Il Tribunale di Catania pubblica il bando per la vendita del club etneo

  Foto: CalcioCatania.com

Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il 22 Luglio, apertura delle buste l'indomani, 23 luglio.

Il Tribunale di Catania ha pubblicato il bando che avvia la procedura competitiva per l'acquisto del Calcio Catania. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per le ore 12.00 del 22 Luglio, mentre alle ore 11.00 del 23 Luglio si svolgerà l'udienza dedicata allo svolgimento della procedura competitiva, con l'apertura delle buste e gli eventuali rilanci.

Di seguito, i passaggi più importanti dell'atto emanato dal Tribunale etneo:

- Il bando trae origine dalla richiesta di concordato preventivo in bianco avanzata da Finaria lo scorso marzo ed accolta dallo stesso Tribunale. La vendita del Catania avviene dunque all'interno della procedura concorsuale riguardante Finaria (e non potrebbe essere altrimenti, detenendo quest'ultima il 95,4% delle quote societarie), mentre parallelamente pendono i termini per il deposito del piano di concordato preventivo del Catania, la cui richiesta in tal senso è stata accolta lo scorso 28 maggio.
Giova puntualizzare che Finaria non ha ancora depositato il piano relativo al proprio concordato e che la procedura competitiva per la cessione del Catania è frutto dell'istanza depositata dalla holding lo scorso 22 giugno, istanza che è stata accolta dal Tribunale poiché quest'ultimo ha ravvisato il requisito dell'urgenza per il compimento di un atto di straordinaria amministrazione qual è la vendita competitiva delle azioni del Catania. In particolare, l'urgenza "è da rinvenirsi nell’imminente pericolo di perdita del titolo sportivo, connessa alle imminenti scadenze degli adempimenti relativi alla partecipazione al campionato" (tradotto: il Tribunale ha tenuto conto del famigerato termine del 5 agosto, fissato dalla Figc per l'espletamento degli adempimenti necessari per l'iscrizione al campionato 2020/21).

- Il bando ha ad oggetto le azioni del Calcio Catania detenute da Finaria, ovvero il 95,4% (la parte restante è di proprietà di Meridi e, per il momento, resterà tale). La cessione comprenderà inoltre i crediti vantati da Finaria verso il Catania (pari ad € 75.000,00), nonché i beni e le attrezzature iscritti nello stato patrimoniale attivo di Finaria, allocati a Torre del Grifo.

- La base d'asta, come anticipato nelle scorse settimane da vari organi di stampa, è fissata in € 1.304.000,00 (di cui € 954.000,00 per le azioni possedute da Finaria ed i crediti vantati da quest'ultima, € 350.000,00 per i beni allocati a Torre del Grifo). Alla base dovrà aggiungersi l'aumento minimo previsto dalla legge, fissato in € 25.000,00, per cui chi intende partecipare alla gara dovrà presentare un'offerta non inferiore alla complessiva somma di € 1.329.000,00.

- L'offerta potrà essere presentata sia in modalità cartacea che telematica. Tra la documentazione richiesta da allegare all'offerta, particolare importanza riveste la ricevuta attestante l'avvenuto deposito cauzionale pari al 5% della base d'asta. Chi non dovesse provvedere al bonifico in tempi tali da consentire la produzione della relativa ricevuta entro il termine per il deposito dell'offerta (22 luglio, ore 12.00), verrà escluso dalla procedura competitiva.

- Il 23 luglio, alle ore 11.00, si terrà l'udienza nella quale si procederà allo svolgimento della procedura competitiva, con l'apertura delle buste e la successiva aggiudicazione, per la quale sono previste due ipotesi: se dovesse esserci soltanto un'offerta (e se quest'ultima fosse valida e rispondente ai requisiti del bando), si procederà immediatamente all'aggiudicazione; in caso di presentazione di più offerte, il Giudice formulerà l'invito alla gara, che avrà come base l'offerta più alta presentata, con un rilancio minimo non inferiore ad € 25.000,00. Dunque l'aggiudicazione, in questo secondo caso, avverrebbe al termine di una vera e propria asta.

- Il bando non prevede l'ipotesi che l'asta possa andare deserta, né fissa una seconda data successiva al 23 luglio. Ciò, probabilmente, in considerazione delle ristrette tempistiche per l'iscrizione al prossimo campionato. Quindi la S.I.G.I e qualunque altro soggetto interessato dovranno farsi trovare pronti ed avere tutto il regola per il 22 e 23 luglio, altrimenti sfumerà l'acquisto del Catania e, con esso, con ogni probabilità, anche la speranza di salvare la matricola.

- Particolare importante. Il 23 luglio, in caso di offerte valide, il Catania sarà aggiudicato al miglior (o unico) offerente. Ma quest'ultimo non acquisterà immediatamente la proprietà delle quote societarie. Occorre infatti che si proceda entro 5 giorni (quindi entro il 28 luglio) alla stipula dell'atto notarile. Soltanto da quest'ultimo momento l'acquirente diverrà proprietario. Peraltro, il Tribunale si esenta da responsabilità (ed eventuali risarcimenti) per il caso di mancata stipulazione dell'atto notarile per cause non dipendenti dalla procedura.

- Chi acquista il Catania assume l'obbligo di liberare Finaria, entro sei mesi dalla cessione, da tutte le fideiussioni rilasciate a garanzia delle obbligazioni del Catania a favore dell'Istituto di Credito Sportivo (con il quale, ricordiamo, il Catania aveva stipulato il mutuo per la realizzazione del centro sportivo Torre del Grifo, per il quale residuano ancora diverse rate). Inoltre assume l'ulteriore obbligo di riversare a Finaria 1/3 della somma che dovesse ricavarsi dalla causa relativa all'illecito antitrust commesso dal cartello di società aggiudicatarie dei diritti internazionali televisivi della Serie A.

- La vendita oggetto della procedura competitiva in esame, essendo forzata, non è soggetta alle norme concernenti la garanzia per vizi o mancata di qualità. Ne deriva che né la procedura stessa, né Finaria, assumono garanzie sul patrimonio del Catania e sui provvedimenti amministrativi per la gestione di Torre del Grifo. L'unica, ma importante, garanzia assunta da Finaria è "la permanenza del titolo sportivo fino al momento della cessione della partecipazione azionaria". Peraltro, laddove l'aggiudicatario venisse bocciato da Figc e/o Lega per la carenza dei requisiti morali o economici richiesti, sarebbe comunque tenuto al pagamento del prezzo.