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Catania

Atto di forza

Max Licari sulla vittoria al cospetto della Salernitana. Forte e Cicerelli sugli scudi, granata in tono minore. Preova maiuscola.
Un Catania "Forte"...
Un Catania "Forte"...

Un segnale. "Forte".

Una delle migliori prestazioni degli ultimi anni. Finalmente, una prova maiuscola proprio in occasione di una gara fondamentale, non decisiva, ma cruciale al fine di inviare un segnale chiaro al campionato. E il segnale è giunto, forte ed evidente: il Catania c'è e se la giocherà per la vittoria finale. Un classico 2-0, netto, inequivocabile, al cospetto di una pari grado come la Salernitana dei tanti ex, in una cornice d'eccezione sostanziata da quasi 19.000 cuori rossazzurri, usciti entusiasti e senza voce dai 90' del "Massimino". Come ben dice Toscano nelle interviste postgara, non è tanto la classifica da andare a considerare alla decima di campionato, ma la prestazione complessiva, un miscuglio di corsa, tattica e tecnica che ha messo sotto fin dall'inizio una spavalda Salernitana, presentatatasi alle falde dell'Etna con il piglio della prima della classe, addirittura con un trequartista come Ferraris e praticamente due centravanti come il fischiatissimo ex Inglese e il "loco" Ferrari. Ebbene, le sei, sette nitide occasioni da rete confezionate dal recuperato Cicerelli e dai suoi compagni, a fronte sostanzialmente di una sola parata di Dini (non straordinaria, peraltro) in tutto il match, dicono lapalissianamente di quale livello sia stato l'operato sull'ottimo terreno di gioco del "Massimino" messo in atto dai rossazzurri capitanati da un Di Tacchio, altro ex della partita, ineccepibile baluardo, bravissimo nel recupero palla.

Del resto, il secondo posto un punto dietro le battistrada campane Benevento e Salernitana, unito all'ottavo "clean sheet" stagionale, con conseguente miglior difesa (5 reti subite, una meno del Benevento) e anche miglior attacco (20 reti realizzate, una in più ancora dei sanniti), accompagnato da una differenza reti di +15, sempre avanti ai giallorossi di mister Auteri (+13), certifica una candidatura ormai acclarata in chiave promozione. In realtà,  al di là dei pur rilevanti dati statistici, ciò che maggiormente rimane di questo festoso pomeriggio catanese sono le due reti di Cicerelli e Forte (a nostro avviso, migliore in campo), una per tempo, chirurgiche, "spaccagambe". Soprattutto la prima, una punizione straordinaria da 25 metri all'incrocio dei pali di Donnarumma, una staffilata che ha ricordato ai più "attempati" un'analoga prodezza del mito Loriano Cipriani al "Barbera". Altri tempi, ovvio; tempi che, però, potrebbero tornare grazie alle gesta di questi ragazzi. Dopo undici anni di autentico inferno, sarebbe anche ora che i tifosi etnei possano vivere una stagione felice, esaltante. La meritano, la meritiamo.

La forza delle "alternative"

Diciamocelo chiaramente, questa attuale "abbondanza" quasi ci confonde. Eppure, è la vera forza della squadra. Lo svuotamento dell'infermeria, accolto quasi in modo mistico dai supporters del Liotru, ha certamente consentito un deciso innalzamento del livello qualitativo della formazione allenata da Toscano, alla buon'ora messo nelle condizioni di giostrare a piacimento scelte e soluzioni tecnico-tattiche.

