TavaReggina!!!

Esultanza in salsa rossazzurra...

Esultanza in salsa rossazzurra... 

Max Licari sulla bella vittoria ottenuta dai rossazzurri contro la Reggina. Tavares sugli scudi. E se il mercato...

Nuovo corso?
Si era chiesto a Pino Rigoli di ripartire dall’ultima mezzora di Fondi e, obiettivamente, da lì si è ripreso il cammino. Non posso dire di aver immaginato in maniera diversa la formazione iniziale anti-Reggina, considerate le risultanze del match del “Purificato”. Nella trasferta laziale, per un’oretta circa, erano latitate le geometrie in mediana e le trame offensive; così, il tecnico rossazzurro, contro la Reggina di Zeman, ha inserito il rientrante Scoppa in regia e Di Grazia accanto a Mazzarani, a supporto della punta centrale Tavares. Insomma, il 3-4-2-1 (che, in fase di non possesso diventa un 4-5-1) che un po’ tutti si andava reclamando, anche sulla base del mercato in entrata esperito (e non ancora concluso) in gennaio. Non si può, dire, quindi, che il trainer di Raccuja si sia fatto attendere nella risposta alle critiche piovutegli addosso a seguito del non brillantissimo pareggio in terra pontina. La netta vittoria, seppur un tantino “annebbiata” da un una fiacca ventina di minuti della seconda frazione, in cui si stava per rimettere in gioco l’undici amaranto, potrebbe aver lanciato ai naviganti importanti segnali. Siamo davanti a un nuovo corso? Presto per poterlo comprendere. Di certo, un inizio promettente lo si intravede. Per poter dare un giudizio più pregnante, dovremo attendere, più che la (in ogni caso difficilissima) gara interna con il Matera di martedì 7 febbraio, la trasferta di Agrigento, al cospetto di una squadra parecchio indebolita dal mercato e in preda a una grave crisi societaria. Parliamoci chiaro, lì sta il problema, lì si dovrà andare a giudicare gli eventuali miglioramenti in fatto di gioco e personalità compiuti del Catania. Per adesso, possiamo registrare solo fatti e numeri. Il Catania vince la sua decima gara, sommando, grazie ai tre gol di Marchese, Tavares e Russotto (inframezzati dal temporaneo 2-1 di De Francesco), 28 realizzazioni totali, attestandosi, a quota 32, al settimo posto assoluto in classifica, a 4 punti dal quinto/sesto posto, occupato dalla coppia Cosenza-V. Francavilla.

Tavares, impatto positivo
L’aspetto più positivo del match vinto nettamente sulla Reggina (i rossazzurri hanno fallito non meno di altre due o tre reti praticamente fatte, una clamorosa con Biagianti) è senza dubbio l’aver trovato subito fra i protagonisti i nuovi arrivati. Se, nel caso di Marchese, in rete di testa già al 5’ su corner ben battuto da Di Grazia, nessuno di noi poteva nutrire alcun dubbio, non altrettanto si può dire relativamente al centravanti portoghese Tavares, giunto alle falde dell’Etna tra le perplessità, corroborate dal non “impressionante” score stagionale al Catanzaro, 2 gol in 18 presenze. Ebbene, posso affermare senza tema di smentite che, almeno per quanto riguarda la sfida con i calabresi, il ventinovenne lusitano sia risultato il migliore in campo. Corsa, sponde, fisicità, gol (una bella rete, quella del raddoppio, anche questa scaturita da un taglio di Di Grazia per la sponda aerea di Mazzarani). Ha costituito reparto da solo per tutta la partita. La differenza, ahinoi evidentissima, con gli “attori” precedenti, si è riscontrata fin dai primi cinque minuti. In questa categoria, un centravanti deve fare questo tipo di lavoro. Tavares dimostra di conoscere il proprio mestiere e potrebbe rivelarsi una preziosissima pedina, da titolare o da riserva, nello scacchiere etneo fino alla lotteria dei play-off.

