Lo Monaco: "Quest'anno sfiorata la B, ci riproveremo. Il Catania vuole vincere"

Pietro Lo Monaco

Pietro Lo Monaco  Foto: CalcioCatania.com

Le parole dell'ad etneo estrapolate dalla conferenza stampa odierna a Torre del Grifo.

A dodici giorni di distanza dall’eliminazione dai play-off per mano della Robur Siena, che ha determinato di conseguenza la fine della stagione 2017-18, l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha incontrato i giornalisti presso la sala stampa del centro sportivo di Torre del Grifo. Il dirigente di Torre Annunziata, dopo un'accurata premessa, si è soffermato sull'atteggiamento avuto proprio dalla stampa nel post Catania-Siena: "Mi sembrava giusto fare un esame di quello che è stato - ha esordito - Vorrei chiarire le idee e porre un freno a tutte le grandissime baggianate (concetto edulcorato, ndr) che sono uscite fuori all’indomani della nostra estromissione dai play-off. E' vero che sono stato in silenzio, ma di leggere ho letto. E continuo a leggere. Ho letto che è stato tutto un fallimento, che i giocatori dovevano andare tutti via. Giornalisti che si sostituiscono agli allenatori, alla società, nei giudici e nelle sentenze di fine anno. Atteggiamento che ha creato sgomento nella gente. Questo è un giornalismo per accontentare il momento".

Il Catania è tornato e vuole vincere
L'amministratore delegato rossazzurro ha sottolineato lo stato di buona salute della società etnea: "Andate a rileggervi le conferenze - ha proseguito il dirigente campano - Dall’anno scorso ho sempre detto che il Catania combatteva in due campionati: quello del campo e quello dei conti. Il primo, rispetto al secondo, era assolutamente prioritario, perché il Catania rischiava seriamente il fallimento. Abbiamo lavorato, tanto, iniziando una strada che solo i pazzi potevano pensare che avesse una via d’uscita, per via dei numeri che ho trovato. L’unica strada era la fine. Noi, invece, ci abbiamo creduto tra miliardi di difficoltà. Questa missione di non far fallire il Catania io l’ho messa davanti al mondo intero. Quello che mi fa incazzare è la superficialità con la quale si scrive e si lanciano dei messaggi sbagliati.
Quest’anno noi volevamo andare in B e come società abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Abbiamo costruito una squadra che a detta di tutti era la migliore di tutti e tre i gironi della Serie C. Parlo di una squadra che ha fatto 70 punti, che ha avuto il miglior attacco dei tre gironi, che ha vinto 10 partite fuori casa, che ha avuto una delle difese migliori del campionato e che si può vantare di avere il pubblico migliore. Questa squadra ha riportato la gente allo stadio, risultando la squadra ad aver avuto più presenze di tifosi in tutti e tre i gironi. Considerando anche la Serie B, il Catania è tra la quarta e la quinta posizione in questa classifica. Numeri alla mano, come si può parlare di campionato fallimentare? Come si può dire chi deve andare e chi deve rimanere? La verità è che il mestiere del giornalista è cambiato. Adesso il giornalista si sostituisce alla società. A questi giornalisti dico di venire domani in società e di gestire il Catania, per quindici/venti giorni, ovviamente sotto la mia tutela, perché non posso lasciare il tutto in mano a degli incompetenti. Se dopo questi venti giorni non vi ricoverano al manicomio e siete ancora vivi, va benissimo. Ci vorrebbe rispetto, cosa che manca letteralmente. In questi anni schifosi si è cambiato il modo di scrivere, passando da giornalisti a giudici.
Fallimento? Vi ripeto quello che ho detto l’anno scorso: il Catania è tornato, è una società forte che quest’anno ha sfiorato la B e che ci riproverà anche nella prossima stagione, perché il Catania vuole vincere!. Ci riproveremo nuovamente, ottemperando a tutti gli obblighi, nonostante il mancato approdo in Serie B in questa stagione. Ripeto, il Catania è una società viva e forte. Abbiamo un parco di giocatori nostri, le altre società ci chiedono i giocatori e gli allenatori fanno a gara per venire da noi. La comunicazione che è stata fatta è stata da tifoso, non da legato alla squadra ma da disfattista".