Mai, negli ultimi anni, il Catania ha potuto affrontare una gara di tale importanza potendo vantare una panchina del genere. Aloi, Corbari, Stoppa, Jimenez, D'Ausilio, Caturano, Rolfini, tutta gente da possibile titolarità nelle migliori squadre dei tre gironi della C. Tanta roba. Roba che il tecnico calabrese ben utilizza nei momenti chiave, permettendosi anche il lusso di non inserire uno come Caturano (sebbene non al meglio, come confermato a fine gara dallo stesso Toscano). Questo è il cosiddetto "upgrade" da tutti atteso. Di contro, i granata di Raffaele tentano di ribattere, in specie nella prima frazione, con un atteggiamento propositivo, grazie a una mediana ben assortita sia al centro (Capomaggio-Tascone), sia sulle fasce (Villa, veramente efficace a sinistra, e Ubani). Però, il ben conosciuto "tallone d'Achille" del team campano, una difesa "ballerina" (male Coppolaro, non sufficienti Golemic e l'ex Anastasio) mette subito in salita il match per gli uomini di Raffaele, pressati alto da Cicerelli e Lunetta, entrambi sospinti da una mediana solida come quella costituita dal duo Di Tacchio-Quaini e ottimamente supportati da un inesauribile Forte. Un paio di errori in uscita della difesa ospite potrebbe essere punito dagli avanti etnei giànella prima mezzora, mentre Dini non deve mai sporcarsi le mani, malgrado un discreto possesso palla degli ospiti. La compattezza dell'impianto di gioco rossazzurro, sempre stretto fra i reparti, non consente alla Salernitana di penetrare né centralmente con il trequartista Ferraris, né sulle corsie laterali, grazie alle prove maiuscole di Casasola (fra i migliori) e del "nostro" Donnarumma, pronti a rinculare e ripartire. Così, in situazioni tatticamente così equilibrate, appare logico che possa decidere il colpo del singolo. E il Catania un Cicerelli, recuperato pienamente lo ha in campo e, per giunta, in giornata di grazia. La punizione dai 25 metri al 38' è da infarto, una "leccornia" anche per i palati più fini del "Massimino". Nulla da fare per il fratello del "Gigio" nazionale e stadio che "viene giù". Nella ripresa, Raffaele tenta di cambiare l'inerzia di una partita che, con il trequartista e i due in mezzo, probabilmente favorisce il 3-4-2-1 del Catania. Ma il Catania riparte da dove ha concluso e, al 53', Forte chiude i conti con un gran destro da posizione favorevole, a punire un errore in fase di rinvio da parte dell'incerto Coppolaro.

Rolfini, debutto promettente...

La gara finisce lì, con una sola parata di Dini su di un buon tiro dal limite dei granata, perché la Salernitana, a parte Achik, messo in campo proprio al 53', non ha in panchina l'abbondanza e la qualità del Catania. I vari Liguori, Knezovic, Matino, Quirini non possono competere con gli Aloi, i Corbari, gli Jimenez, i D'Ausilio, i Rolfini, i quali entrano con grande forza nel match, confezionando più di un'occasione da gol. Peccato per l'ex Avellino, impreciso di testa a due passi dalla porta avversaria, ma soprattutto per l'attaccante ex Vicenza, protagonista di un paio di azioni da rete clamorose. Assai sfortunato, nonché stoppato dalla bravura di Antonio Donnarumma, autore di una gran parata sul suo tap-in da un metro nel.finale di partita. Attenzione, il ragazzo, al debutto stagionale dopo lungo infortunio, desta grande impressione. Pare veramente in gamba e potrebbe rivelarsi un'ulteriore freccia nella faretra di Toscano. Molto bene anche Jimenez, entrato con il piglio giusto e perfetto nella gestione della palla. Peccato non aver arrotondato il punteggio, tuttavia la risposta sul campo risulta davvero importante. Lo dimostra anche e soprattutto il gradimento del pubblico a fine gara. Massimo. Adesso, cerchiamo di gestire nel modo giusto, senza eccessiva euforia ma con la consapevolezza della nostra forza, questa settimana di passione che ci condurrà all'altro big match interno di domenica prossima al cospetto dell'altra capolista Benevento. Un altro tipo di squadra, quella di Auteri, un altro tipo di avversario, un altro tipo di gara. Ma cio che risulterà immutato sarà lo stesso, identico clima di supporto da parte dei consueti 19.000 "figli del Vulcano". Cavalchiamo l'onda dell'entusiasmo!!! Let's go, Liotru, let's go!!!

Partita collegata

Catania 2–0 Salernitana Campionato
19 ottobre 2025 · 14:30
Angelo Massimino