Catania-Reggina 0-0: le pagelle rossazzurre

Mbende annulla Corazza...

Mbende annulla Corazza...  Foto: Nino Russo

Mbendé il migliore del Catania, bene anche Vicente. Ancora una prestazione deludente per Mazzarani.

FURLAN voto 6: Corre un rischio al 5°, quando gestisce male un pallone in area, facendosi pressare da Corazza. Per il resto, nel primo tempo, la Reggina gli fa il solletico con deboli colpi di testa su calci piazzati che controlla agevolmente. Nella ripresa, al 63° è puntuale in uscita su Corazza, comunque fermato in fuorigioco. All’81° non si fa sorprendere dalla potente conclusione di Garufo.

CALAPAI voto 5,5: Dalle sue parti si fa vedere spesso Liotti, il quale lo obbliga a non concedersi sortite offensive. Al 49° viene ammonito per un intervento in ritardo, mentre un minuto dopo si distingue positivamente con un’avanzata con la quale conquista un corner. Al 72° si accorge troppo tardi del corridoio in cui si era intrufolato Barisic, compromettendo una possibile ripartenza.

MBENDE voto 7: Ingaggia un gran duello fisico con Denis, vincendolo. Una vera e propria sicurezza per l’intero reparto. E’ inoltre suo il colpo di testa che, nel primo tempo, funge da preludio al palo di Mazzarani.

SILVESTRI voto 6,5: Non corre particolari pericoli in difesa. Al 9° ci prova di testa su cross proveniente dalla bandierina, ma la traiettoria è troppo centrale.

PINTO voto 6: Rispetto al solito spinge un po’ meno, anche se quando lo fa è sempre pericoloso. Nel secondo tempo la stanchezza si fa sentire e sbaglia qualche facile giocata. Ma nel complesso non demerita, anzi.

SALANDRIA voto 6: Corre, pressa, tampona, ricuce. Fa un po’ di tutto, ma mancano guizzi risolutivi. Nella parte finale della prima frazione di gioco si fa male, ma resiste fino al 74°.
Dal 74° WELBECK voto 6: La prolungata assenza dal terreno di gioco si fa sentire in qualche giocata incerta, come quella che lo porta al fallo da ammonizione su Bellomo. Ma il suo dinamismo in mezzo al campo è fondamentale nell’intenso finale di gara.

VICENTE voto 6,5: Che sia in giornata lo si vede nelle primissime battute del match, quando coglie una gran traversa con una bordata da lontano. Mette ordine al centrocampo rendendosi protagonista di alcune belle geometrie. Al 44° insieme a Silvestri corre un rischio al limite dell’area. Nel secondo tempo riprova il tentativo da fuori, senza grossa fortuna. Al 60° è provvidenziale con un colpo di testa che libera l’area da un angolo insidioso della Reggina.
Dal 74° RIZZO voto 6: Meriterebbe almeno 7 per l’intensità con cui entra in campo e sradica in continuazione palloni ai centrocampisti avversari, avviando ripartenze. Ma la foga è troppa e nel finale cade nella provocazione di Gasparetto, reagendo e beccandosi il cartellino rosso.

BIONDI voto 6: In avvio di gara si piazza sulla fascia sinistra e per un paio di volte si incunea pericolosamente nell’area avversaria. Poi passa sul lato opposto e non incide più di tanto. Comunque positivo per l’impegno nelle continue lotte in mediana con gli ospiti.
Dal 68° CAPANNI voto 6: La sua prestazione è condizionata dal fatto che entra nella fase di gara in cui il Catania cala, concedendo campo alla Reggina, e lui è costretto a dare una mano a Calapai in fase difensiva sulla fascia destra, dando un contributo sufficiente.

MAZZARANI voto 5: Le occasioni più ghiotte del primo tempo passano dai suoi piedi. Al 21° spreca con una conclusione d’esterno un bell’assist di Di Molfetta. Pochi minuti dopo centra il palo sugli sviluppi di un corner. Per il resto, però, stretto nella morsa del pressing reggino, non riesce ad aiutare la manovra offensiva. Nel secondo tempo, poco prima di uscire, compromette una ripartenza sbagliando il cambio gioco per Biondi.
Dal 58° CURCIO voto 5,5: Soffre le stesse difficoltà vissute da Mazzarani, non trovando spazi, e non essendo supportato adeguatamente dai compagni di reparto.

DI MOLFETTA voto 6: La sua è la stagione del “vorrei ma non posso”. Come gli capita spesso, alcune delle giocate più belle del Catania sono sue: ottima l’azione con cui al 21° serve un grande assist a Mazzarani; interessante il cross per Beleck al 48°. Ma in mezzo a questi lampi, c’è tanta fuffa.
Dal 58° BARISIC voto 5,5: Sempre positivo in termini di lotta e sacrificio, ancora da rivedere sotto il profilo delle giocate offensive. Il suo unico squillo è un tiro da posizione defilata al 71°.

BELECK voto 6: Corre, lotta con la difesa avversaria, e la sua sola presenza consente al Catania, soprattutto nel primo tempo, di alzare il baricentro e schiacciare l’avversario. Ma non gli arriva nessun pallone sotto porta, né tanto meno lui riesce a liberarsi coi movimenti giusti. Resta da capire se ha margini di miglioramento o se, semplicemente, è tutto qua.

All. LUCARELLI voto 6,5: Rispetto alla gara con la Ternana, cambia solo i due mediani. Nonostante la fatica ravvicinata, i suoi nel primo tempo ripetono l’ottima prova infrasettimanale in fatto di spinta, sacrificio, cuore…ed anche di occasioni, seppur minori. Anche stavolta nel secondo tempo la squadra cala e concede spazio all’avversario, confermando però l’ottima tenuta difensiva acquisita. Il problema è sempre lo stesso: non si riesce proprio a far gol, pur impegnandosi allo stremo. E non è un bel segnale in vista del proseguo di stagione, sebbene sembra probabile che contro squadre meno attrezzate si dovrebbero trovare molte meno difficoltà in tal senso.

REGGINA voto 5,5: Rispetto al Catania ha potuto lavorare per l’intera settimana su questa partita, ha 23 punti in più in classifica, eppure…non si è notato. Soprattutto nel primo tempo, la squadra di Toscano si è fatta sorprendere oltremodo dall’aggressività dei ragazzi di Lucarelli. Nella ripresa, appena i rossazzurri hanno abbassato i ritmi, il tecnico amaranto ha provato (senza successo) a mettere a dura prova la resistenza etnea inserendo un centrocampista offensivo in più (Bellomo) al posto di un mediano (Nielsen). Anche Reginaldo è sembrato più in palla degli attaccanti partiti dal primo minuto, ma lo status quo non è cambiato. Nel complesso un punto guadagnato.

Arbitro FELICIANI voto 5: Ha diretto un po’ troppo all’inglese…ma solo nei confronti del Catania, omettendo di fischiare alcuni falli nei confronti dei giocatori etnei e risparmiando qualche cartellino agli ospiti. Eppure l’errore più grave lo commette a discapito della Reggina, che può reclamare un rigore nel primo tempo per un braccio largo di Calapai in area. Nel finale, al netto del nervosismo generale provocato, gestisce bene l’episodio Rizzo-Gasparetto: entrambi i giocatori si mettono le mani addosso, giusto cacciarli entrambi.