Note positive e situazioni “da rivedere”
È piaciuto molto l’atteggiamento iniziale, propositivo, offensivo, a mettere subito in chiaro le cose. Complessivamente bene i tre centrali difensivi, comunque non giudicabili, considerato che il solo Coralli poteva ipoteticamente metterli in difficoltà. Ovviamente, una nota di merito in più a Marchese, autore del gol e depositario di una tecnica e una personalità di base che nulla hanno a che vedere con la Lega Pro. In mezzo, sempre attento Biagianti in copertura, mentre “double face” è da considerarsi la prestazione di Scoppa. Talora ispirato in regia (quando ha il tempo di ragionare e piazzare la verticalizzazione), spesso in difficoltà in fase di non possesso. Tutte le azioni più pericolose degli amaranto, compreso il gol di De Francesco al 82’, sono giunte da percussioni centrali che lo vedono in grande difficoltà dinamica. L’impressione è che il Catania, soprattutto in trasferta, non possa permettersi un “centromediano” con le sue caratteristiche. Comunque, il bravo Botta e i preziosi rientri di Porcino hanno talora messo in ambasce i meccanismi del centrocampo catanese, da rivedere anche nei due cursori laterali. La catena di destra Scoppa-Baldanzeddu non ha “rubato l’occhio”, specie in fase difensiva e, fra l’altro, il laterale destro sardo è uscito dal campo anzitempo infortunato e dovrà esserne verificata la condizione in vista del match con i lucani di mister Auteri. A sinistra, sebbene maggiormente aiutato da Marchese e Biagianti, Djordjevic, pur non disputando una gara insufficiente, mostra ancora un certo ritardo nell’interpretazione del nuovo ruolo, che lo vuole “più alto” rispetto al 4-3-3. Probabilmente, quando parte da lontano, può sviluppare maggiormente le sue doti in allungo. In ogni caso, si tratta di meccanismi da oliare con il tempo. Molto bene i tre davanti, con un Di Grazia brillante in appoggio. Positivo anche l’ingresso di Russotto (per Di Grazia), molto attivo e voglioso di farsi vedere (ha siglato, in ripartenza, un gol importante, a chiudere i conti, al 90’) e fugare i dubbi circa una sua imminente partenza per altri lidi. Lo ha dichiarato anche a fine partita, di non voler andar via. Staremo a vedere.

Concludere in bellezza
Il mercato rossazzurro, finora da considerarsi positivo, considerato l’impatto di Marchese, Tavares e dello stesso Baldanzeddu (in ogni caso, da rivedere), negli ultimi due giorni subirà un’ulteriore accelerata. Pietro Lo Monaco, evidentemente, ha mantenuto la parola. Il Catania tenterà, fin da subito, la scalata alla B. Certo l’arrivo di Pozzebon, il centravanti del Messina che andrebbe a colmare il vuoto dei fallimentari Calil e Paolucci. Insieme a Tavares potrebbe costituire una coppia alternativa di centravanti molto buona per la categoria, fermo restando il fatto che potrebbero anche giocare insieme in un 3-5-2. Quasi certo, seppur rimanga un “quid” di indeterminatezza legato alle “bizze” dell’Udinese, l’ennesimo ritorno “eccellente”, Lodi. Il centrocampista campano andrebbe a colmare l’evidente lacuna in regia, fornendo al Catania ulteriori armi sia in fatto di geometrie, sia a livello di efficacia nei calci piazzati (oltre a qualche golletto che non fa mai male…). Considerato che nell’operazione Pozzebon, con tutta probabilità, al Messina andranno Silva, De Rossi e Anastasi; considerato che Calil in extremis potrebbe essere piazzato e che Russotto potrebbe rimanere (ma anche nel caso che così non fosse, il quadro generale rimarrebbe assai “ricco”), ecco che andrebbe a comporsi un mosaico da “corazzata” per la categoria. Signori, una squadra che può vantare in rosa gente come Pisseri, Bergamelli, Marchese, Biagianti, Lodi, Russotto, Di Grazia, Mazzarani o Pozzebon non può concedersi alibi, né concederli a chicchessia. Proprio per questo, ci attendiamo che il tecnico Rigoli, avendo a disposizione una “fuoriserie”, la cominci finalmente a guidare da pilota di Formula Uno, sia in termini di personalità, sia a livello di gioco e risultati. E che dia ragione alla coraggiosa scelta compiuta da Pietro Lo Monaco a fine dicembre, ancor più "forte" perché compiuta avendo davanti una ventina di giorni utili a un eventuale mutamento di rotta. Non era facile, con la quasi totalità della piazza sostanzialmente “contro”, confermare una guida tecnica fin lì non del tutto convincente... Il tempo dei “se” e dei “ma” è concluso definitivamente. Come scriveva Dante: “Qui si parrà la tua nobilitate”.

Matera, snodo fondamentale per il futuro
Ci sono nove giorni per preparare il big match di martedì sera con il Matera. Non pochi. È chiaro come anche il mercato “finale” inciderà sul lavoro di Rigoli, ma la realtà delle cose non cambia. Il Catania, soprattutto in casa, è una squadra forte e deve fare di tutto per rendere la vita difficile alla capolista. I lucani di mister Auteri sono un’autentica macchina da gol, si trovano in un gran momento di forma e partono favoriti. Tuttavia, questo Catania ha l’obbligo di dare una sterzata definitiva al proprio campionato, alla caccia di quel quinto posto da tutti segnalato come l’obiettivo minimo stagionale. Si tratterà di una sorta di spartiacque del girone di ritorno rossazzurro. Vincere significherebbe fornire un segnale preciso: il Catania c’è, è forte e darà filo da torcere a tutti fino alla conclusione della “regular season”. Quindi, testa bassa e… pedalare! Let’s go, Liotru, let’s go!!!