È in corso la conferenza stampa di Emilio Longo alla vigilia di Catania-Inter U23, gara che domenica aprirà il campionato rossazzurro al “Massimino”.
Il tecnico parte proprio dall’attesa per il suo esordio davanti al pubblico catanese.
«Vorrei godermi tutti i secondi che passerò nell’attesa di vedere l’ingresso al Massimino. Non posso garantire il futuro, non sono un mago. Posso però garantire che per questi colori darò il massimo. Non avremo mai una seconda occasione per dare una prima impressione positiva al nostro pubblico».

Longo sposta poi l’attenzione sulla squadra che ha già a disposizione, evitando di concentrare il discorso sui tasselli che potrebbero ancora arrivare dal mercato.
«Vorrei che non parlassimo di ciò che manca, ma di ciò che c’è e di quanto potenziale questa squadra abbia già. Sono soddisfatto del mercato che ci vede protagonisti. È un mercato “ecologico”: Varrà e Grella stanno provando a mettermi a disposizione giocatori proporzionati al mio metodo di gioco. Ma abbiamo già una formazione importante».
Il tecnico si sofferma quindi anche su Russo e Leonardi, sottolineando non soltanto il loro valore tecnico ma anche il legame con il territorio.
«Sono due ottimi calciatori, figli di questa terra, che ci daranno qualcosa in più. È qualcosa che può determinare la distanza tra una squadra accademica e una squadra capace di trascinare la gente di Catania».
Un passaggio particolarmente interessante riguarda poi l’identità tattica della squadra. Longo ribadisce un principio già emerso durante il precampionato: il sistema dovrà essere riconoscibile, ma non rigido.
«Dovremo essere flessibili tatticamente, evolverci all’interno della partita e del campionato per non diventare prevedibili. Lavoriamo con un centrocampo a tre particolare, perché uno dei tre è in realtà un sottopunta: parliamo di Jimenez. I ragazzi si stanno trovando bene».
Nessun dogma, dunque, neppure nella composizione del reparto offensivo.
«Il campionato è così lungo che avremo bisogno di tanti calciatori. Non è detto che giocheremo sempre con una sola punta centrale. Possiamo anche giocare con un rifinitore e due punte. Credo che tutti concorreranno in modo diverso alle nostre sfide».
Più che il modulo, per Longo conterà l’atteggiamento. La parola utilizzata dal tecnico è netta: coraggio.
«Dobbiamo essere coraggiosi. Ad oggi non abbiamo fatto tante uscite e tante amichevoli, anche perché ci sono diverse tifoserie con cui non possiamo confrontarci. Nelle tre uscite disputate, però, la squadra ha sempre provato a imporre con coraggio le proprie idee».
Il debutto di domani rappresenterà inevitabilmente un esame differente.
«Domani la verifica sarà diversa. Saremo davanti ai nostri tifosi, che ringrazio. Vedere salire ogni giorno il numero degli abbonamenti ci rendeva orgogliosi».
