Kevin Biondi: Mamma ho perso l'aereo, sono rimasto a Catania!

 

Focus sul debutto del giovane catanese: esordio positivo in campo e anche in sala stampa...

Un cognome, una garanzia
“Keeeeeeeviiiiiiin!” Questa l’esclamazione della signora Kate McCallister, al secolo Catherine O’Hara, quando scopre che il figlioletto, un biondino assai pestifero interpretato da Macaulay Culkin, ha perso l’aereo che ha portato l’intera famiglia da Chicago a Parigi. Un film cult, visto e rivisto, che chi hai trent’anni e più conosce quasi a memoria. Keeeeeeeviiiiiiin – scritto proprio così, anche se in catanese si potrebbe aggiunger una “i” finale – è stata anche l’esclamazione dei catanesi presenti domenica scorsa al “Massimino”, in occasione della gara col Fanfulla, nel vedere disimpegnarsi con disinvoltura un giovane catanese, classe 1999, cresciuto nel settore giovanile rossazzurro, al debutto ufficiale con la maglia della squadra della sua città.

Nel 1990, anno dell’uscita del film “Mamma ho perso l’aereo”, il nostro Kevin Biondi non era ancora nato. L’impressione, dopo 48 minuti trascorsi in campo (recupero incluso), è che il Kevin di casa nostra abbia buone possibilità di emulare, in un certo senso, l’omonimo americano, perdendo l’aereo per chissà quale destinazione e, di conseguenza, rimanere a Catania per continuare ad indossare quella maglia, così come fatto prima delle fruttuose esperienze in terra messinese con Igea Virtus (32 presenze e 5 reti nella Serie D 2017-18) e ACR Messina (32 presenze e una rete nello scorso torneo di quarta serie).

La mamma è sempre la mamma. Nei pensieri di Kevin Biondi, nella conferenza post gara, insieme agli altri elementi della sua famiglia, era in cima ai suoi pensieri, così come in quelli di Kevin McCallister nella lettera scritta a Babbo Natale: “Dedico l'esordio alla mia famiglia: a mia mamma Daniela, ai miei fratelli Christian e Danny, a mio padre Gioacchino ed anche ai miei nonni: una purtroppo non c'è più ma prima di andarsene mi disse che avrebbe voluto vedermi giocare tra i professionisti, quindi questa gioia è anche per lei. Gli apprezzamenti ricevuti dal mister, che è il nostro comandante, valgono doppio: lo ringrazio per le belle parole e spero che ne possa spendere ancora”.

La speranza, quando si vede debuttare un catanese con la maglia rossazzurra, è sempre la stessa, ovvero vederlo crescere e continuarlo a vedere con quei colori chissà per quanto tempo: “Sono molto contento, per un catanese come me passare dalla Curva Nord al campo è sempre un'emozione forte. Davanti a 500 o 20.000 persone, per me essere in quel rettangolo di gioco, sudare la maglia e dare tutto per difendere la mia città è qualcosa d'indescrivibile. Per quanto riguarda la mia permanenza, cerco di dare tutto in allenamento e provare a mettere qualche dubbio al mister: sono a disposizione della squadra e spero di difendere i colori della mia città. Quando ho capito che dovevo entrare il mio primo pensiero è stato per la mia famiglia, per i miei compagni e per tutte le persone che mi sono state vicine per far sì che arrivasse questo giorno. Vorrei continuare a dare il massimo, prima in allenamento e poi speriamo di avere qualche altra possibilità”.

Vorremmo vederti continuare così anche noi, con quella maglia indosso. Kevin Biondi: un nome che ricorda un film, un cognome che da solo porta alla mente uno dei grandi del calcio catanese, l'indimenticabile Guido che negli anni settanta mise insieme oltre 100 presenze con la casacca del Catania. Tempo tuo è, l’aereo può aspettare…