giugliano 3-1: Marziano al 75’
Trapani-Catania 0-2: Brutto al 70’ e all’83’
Catania-Messina 1-0: Manca al 92’

I gol segnati dal Catania 2018/19 negli ultimi 20 minuti di gara
Rende-Catania 1-2: Silvestri all’83’
Catania-Vibonese 3-0: Aya all’82’
Paganese-Catania 2-4: Curiale (su rigore) all’82’
Catania-Siracusa 2-1: Biagianti all’87’
Catania-Reggina 1-0: Marotta all’88’
Matera-Catania 0-2: Calapai al 95’
Catania-Virtus Francavilla 1-0: Lodi (su rigore) al 92’
Catania-Cavese 5-0: Lodi (su rigore) al 70’
Catania-Cavese 5-0: Marotta al 72’
Catania-Cavese 5-0: Manneh all’83’
Catania-Cavese 5-0: Calapai all’87’
Rieti-Catania 0-1: Calapai all’81’
Catania-Monopoli 2-0: Angiulli all'87'



Ai fini della ricerca storica è stato fondamentale l'utilizzo del volume "Tutto il Catania minuto per minuto", libro "sacro" della storia rossazzurra.