Catania e gli spareggi: dall'Avellino alla Reggina, un romanzo lungo settant'anni

Lodi spiazza Pane prolungando Catania-Robur Siena ai supplementari...

Lodi spiazza Pane prolungando Catania-Robur Siena ai supplementari...  Foto: Nino Russo

Mercoledì 15 maggio un nuovo capitolo di una storia iniziata a Milano nel 1949

308 GIORNI DOPO
Trecentotto giorni più tardi dall’infausta notte con la Robur Siena, quella che costò al Catania di Cristiano Lucarelli l’accesso alla finale di Pescara col Cosenza di Braglia, la carovana dei play-off ritorna ad albergare allo stadio “Angelo Massimino” con la gara fra i rossazzurri e la Reggina. La sfida coi calabresi, in programma mercoledì 15 maggio, è un nuovo capitolo di una storia fra il Catania e gli spareggi/play-off inaugurato il esattamente settant’anni fa all’ “Arena” di Milano. Il 29 giugno 1949 Catania ed Avellino si contesero la promozione in Serie B al termine di una stagione contraddistinta dal “Caso Cavicchioli”. La sconfitta in campo, rete avellinese di Fabbri, venne successivamente ribaltata dalla sentenza della C.A.F. che diede la B ai rossazzurri, mentre ai biancoverdi venne comminata una retrocessione a tavolino a causa di una precedente combine con la Juve Stabia.

Il 28 luglio 1953, dopo una prolungata ed estenuante battaglia legale ancora alla C.A.F., Catania e Legnano si danno appuntamento a Firenze per lo spareggio che mette in palio un posto nella Serie A 1953/54. Partita da incubo per i rossazzurri di mister Fioravante Baldi, infilzati per quattro volte in dodici minuti dai lombardi: Manzardo al 29’, Palmer al 33’, Mion al 34’ e ancora Palmer al 41’; di Quoiani, al minuto 72, l’inutile rete del 1-4 degli etnei.

Il 18 giugno 1978, allo stadio “Militare” di Catanzaro bardato da quattromila tifosi rossazzurri, il Catania di Guido Mazzetti dopo appena cinque minuti dall’inizio della gara contro la Nocerina si sente la Serie B in tasca in virtù della rete del vantaggio siglata da Pierantonio Bortot. Gioia effimera quella dell’Elefante, azzannato per ben due volte dai morsi molossi di Bozzi (al minuto 30 su rigore) e Spada a metà del secondo tempo. Vittoria rossonera per 2-1 e Catania condannato alla permanenza in terza serie.



Con il peso di tre sconfitte in altrettanti spareggi il Catania arriva al “triangolare romano” contro Como e Cremonese con la decisione di sfatare definitivamente quel tabù. Si parte il 18 giugno 1983, con gli etnei in maglia bianca che sfidano i lariani. Match equilibrato deciso da un’inzuccata del rossazzurro Angelo Crialesi a venti minuti dalla conclusione della gara. Una rete preziosa che alla lunga si rivelerà pesantissima. Quattro giorni più tardi, Cremonese e Como non vanno oltre lo zero a zero. Il pareggio mette tra le due lombarde mette la formazione di Gianni Di Marzio nelle migliori condizioni possibili, con due risultati su tre nel terzo e decisivo match contro i grigiorossi. Altra partita equilibrata e contratta, con la formazione rossazzurra brava a contenere le sortite cremonesi ed a condurre in porto lo zero a zero che vale la promozione in Serie A, la seconda targata Angelo Massimino. È il 25 giugno 1983, l’incantesimo degli spareggi finalmente è spezzato.

A dieci anni esatti di distanza dalla gara di Catanzaro, il Catania ritrova nuovamente sul proprio cammino la Nocerina al “San Vito” di Cosenza. Stavolta, a differenza dello spareggio del 1978, sul piatto dello spareggio la portata non è la promozione in B ma la salvezza in Serie C1. È il 12 giugno 1988, il Catania di Bruno Pace, sostenuto dal calore e dalla passione di ottomila sostenitori rossazzurri, supera i rossoneri campani per 2-0 grazie alle reti di Giancarlo Marini e Carletto Borghi che evitano all’Elefante l’onta della retrocessione in Serie C2.

Gli ottomila tifosi rossazzurri presenti al "San Vito" di Cosenza  



Nella stagione 1996/97 il Catania, finito nell’allora quarta serie non tanto per demeriti propri ma per le bizze del ‘Palazzo’, tenta la lenta risalita in quella Serie C1 strappata sommariamente nel luglio 1993. Il 31 maggio 1997, allo stadio Cibali, i rossazzurri di Gianni Mei sono opposti alla Turris nella gara di andata delle semifinali play-off. Gara a senso unico con il Catania stoppato dalle parate del portiere corallino Sassanelli. Lo 0-0 maturato al termine della gara, congiunto al peggior piazzamento nella regular season rispetto ai campani, costringe l’Elefante a tentare il colpaccio nel match di ritorno. Sul neutro del “Partenio” di Avellino, l’8 giugno 1997, la Turris spezza il sogno rossazzurro con una gara accorta decisa dalla rete di Giuseppe Antonaccio a venti minuti dalla fine.