Notte di Siena un dramma...
"La notte di Siena l’abbiamo vissuta come un dramma, perché ci credevamo. Credevamo di poter andare in B anche direttamente, perché ci sono state le condizioni. Non voglio fare del populismo fuori luogo, appellandomi ad arbitri ed altre situazioni, ma posso dire che abbiamo combattuto contro tante avversità. Nonostante i tanti torti subiti siamo andati avanti. Siamo usciti col Siena solo ai rigori, dopo aver ribaltato il risultato di andata e dopo una lotteria che nessuno avrebbe mai voluto. Purtroppo è avvenuta e ci ha visto soccombere. Ma questo non dà diritto a nessuno di dire che abbiamo fallito, non è mai un fallimento.
Stesso discorso per chi dice ‘La B a tutti i costi’. L’anno prossimo il Catania concorrerà per vincere il campionato, su questo non ci sono discussioni: ci stiamo già muovendo e facendo quello che si deve fare per avere una squadra competitiva capace di ottenere il massimo. I campionati, però, vanno giocati, soffrendo. Nessuno ti regala niente, soprattutto se ti chiami Catania. Anzi, in certe categorie è un deterrente, anche per alcune situazioni che ci sono state negli ultimi anni. Catania paga, ancora. Oggi però il Catania è una società forte, di riferimento e di conseguenza da rispettare!”

Sì al tifo vero, gli scassapagghiari rimangano lontani
“Catania ha pagato e paga ancora. Avete mai visto una squadra che disputa i play-off fuori casa senza i suoi tifosi al seguito? Credo che sia un caso unico. Non posso dare torto a chi ha emesso certi provvedimenti dopo i fatti calabresi. A quei quattro scassapagghiari che contro il Siena hanno fatto certi cori io dico solo una cosa: siete il male del Catania, dovete stare lontani. Noi non abbiamo bisogno di questa gente che commette episodi del genere, le cui conseguenze ricadono sugli altri. Il tifo di Catania è appassionato, è quello che abbiamo visto in Curva Nord contro il Siena: uno spettacolo incredibile, da Serie A, vicini alla squadra per tutta la durata della partita. Catania è un qualcosa da amare e da rispettare. Chi vuole il male del Catania deve stare lontano”.

Non è una stagione da buttare
“Nonostante la delusione per il mancato approdo in B non posso dire che sia una stagione da buttare, anzi. Abbiamo avuto il capocannoniere del campionato, abbiamo lanciato diversi giovani, alcuni dei quali che si stanno proponendo all’attenzione di società maggiori, abbiamo un settore giovanile importante. Noi ci siamo. Dal punto di vista del campionato dei conti, se superiamo luglio e agosto, possiamo avere delle ambizioni diverse. Ci siamo rimasti male, ma non siamo morti. Siamo pronti a ripartire per fare un campionato all’avanguardia ed andare in B. Stiamo già lavorando per una squadra forte come e più di quella dello scorso anno. Ci riproveremo con tutte le nostre forze, perché è un volere di tutti”.

Devo vincere? Non esiste
“Non si può dire devo vincere, non esiste. Guardate la storia del Cosenza, squadra che alla quale faccio i complimenti e mi rallegro perché è andata in B una squadra del Sud. A poche giornate dalla fine del campionato hanno perso in casa con il Rende, hanno avuto una contestazione feroce, sono entrati ai play-off dalla porta di servizio e… guardate la vita com’è: arrivano in finale, incontrano il Siena privo di cinque squalificati e vanno in Serie B, è il calcio. Sono gli episodi che determinano. Quest’anno, di questi episodi, ne ricordo pochi a favore del Catania”.

