Kaleb Jiménez, il Genio alla ricerca della lampada perduta
Kaleb Jiménez, il “Genio”, alla ricerca della lampada perduta
Il calcio è un concentrato di passioni e di narrazioni che tendono a ripetersi, spesso attraverso accostamenti istintivi. Per quanto mi riguarda, ho sempre visto in questo ragazzo dall’espressione malinconica un parallelismo con Dejan Savićević. Tanto che, nel raccontare le reti della scorsa stagione, l’ho spesso ribattezzato così: per ruolo, per posizione in campo e per quella capacità tipica di essere, a seconda del momento psicologico, croce o delizia della propria squadra.
Ma per capire davvero Kaleb bisogna rimettere indietro le lancette.
Doppia nazionalità, spagnola e italiana, cresce calcisticamente a Seregno, piccola realtà brianzola, percorrendo l’intera trafila dalle giovanili alla prima squadra. Viene ceduto per 35 mila euro alla Salernitana, che lo lascia però in prestito allo stesso Seregno: una dinamica che finirà per diventare una costante della sua carriera. Kaleb, infatti, non indosserà mai la maglia granata in gare ufficiali. Da tesserato della Salernitana passerà al Vicenza e successivamente all’Atalanta Under 23, arrivando a scadenza di contratto il 30 giugno 2024. Pochi giorni dopo firmerà un biennale con il Catania FC, con scadenza giugno 2026.
La prima stagione in rossazzurro è, nel complesso, più che positiva. Kaleb si mette in mostra e viene eletto dalla nostra redazione “Uomo Copertina 2025” (premio assegnato sommando i voti di migliore in campo dell’intera stagione).Toscano lo apprezza, lo stima, ma lo mette sulla graticola nel finale della stagione con piccoli screzi, soprattutto nella fase dei Playoff, facendolo giocare spesso esterno di centrocampo, ruolo in quel momento mal digerito dal giocatore.
Si apre così la stagione 2025/26, perdendo la maglia numero 10 ma è un 10 per vocazione calcistica, la stagione inevitabilmente è accompagnata dal tema del rinnovo contrattuale. Il ragazzo, sia a causa di una rosa rinforzata dall’arrivo di Emanuele Cicerelli che ne riduce di molto l’impiego, sia per un prolungamento che per svariate ragioni s’impaluda, scivola progressivamente nella lista dei minuti giocati.
Il calcio, però, conosce bene la parola destino. Adrián Ricchiuti, stagione 2009/10, ne è un esempio scolpito nella memoria collettiva: vicino alla cessione nel mercato invernale dopo la disastrosa prima parte di campionato con Atzori, trova la svolta con l’arrivo di Siniša Mihajlović, che per necessità lo arretra a centrocampo. Da lì nasce un altro Ricchiuti, destinato a rimanere e a conquistare definitivamente il cuore dei tifosi.
Nella nostra storia moderna il destino (probabilmente) si presenta il 23 novembre 2025 alle ore 14:32 e porta il nome del giocatore Porro. Intervento killer su Cicerelli: partita conclusa e parecchi mesi d’assenza (vedremo alla fine della stagione quanti saranno). Si spalancano le porte a Kaleb, che risponde PRESENTE e lo urla forte: dopo appena 7 minuti di gioco fornisce un assist al bacio per Forte, che insacca regalando la vittoria ai rossazzurri e offrendo una prestazione di personalità e quantità, al pari delle sue prove seguenti contro il Picerno e il Crotone, leggero passo indietro la prestazione contro il Potenza, dove si è rivisto il ragazzo dalle grosse potenzialità inespresse.
Premettendo che è nella logica del gioco delle parti, dei ruoli professionali e delle dinamiche lavorative che un calciatore decida di andare a scadenza per rendersi appetibile ad altre società liberandosi del “costo cartellino”, probabilmente questa storia moderna finirà con questa conclusione.
Da qui in avanti si entra nel mondo dei bambini, dove si sogna l’impossibile: epiche avventure di ragazzi che corrono dietro un pallone, in una piazza che non ha eguali, che regala di fatto l’immortalità a quei giocatori che spesso ne vivono e ne respirano missioni e obiettivi. La lista è sconfinata e non è mai legata alla categoria in cui hanno prestato il loro sudore. Evito di fare cognomi per non fare torto a nessuno: molti hanno scelto Catania come propria abitazione, altri, a distanza di decenni, vengono trattati come divinità antiche quando decidono di ripassare in città.
Kaleb ha questa possibilità, a mio avviso, di fare una scelta diversa: scelga di restare a Catania, faccia un patto tra gentiluomini con la società, con eventuali clausole non scritte di svincolo successivo. Non si privi di questa gioia, che tale sarà.
Catania è la lampada che il Genio sta cercando: non se la lasci sfuggire.
