Lo Monaco: "Il Catania per il catanese è importante; Pulvirenti parlerà"

Un sorridente Pietro Lo Monaco

Un sorridente Pietro Lo Monaco  Foto: CalcioCatania.com

Le parole di Pietro Lo Monaco nel corso della conferenza di presentazione della Campagna Abbonamenti per la stagione 2017/2018

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Campagna Abbonamenti del Catania Calcio per la prossima stagione di serie C, il direttore Pietro Lo Monaco ha risposto alle domande dei cronisti su argomenti quali il mercato e l'organizzazione del ritiro.

Sulla campagna abbonamenti
«Non si può pretendere a priori una partecipazione generale da parte del pubblico. Noi vogliamo cercare di fare il salto di categoria e faremo di tutto per approntare una squadra che sia capace di farlo. E speriamo che la gente sposi questa voglia di rivalsa, questa voglia di risalire. Mi aspetto una partecipazione abbastanza congrua, anche perché il Catania per il catanese è qualcosa di importante. Sarebbe un attestato concreto. Negli anni passati quando squadre blasonate arrivavano al Massimino era un tormento per loro. La nostra gente ha sempre avuto un ruolo importante. Capisco che le amarezze rompono tutto, ma la nostra gente non molla. Col Matera in casa l’anno scorso abbiamo raggiunto una punta di 12mila presenze. Se avessimo fatto meglio sul campo possibilmente avremmo raggiunto quota 15 mila nelle ultime gare».

Sul mancato arrivo del giovane Bachini
«Con qualche giocatore siamo in dirittura d’arrivo, con altri dobbiamo ancora parlare. Io mercoledì sono andato a Napoli. Ma aspettavamo a Catania il procuratore di Bachini col ragazzo stesso. Il procuratore è venuto, ha parlato col nostro direttore sportivo, aveva lasciato il giocatore in città. Sono stati a mangiare in un ristorante, con Spinesi, ho visto la registrazione. Hanno scelto di andare altrove per 2/3mila euro. Era un ragazzotto che doveva riempirmi la rosa. Che vada pure. Il mercato è pieno di insidie. Già ragazzi del 2001 vengono a parlarci col procuratore. I procuratori hanno troppo potere. Un giorno uno di loro mi disse: "il giocatore fino a prova contraria è il mio!" "Il tuo?" Gli diedi una "zeppola". È una cosa che non è bella, significa non rispettare questo mondo. Oggi il primo che si alza dice "faccio il procuratore"».

Capitolo mercato: profilo della punta con sguardo al passato
«Quando progettai la serie A l’anno della promozione stavo trattando Bogdani, che era stato capocannoniere con la Reggina. E poi c’era Spinesi. Spinesi era legato all’arrivo De Zerbi e Bogdani a quello di Adailton, quindi portavo avanti 4 trattative. Spinesi penso sia stato uno degli attaccanti più prolifici di tutto il panorama nazionale. Ha smesso troppo presto. L’attaccante deve essere in grado di fare gol. L’altra volta parlavamo di Pozzebon. Ha richieste in B. Ma ci sta che un’annata vada male. L’idea è quella di prendere un attaccante abituato a fare gol».

Sul mercato in uscita
«Il problema sono i contratti. Quando in serie C giocatori hanno il contratto come quello dei nostri, sono poche le squadre che possono permetterselo. Quindi abbiamo difficoltà in questo senso. Calil deve essere bravo a capire che i tempi di quando "Betta filava" sono terminati, quindi bisogna che si trovi una sistemazione. Pozzebon potrebbe trovarsi limitato rispetto agli eventuali arrivi, quindi anche lui dovrebbe guardarsi intorno. Scoppa non ha avuto molta fortuna con noi, ed è giusto che vada a giocare altrove, così come Mbodj e Russotto. Abbiamo ancora Terracciano, che ha un altro contratto notevole, ma penso che lui troverà facilmente una sistemazione. Ho motivo di ritenere che quest’anno riusciremo a fare quasi tutto».

Confronto tra vecchio e nuovo
«Bergamelli e Tedeschi sono due giocatori diversi. Noi abbiamo fatto una proposta di rinnovo a Bergamelli, ma non ieri bensì mesi fa. Lui ci ha sempre detto di aspettare, poi si è fatto male (nel finale della scorsa stagione, ndr). È un buon giocatore, un grande professionista ma che ha avuto tante traversie fisiche. Entrambi le parti abbiamo ritenuto che ognuno se ne andasse per la propria strada. Anche Tedeschi è un professionista importante. Hanno oltre al fisico anche un’impostazione diversa. Certo, insieme sarebbero stati una buona coppia, ma siamo comunque contenti».

La crescita del settore giovanile rossazzurro
«Oggi abbiamo un settore giovanile in ottimo spolvero. Mi ricordo quando dicevano il "Catania degli argentini", che ci permetteva di comprare a 1 e vendere a 10. Ma era anche il Catania del settore giovanile: Calapai, Sciacca, D’Amico, Donnarumma, Falconieri, poi c’erano Biagianti che veniva dalla c2, Gazzola che ancora gioca in serie A. Noi abbiamo un ottimo settore giovanile. Oggi una società di serie B mi ha chiesto un nostro giovane. L’anno prossimo ai nastri di partenza avremo 8/9 squadre. E se considerate 30 ragazzi per squadra, abbiamo tanti tesserati. Il movimento quest’anno ha avuto un’ accelerata e una consacrazione notevole».

Sul ritiro
«Il raduno ufficiale è il 14, ma già il 13 arriveranno alcuni ragazzi per le visite mediche. Lavoreremo in sede perché qui abbiamo tutto, non ha senso andare fuori con la struttura che abbiamo. Io ricordo che quando andavamo fuori era un problema organizzare determinate cose. Le amichevoli le faremo anche in trasferta e cercheremo di organizzarne una di un certo livello anche qui a Catania. Il "Massimino" adesso sta bene, il manto erboso può soffrire un po’ di caldo ma in linea di massima è in buone condizioni».

Due parole su Pulvirenti
«Pulvirenti parlerà. È un atto dovuto ma anche voluto. Sarà un passo importante, è giusto che ci sia questo».