Siamo già in movimento per la prossima stagione
“Dopo la partita col Siena ho vissuto un giorno da morto. Tuttavia, la delusione è stata maggiore, con tutta la sua pesantezza, quando il Cosenza ha vinto la finale. Tutta la rabbia che avevo dentro si è trasformata in voglia di ripartire. Come ho detto in precedenza già ci stiamo muovendo da tempo per la prossima stagione, contattando i nuovi calciatori.
Il prossimo allenatore verrà annunciato la prossima settimana. Il nuovo allenatore deve conoscere la categoria, questo è fondamentale, perché la Serie C è un campionato bastardo. Pensate che si sono proposti anche allenatori argentini che allenano in A. Ovviamente non sarebbe una soluzione praticabile, salterebbe prima di cominciare. Tutti i candidati sono aperti a quello che è un modus vivendi del Catania: il 4-3-3”.

Lodi e Biagianti restano con noi
“Lodi e Biagianti hanno sottoscritto contratti pluriennali. Hanno fatto una scelta di vita, noi la supportiamo, e quindi il nuovo tecnico è consapevole che nell’organico ci saranno anche questi calciatori. Insieme a loro, ci saranno sicuramente anche Davis Curiale, il portiere Pisseri, il difensore Aya. Giocatori che hanno chiesto di andare via non ce ne sono, nessuno vuole andare via da Catania. Anzi, vi dirò di più: giocatori che rientreranno alla base, come Pozzebon e Caccetta, hanno già chiesto di voler rimanere per giocarsi le loro carte.
Noi faremo la lista coi 14 fuori quota e con gli under, mentre tutti quelli che non troveranno una sistemazione saranno messi fuori lista. Su arrivi, conferme e cessioni ci sono idee abbastanza chiare. Partiamo da una base solida, che prevede anche i Bucolo, i Di Grazia, i Barisic, Kalifa. Partiamo da una base importante. Bisogna fare delle scelte, il regolamento della Serie C è questo”.

Di Grazia resta qui, ma deve rinnovare…
“Di Grazia resta qui, è in scadenza di contratto, gli manca ancora un anno. Quindi, siccome qui a Catania i giocatori in scadenza non hanno mai giocato sono due le cose: o rinnova oppure si vede le partite dalla tribuna tutto l’anno”.

Mazzarani alla Salernitana, Rizzo e Porcino…
“Quando abbiamo preso Porcino il giocatore aveva già mezzo impegno con la Cremonese che è una società di Serie B. Capite bene che davanti alle proposte di Serie B dobbiamo rispettare le volontà dei giocatori. Non so cosa intende fare il ragazzo, se vuole firmare coi lombardi o se già ha firmato. Mi è dispiaciuto che Mazzarani abbia firmato per la Salernitana, ma è un dispiacere limitato, fa parte del gioco. Rizzo? È un calciatore della Salernitana”.

Abbonamenti, rimarranno le stesse modalità
“Noi abbiamo avuto una componente del Calcio Catania che ha vinto il campionato: la nostra tifoseria. Al di là degli episodi di quelli che vanno in giro a fare casini, danneggiando il nome nostro, la nostra tifoseria è stata uno spettacolo. Hanno dimostrato di avere attaccamento a squadra e maglia. Abbiamo avuto una forza che non abbiamo sfruttato nei momenti topici e questa non è una cosa che mi fa stare bene. Per gli abbonamenti ricalcheremo quanto fatto nella scorsa stagione, i prezzi rimarranno gli stessi fino a quando non faremo il salto di categoria”.

Le tappe basilari
“Entro il 26 giugno dobbiamo ottemperare ad una miriade di situazioni per poter soddisfare il primo scaglione di richieste nell’ambito dell’iscrizione, mentre il 30 ultimeremo il tutto. Detto questo, ripeto, il nuovo tecnico dovrebbe essere annunciato a metà della settimana prossima”.