Quattro anni più tardi, sempre nello stesso impianto, il Catania riassapora la diabolica roulette degli spareggi nella gara di andata delle semifinali play-off di Serie C1. Stavolta, invece dei corallini di Torre del Greco, ad attendere l’Elefante ci sono i padroni di casa dell’Avellino, trascinati da Giuseppe Mascara e Michele Fini. Uno a zero per gli irpini, firmato da una rete proprio del folletto calatino, con il Catania di Vincenzo Guerini pronto a dare battaglia nella gara di ritorno. Sette giorni dopo, è il 3 giugno 2001, Davide Cordone e Alessandro Ambrosi ribaltano la sconfitta del “Partenio” catapultando gli etnei nella doppia finale contro il Messina. Nel match di andata, disputato al Cibali il 10 giugno 2001, un calcio di rigore trasformato dal solito Re Leone di Fiuggi illude i rossazzurri. I peloritani non mollano e a sei minuti dalla fine trovano l’1-1 con Francesco Marra, splendidamente servito da Godeas, che in virtù del miglior piazzamento nella stagione regolare rispetto agli etnei vale oro. Al “Celeste”, il 17 giugno, un rigore di Sasà Sullo manda il Messina in Serie B mettendo fine nel modo più amaro alla grandissima rimonta dei ragazzi di mister Guerini.

Alessandro Ambrosi con la maglia numero 9, nel derby di Messina del 2001 



A un anno dalla cocente sconfitta patita nel torrido pomeriggio messinese, fatale al tifoso giallorosso Tonino Currò, il Catania di Riccardo Gaucci riprova la scalata in cadetteria. Così come la stagione precedente, i rossazzurri partono dal terzo posto. La doppia semifinale contro il Pescara – quarto nella stagione regolare, ma sicuramente la squadra più completa e compatta tra le quattro semifinaliste – è da tachicardia. Nel match di andata dello stadio “Adriatico”, reso un pantano dalla pioggia copiosa piovuta abbondantemente prima del match, i rossazzurri di Ciccio Graziani e Maurizio Pellegrino sfiorano in più di una circostanza la rete del vantaggio. Quando il risultato sembrava destinato allo 0-0 finale l’ex rosanero Pasquale Suppa trova il tiro della domenica che regala ai biancazzurri una preziosissima vittoria. Al “Cibali”, il 26 di maggio del 2002, una rete in fuorigioco di Massimo Cicconi consente al Catania di superare il turno tra mille polemiche. La settimana seguente, sempre nel catino bollente di Piazza Spedini, l’Elefante incrocia il Taranto nella finale di andata. Altra gara tiratissima e vissuta sul filo di ripresa. In avvio di ripresa un sinistro da antologia di Michele Fini firma una vittoria fondamentale. A differenza di un anno prima i rossazzurri si giocano la gara di ritorno con il vantaggio di avere due risultati su tre rispetto agli avversari ‘forti’ del miglior piazzamento conseguito in campionato. Nella bolgia dello “Iacovone” di Taranto il Catania di Iezzo, Zeoli, Baronchelli e Cicconi, tutta gente che aveva pianto un anno prima a Messina, resiste agli assalti jonici conquistando l’agognato ritorno in Serie B. È il 9 giugno 2002, il Catania dice addio all’Inferno.



Lo scandalo de “I Treni del Gol” dell’estate 2015 rispedisce il Catania in terza serie, dopo tredici stagioni vissute fra B ed A. Dopo un anno di “assestamento”, condizionato da 10 punti di penalizzazione, nella stagione seguente le ambizioni del Catania di Pino Rigoli sia arenano ad Agrigento, a febbraio. Ne viene fuori un finale di campionato balordo, concluso all’undicesimo posto e una risicata qualificazione agli spareggi per il rotto della cuffia. Esperienza lampo, conclusa a Castellammare di Stabia proprio nella prima gara dei play-off. Lo 0 a 0 finale, con gli etnei in 10 per più di un tempo per via dell’espulsione di Tino Parisi, qualifica al turno successivo i padroni di casa, forti del miglior piazzamento nella stagione regolare rispetto agli etnei. Il resto è storia recente, con il vittorioso confronto con la Feralpisalò (pareggio per 1 a 1 a Salò, vittoria rossazzurra al ritorno per 2 a 0) e la bruciante eliminazione in semifinale per mano della Robur Siena, arrivata dopo la roulette dei calci di rigori.




Nel dettaglio tutti gli spareggi della storia rossazzurra:

1948/49: Avellino-Catania 1-0 (Serie C) Campo neutro di Milano
1952/53: Legnano-Catania 4-1 (Serie B) Campo neutro di Firenze
1977/78: Nocerina-Catania 2-1 (Serie C) Campo neutro di Catanzaro
1982/83: Catania-Como 1-0 (Serie B) Campo neutro di Roma
1982/83: Catania-Cremonese 0-0 (Serie B) Campo neutro di Roma
1987/88: Catania-Nocerina 2-0 (Serie C1) Campo neutro di Cosenza
1996/97: Catania-Turris 0-0 (Serie C2)
1996/97: Turris-Catania 1-0 (Serie C2) Campo neutro di Avellino
2000/01: Avellino-Catania 1-0 (Serie C1)
2000/01: Catania-Avellino 2-0 (Serie C1)
2000/01: Catania-Messina 1-1 (Serie C1)
2000/01: Messina-Catania 1-0 (Serie C1)
2001/02: Pescara-Catania 1-0 (Serie C1)
2001/02: Catania-Pescara 1-0 (Serie C1)
2001/02: Catania-Taranto 1-0 (Serie C1)
2001/02: Taranto-Catania 0-0 (Serie C1)
2016/17: Juve Stabia-Catania 0-0 (Lega Pro)
2017/18: FeralpiSalò-Catania 1-1 (Serie C)
2017/18: Catania-Feralpisalò 2-0 (Serie C)
2017/18: Robur Siena-Catania 1-0 (Serie C)
2017/18: Catania-Robur Siena 2-1 (3-4 d.c.r.) (Serie C)
2018/19: Catania-Reggina…(Serie C)

BILANCIO
PARTITE: 21
VITTORIE: 7
SCONFITTE: 8
PAREGGI: 6
RETI FATTE: 15
RETI SUBITE: 15