Il Catania è vivo, evviva il Catania!

Siracusa, 14 Ottobre: una delle immagini più belle del 2017 rossazzurro

Siracusa, 14 Ottobre: una delle immagini più belle del 2017 rossazzurro  Foto: Nino Russo

Il resoconto del 2017 rossazzurro, uno degli anni più altalenati della storia dell'Elefante

Il Catania ha perso, evviva il Catania! Ok, in genere lo si dice quando muore il re, ma noi lo diciamo lo stesso. E non perché il Catania è morto – in verità l’Elefante è vivo e vegeto così come non lo era da tempo – ma semplicemente perché lo amiamo, sempre e comunque, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia finché morte non ci separi. È come una promessa di matrimonio, da mantenere a dispetto della categoria, delle vittorie o delle sconfitte. Negli ultimi anni, poi, di schiaffi in faccia ne abbiamo presi veramente tanti, da perdere il conto. Uno dopo l’altro, con quel bruciore che ancora ci sveglia di soprassalto. L’anno che volge al termine, che tra pochissime ora manderemo definitivamente in archivio, non è stato da meno. Un'altalena, dalla quale l’Elefante ha sfiorato in più di un’occasione le nuvole per poi ripiombare bruscamente tra la polvere. Ce li ricordiamo tutti, questi voli pindarici: il 2-0 al Matera del 7 Febbraio, a pochi giorni dall’addio a Ciccio Famoso, l’uomo che creò la Falange D’Assalto, o la vittoria in rimonta nel pantano di Messina, pagina di gloria d’altri tempi, con il ‘prode’ Cristiano Lucarelli vestito di giallorosso ad imprecar contro il ‘dio pallone’. Quel giorno, il 26 di Febbraio, a suo avvio, ci mise lo zampino.

Messina, 26 Febbraio: una delle pochissime gioie della prima parte del 2017 



Ma da quel giorno, lo diciamo noi, la sua schiettezza c’è rimasta ben impressa. Matera e Messina, episodi isolati di una prima parte di anno da cancellare, irta di sconfitte in sequenza, alcune delle quali assai umilianti, come quelle contro il Melfi al “Massimino” del 5 Marzo, prima di una lunga serie proseguita da Lecce, Pagani, Foggia e Catanzaro. Cinque di fila, come le dita di una mano che si poggia irruenta sul viso. E ancora, nel cuore di Aprile, tra il 15 e il 23, Cosenza e Monopoli, tra la flebile speranza di agganciare in extremis la lotteria dei play-off e l’incubo di una zona retrocessione sempre più vicina. Alla fine, per il rotto della cuffia, in una calda giornata d’inizio Maggio, ecco lo spareggio che non ti dà emozione, né brividi né soddisfazione: 0-0 a Castellammare di Stabia, eliminazione al primo turno e buona notte ai suonatori.
La primavera, stranamente, è assai calda, cotta a dovere dal malcelato pensiero di non riveder l’autunno. L’incubo, però, viene scacciato fortunatamente il 15 Giugno, giorno dell’annuncio ufficiale del nuovo tecnico che indirettamente sancisce l’inizio di una nuova era. Dalla pioggia di Febbraio, al caldo non ancora asfissiante del 4 Luglio, giorno della presentazione del livornese che allo “Scoglio” invocò il dio del pallone. L’avvio non è stato incoraggiante, ma il 9 Settembre tre schiaffoni allo spavaldo Lecce hanno dato nuova vita all’Elefante.

9 Settembre: ciao, ciao, ciao Lecce! 


Uno, due, tre, quattro, cinque e sei. Fino a metà Ottobre il Catania conosce solo vittorie, per ulteriori informazioni, oltre ai salentini, chiedere anche a Virtus Francavilla, Fidelis Andria, Cosenza, Monopoli e Siracusa. Vittoria anche lì, in casa di Archimede, a dispetto delle pietre cadenti, manco fosse la notte di San Lorenzo. All’improvviso, però, il 21 ottobre, nella serata in cui il “Massimino” si ritrova popolato così come non accadeva da tempo, va via la luce. La Sicula Leonzio dell’ex Pino Rigoli – quest’ultimo allontanato a Febbraio dopo un clamoroso harakiri nella Valle dei Templi – tira un brutto scherzo. La settimana seguente, il Catania, dopo aver divorato una caterva di occasioni da rete, si fa battere all’ultimo respiro dalla Reggina, con i sostenitori di casa che esortano l’Etna ad eruttare e distruggere. Il 5 del penultimo mese dell’anno Blondett si fa male, Lucarelli manda in campo Di Grazia e il 4-3-3, e il Catania batte in serie Bisceglie, Paganese, Catanzaro, Juve Stabia ed Akragas. Altro filotto per un Novembre mai così bellissimo. L’altalena di Febbraio diviene nuovamente attuale già dal primo di Dicembre. L’Elefante perde male a Trapani, si smarrisce in casa contro il Matera, poi si risveglia tra Rende e Fondi regalandosi un felice e sereno Natale. Il 29, davanti al televisore, anzi, davanti a quella radiolina che trasmette più passione, i rossazzurri aspettano buone nuove dal “Provinciale” di Erice. Il Trapani stoppa il Lecce, la grande occasione di portarsi a -1 dalla vetta è servita sul vassoio d’argento. Il resto è storia assai recente. Recentissima. I falchetti di Caserta, già indigesti in quel di Settembre, rifilano due artigliate all’Elefante che cade malamente dall’altalena, proprio nel momento in cui quel cielo sembrava vicinissimo. Giù per terra, a mangiarsi le mani proprio alla vigilia del capodanno. Ma u Liotru catanisi, pur essendo un pachiderma, ha caratteristiche feline. Casca additta sempri comu i iatti. La storia insegna. Il Catania è vivo, evviva il Catania! Sempre!

Il gol di Fornito contro la Casertana, l'ultimo del 2017 rossazzurro