Catania, gli scenari possibili

Da sx verso dx: l'avvocato Gitto, l'ad Lo Monaco e il presidente del Catania Franco

Da sx verso dx: l'avvocato Gitto, l'ad Lo Monaco e il presidente del Catania Franco  Foto: CalcioCatania.com

L'opinione di Paolo Di Caro sulla situazione dei ripescaggi con uno sguardo sui possibili scenari futuri...

di Paolo Di Caro

Bocche cucite in casa Catania.
Sono ore di attesa e dopo i segnali di fuoco verso Federazione e Lega con la conferenza stampa di Pietro Lo Monaco, come in una partita a scacchi si aspetta adesso la mossa dell’avversario.

Ammesso che di avversario si tratti: la Federazione dovrà sciogliere (domani?) il nodo sulla composizione della serie B, in grande ritardo, ma in anticipo sui tempi dei ricorsi che pendono sul regolare inizio della competizione cadetta.
Come si comporterà?

Cederà alle pressioni del camaleontico Lotito, impegnato in un prova tutta “muscolare” coi vertici del calcio, modificando il format del campionato e portandolo a 19 squadre, oppure confermerà quello a 22, con probabili ricorsi, oppure ancora sceglierà una formula “rapida” imbarcando le ricorrenti e scegliendo un campionato a 24 con 6 retrocessioni, o meno, a seconda di quale formula si sceglierà per l’anno successivo?

La prima ipotesi appare improbabile: Fabbricini sancirebbe il commissariamento di se stesso, aprendo le porte all’assalto del “Palazzo d’Inverno” da parte di Lotito e degli altri Presidenti fortemente critici con l’attuale gestione Federale; senza contare che su via Allegri pioverebbero almeno nove ricorsi “pesanti”, allargando i fronti di guerra e rafforzando, paradossalmente, le fila di chi vede questo Commissariamento come un flagello.

La seconda soluzione, quella a 22, lascerebbe immutati dubbi e perplessità in merito alla composizione del Campionato, rimandando, con ogni probabilità, al 7 settembre ogni decisione, quando il Collegio di Garanzia del CONI si esprimerà nel merito sul ricorso Novara/Catania.

Tutto questo viene visto come il fumo negli occhi dai vertici del calcio e dal carrozzone economico e mediatico che gira intorno al pallone, perché un rinvio creerebbe non pochi disagi con un calendario costipato di impegni e il “fastidio” di DAZN, il provider aggiudicatario dei diritti per la cadetteria, alle prese con una confusione mai vista e più dubbi che certezze.

La terza ipotesi, 24 squadre, sembra tanto incredibile quanto “praticabile”, salomonica, “politica”, in ogni accezione possibile e immaginabile.

“Todos Caballeros”, azzerando ricorsi e sentenze pendenti, calendario subito, qualche mugugno dalla banda Lotito (forse neanche troppi), tutti felici e contenti e una Federazione “decisionista”, che salva la faccia, evita i tribunali (sportivi e ordinari), garantisce che “the show must go on”.

Ecco spiegato il silenzio, tutt’altro che rassegnato, di queste ore, anche in casa Catania.
Attendere, dare un segnale di (quasi) fiducia alla FIGC perché arrivi la “decisione giusta”, evitare la Spada di Damocle del giudizio del 7 settembre.

Quando lo stallo è meglio di uno scacco matto.