Pietro Lo Monaco risponde a Gaetano Cutrufo

Pietro Lo Monaco, ad etneo

Pietro Lo Monaco, ad etneo  Foto: CalcioCatania.com

La risposta dell'amministratore delegato rossazzurro al presidente del Siracusa

Chiamato in causa dalle parole del signor Gaetano Cutrufo, Presidente del Siracusa, l’Amministratore Delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco. La pronta risposta del dirigente di Torre Annunziata attraverso il sito ufficiale del club di Via Magenta: “Ci risiamo: Cutrufo, purtroppo, non capisce. Proprio in prossimità di Siracusa-Catania, ritengo doppiamente irresponsabile l’attacco personale a me rivolto, che mi costringe a replicare. Provo a spiegare al focoso presidente aretuseo ciò che risulta già chiarissimo: anzitutto, rispondendo ad una domanda sulle carenze degli impianti e quindi esprimendomi sull’attualità della Serie C, non ho nominato Cutrufo. Proseguendo, non ho addebitato alla società azzurra alcuna responsabilità per quella che, comunque, resta una situazione surreale e tale da falsare l’andamento del campionato secondo la norma, cioè secondo il calendario. Sarebbe già doveroso ed opportuno, pertanto, che dopo aver riletto le mie dichiarazioni al quotidiano “La Sicilia” il signor Cutrufo si scusasse. Invece, confermandosi autentico specialista in contraddizioni, da una parte sostiene di non guardare in casa d’altri e, dall’altra, si sbilancia sul ruolo del Catania, indicandolo tra le favorite del torneo. Cutrufo, inoltre, riferisce di non comprendere dove e quando il campionato sia falsato: eppure è semplice, basta saper… contare. Proviamo a farlo insieme. Secondo il calendario, in un torneo a 19 squadre, il Siracusa dovrebbe giocare 18 gare al “De Simone” ed altrettante in trasferta. Alla fine del girone, invece, avrà giocato 19 volte tra le mura amiche e 17 fuori casa, garantendosi di fatto un vantaggio. Non è il Siracusa, ad aver determinato questa situazione, e del resto nessuno lo ha mai sostenuto: ciò non toglie, però, che si tratti di un’anomalia. Quando abbiamo affrontato l’Akragas in Coppa Italia, giocando nel nostro stadio anziché all’Esseneto, sono stato il primo a far notare che per noi è stato vantaggioso e che la situazione degli stadi in Sicilia è purtroppo deficitaria. Io, del “puntino con la maglia azzurra” accanto a noi, ho rispetto e considerazione, così come di tutte le altre società. Anzi, aggiungo e sottolineo: considerando una guida societaria così superficiale ed imprecisa nell’analisi delle dichiarazioni altrui, ogni risultato brillante conseguito dagli azzurri vale doppio”.