Failla: "Le Fasi Finali devono essere appuntamenti frequenti"

Alessandro Failla, Responsabile Settore Giovanile rossazzurro

Alessandro Failla, Responsabile Settore Giovanile rossazzurro  Foto: Nino Russo

Non ci sarà più Mascara, al suo posto Sebastiano Vezzosi, vincitore del girone con gli Allievi Regionali la scorsa stagione.

Alessandro Failla è il Responsabile del Settore Giovanile, ruolo assai complesso, somma di molti compiti e competenze quali l’ideazione e generazione del progetto tecnico, la selezione dei collaboratori, infine la gestione dell’attività, quella del personale preposto a realizzarla e dei propri tesserati. In questa intervista concessa in esclusiva a calciocatania.com ci parla di come il settore giovanile si prepara alla stagione ormai alle porte, che partirà proprio questa domenica a Torre del Grifo con i campionati Under, con entrambe le formazioni impegnate contro le parigrado della Reggina.
Prima di parlare della nuova stagione ci riassuma il primo anno del secondo ciclo della sua lunga attività nel settore giovanile a Catania...
«Purtroppo il calcio non offre possibilità di godere in pieno del risultato, perchè subito si presenta la nuova stagione: bisogna però fare in modo che le partecipazioni alle fasi finali dei vari tornei siano in ogni caso appuntamenti frequenti, perchè regalano ai ragazzi dei nuovi input, che arricchiscono il loro bagaglio. Tutti abbiamo un compito importante, al pari della famiglia e della scuola, lo sport in generale è una delle "agenzie educative". Facciamo però i conti con una generazione che ha poca pazienza, manca della propensione ad ascoltare, che alla prima difficolà svolta, girando pagina. La nostra necessità è allora quella di pianificare il lavoro, già parecchio complesso: vedere comunque la gioia con cui i ragazzi ripartono da una categoria superiore restituisce perfettamente l'idea del calcio che procura emozioni!»
Quali formazioni parteciperanno ai campionati nazionali, regionali e provinciali? Chi, confermato o nuovo, assumerà la guida tecnica di ogni squadra?
«La Berretti riparte con un gruppo formato da 5-6 ragazzi classe '99, che a nostro giudizio necessitano di potenziare complessivamente la loro "struttura", con l'aggiunta dei 2000; ci sono - fra questi ultimi - sei nuovi ingressi, che provengono principalmente dall'Invictus (cinque), con l'aggiunta di un ragazzo proveniente da La Meridiana. L'allenatore è il riconfermato Giovanni Pulvirenti, che rappresenta una garanzia per professionalità, metodologia ed esperienza. Riguardo gli Under 17 del torneo nazionale, il nucleo è costituito dai 2001 che la scorsa stagione hanno ben figurato nel campionato Allievi Regionali (Ndr: 1° posto, fuori classifica), con l'innesto di otto-nove ragazzi, per cui riteniamo di avere a disposizione un gruppo ben assortito e numericamente valido. Saranno guidati da Gaetano Bellia, che avrà maniera di esprimere in continuità il lavoro avviato con la Berretti. Ancora torneo nazionale, gli Under 15 saranno invece allenati da Sebastiano Fabrizio Vezzosi, tecnico giovane che ha voglia e passione, che si incastra come profilo tecnico e metodologico con questo gruppo classe 2003. Un nuovo inserimento negli Allievi Regionali, i ragazzi classe 2002 risponderanno agli ordini di Guglielmo Gravino, ex Giovanissimi Etna Calcio, che conosco personalmente per averlo allenato nell'Armando Picchi nell'88. I Giovanissimi Regionali Fascia B, classe 2004, anche questa stagione sotto la guida di Roberto La Causa, allenatore ampiamente sperimentato nella categoria. Chiudono i ranghi delle squadre gli Esordienti e i Pulcini. Gli Esordienti 2° anno in particolare parteciperanno ancora al torneo Giovanissimi Provinciali della FIGC agli ordini di Marco D'Amico. Lo stesso D'Amico e Vladimir Caramel si occuperanno anche di Academy, collaborati da Orazio Russo, che come sapete è il Responsabile dell'Attività di Base e dell'Accademia.»
Qual è il punto di equilibrio fra la ricerca del risultato finale e l'abilità nel preparare e sfornare talenti utili alle esigenze della prima squadra?
«Sono necessarie entrambe le cose. E' vero, infatti, che il settore giovanile ha il compito di preparare i ragazzi, ma dobbiamo provare a vivere momenti emotivamente validi in ogni palcoscenico che avviciniamo. Quindi, il risultato - inteso come raggiungimento o ambizione verso l'obiettivo - completa il percorso di crescita. Immaginiamo una settimana di lavoro senza la partita domenicale... Ci alleneremmo con lo stesso piglio? Il calcio è competizione! L'organizzazione stessa di un campionato tende, con le sue regole, al risultato finale come obiettivo. Nessuno vive la "partita" alla stregua di un puro momento goliardico, piuttosto con sano spirito competitivo, tutto all'insegna del rispetto e della disciplina.»
Tantissimi prestiti che hanno coinvolto i ragazzi '98 e '99, anche due 2000. Per la prima volta, addirittura in sei, presso società del nord Italia...
«E' importante vivere un'esperienza fuori dal contesto regionale, magari negando lo sterotipo che quando un ragazzo del sud va al nord torna presto indietro alla ricerca delle cose che gli mancano. E' questo un banco di prova, d'altronde un ragazzo del '98 quando dovrebbe maturare se non adesso? Non c'è tempo da perdere, perchè poi in un anno si passa da under a over.»